Capranica, Viterbo

mercoledì 30 settembre 2009

   

 

                                   

 

                                   

 

 

 

Dalla Tuscia con dolore -

Appeso e in manette

a Viterbo il Quadro

Corruttivo e Concussorio

con Scapigliati temi su

cave, vincoli ed estrazioni

 

                                   

 

                                   

 

 

 

di Doriana Goracci

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Una cosa è certa: "La cosa puzza!" - in tutti i sensi e sotto tutti gli

aspetti

(Foto di repertorio)

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Cave?

Vincoli paesaggistici?

Torbiere?

Pubblica incolumità?

Messe in sicurezza mai fatte e fatte

illecitamente?

Escavazioni?

Autorizzazioni con dazioni?

Pratiche svolte in Pubblici Uffici fino a

euro 20.000 per volta?

Minacce e concussioni?

 

Robbaccia da mettersi una mascherina

sul viso, tanto puzzano queste

esalazioni:

denuncia, con arresti, dopo 100.000

conversazioni registrate e valutate e

6.500 ore di riprese video.

   

 

                                   

 

                             

 

                                   

 

                         

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Dalla Tuscia con infinita amarezza e mai

rassegnazione, inoltro la cronaca più dettagliata che

ho trovato in Rete, compresi i nomi e le funzioni

degli arrestati.

 

 

Giro d'Italia, ultima tappa Viterbo?

 

Ancora non si è concluso a quanto pare, anche se a

molti dispiace, il prolungamento di questa intrusione

negli Affari.

 

Ringrazio il Nucleo Investigativo di Polizia

Ambientale e Forestale di Viterbo, da comune

cittadina residente nel territorio!

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

 

"Il personale del Corpo Forestale dello Stato sta

eseguendo dalle prime luci dell'alba un'ordinanza

emessa dal G.I.P. Gaetano Mautone del Tribunale di

Viterbo con la quale si dispongono le misure

cautelari in carcere a carico di sei indagati, in pieno

accoglimento delle richieste formulate in tal senso

dai PM Stefano D'Arma e Fabrizio Tucci della Procura

della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo a

seguito di una complessa e lunga indagine svolta dal

N.I.P.A.F. - Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale

e Forestale di Viterbo.

 

I fatti per cui si procede sono emersi circa un anno fa

e hanno comportato un'attività investigativa posta in

essere con massivo ricorso a intercettazioni sia

telefoniche sia ambientali, con circa 100.000

conversazioni registrate e valutate e 6.500 ore di

riprese video effettuate a mezzo di microspie

occultate in uffici e macchine, evidenziando fatti

riscontrati anche a mezzo di indagini bancarie, di

pedinamenti e appostamenti finalizzati ad avvalorare

quanto emergeva dall'attività di ascolto.

 

 

È stato così svelato un quadro corruttivo e

concussorio ordito da alcuni soggetti al fine di

rilasciare autorizzazioni (anche illegittime) in materia

di cave e di vincoli paesaggistici.

 

Per entrambe le tematiche tenute sotto controllo, che

vedevano coinvolte distinte Amministrazioni,

fungeva da perno un funzionario del Comune di

Viterbo (Massimo Scapigliati, 56enne addetto

all'Ufficio Pubblica Incolumità Cave e Torbiere),

elemento di congiunzione con i Pubblici Uffici, al

quale gli istanti dovevano rivolgersi al fine di

accordarsi per la dazione illecita nonché per i termini

delle autorizzazioni richieste.

 

 

Veniva pertanto accertata la corruzione di un

funzionario della Regione Lazio (G.D.P., 63 anni,

addetto all'Ispettorato di Polizia Mineraria ed Energia)

per aver rilasciato a due imprenditori viterbesi (D.C.,

56anni, ed il figlio D.C., 31 anni) un'autorizzazione in

materia di attività estrattive rappresentando

falsamente l'intervento oggetto del provvedimento.

 

Veniva infatti autorizzata la messa in sicurezza di una

cava abbandonata da anni quando invece lo scopo

era quello di ultimare l'escavazione nello stesso sito,

evitando così la ben più complessa procedura

burocratica prevista per questi casi e risparmiando

inoltre le tasse che gravano sul materiale estratto ai

fini commerciali.

 

 

Scapigliati ha svolto le funzioni di intermediario tra

gli imprenditori e il funzionario della Regione,

ricevendo una dazione di € 10.000 per poi girarla

nelle mani di quest'ultimo con la promessa di

ulteriori dazioni una volta avviata l'attività estrattiva.

 

 

Per quanto riguarda gli episodi di concussione posti

in essere da due funzionari della Soprintendenza per

Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di

Roma, Rieti e Viterbo, ne sono stati osservati ben

otto, per un importo variabile ma che è stato

osservato arrivare fino ad € 20.000 per una singola

pratica.

 

I soggetti, che usavano un permesso in materia,

sapevano che per assicurarsi tempi brevi nel rilascio

dell'autorizzazione o per ottenerla anche se in

contrasto con le normative vigenti, dovevano

rivolgersi al dipendente del Comune di Viterbo

(Massimo Scapigliati), il quale fungeva da

intermediario con i due funzionari della

Soprintendenza curando i passaggi delle pratiche e

del danaro in contanti, di cui tratteneva normalmente

per sé una quota parte.

 

 

Lo scambio avveniva di norma nell'ufficio del

Comune di Viterbo in uso al funzionario, dove gli

investigatori avevano posizionato sia microfoni sia

microcamere nascoste in modo da osservare ogni

dettaglio dei crimini commessi.

 

I funzionari della Soprintendenza nei loro colloqui

arrivavano a minacciare i soggetti che si rivolgevano

loro, qualora non si fossero dimostrati tempestivi nei

pagamenti, giungendo a ritenere come atto naturale e

dovuto l'incasso delle dazioni.

 

 

Da questamattina sono in corso nel Lazio da parte

del N.I.P.A.F. di Viterbo quattordici perquisizioni di

abitazioni, uffici sia pubblici sia privati e numerose

escussioni con il sequestro di tutte le istruttorie più

recenti presenti presso gli Uffici Pubblici teatro dei

delitti per cui si procede, e la relativa imponente

documentazione verrà vagliata al fine di evidenziare

nuovi episodi atteso che è ragionevole ritenere che

quelli finora individuati non rivestano carattere di

eccezionalità.

 

All'attività odierna stanno operando ottanta uomini

appartenenti al N.I.P.A.F. e ai CC.SS. del Comando

Provinciale C.F.S. [Corpo Forestale dello Stato] di

Viterbo con l'aiuto del personale del Comando

Provinciale del C.F.S. di Roma e del N.I.C.A.F.

[Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale

e Forestale] dell'Ispettorato Generale C.F.S..

 

 

Nel Capoluogo della Tuscia a essere raggiunti dal

provvedimento, un impiegato comunale e due

imprenditori di Celleno.

 

Nella capitale, invece, si tratta di due funzionari della

Soprintendenza e un funzionario della Regione.

 

 

Tra i fermati dalla Forestale nel Capoluogo della

Tuscia, Massimo Scapigliati, Caposervizio a Palazzo

dei Priori, Responsabile per cave, torbiere e pubblica

incolumità.

 

Per lui l'accusa è di corruzione e concussione.

 

 

Le indagini riguarderebbero autorizzazioni per una

discarica in una zona protetta e la costruzione di una

villa in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico,

secondo le prime indiscrezioni.

 

L'accusa sarebbe di corruzione, rilascio di false

autorizzazioni a vantaggio di due imprenditori, padre

e figlio, viterbesi finiti in manette.

 

 

Gli imprenditori sono Domenico Chiavarino 56 anni,

il padre, e il figlio, Dario Chiavarino di 31 anni.

 

Per loro l'accusa è di corruzione.

 

 

Gli arrestati nella Capitale sono Giovannino Fatica

della Soprintendenza di Roma, che negli ultimi anni

si è occupato della Tuscia, Antonio Di Cioccio,

sempre della Soprintentenza, e il funzionario della

Regione Lazio Giuseppe De Paolis, 63 anni, addetto

all'Ispettorato di Polizia Mineraria ed Energia.

 

Per i funzionari l'accusa è di concussione.

 

 

Le indagini sono scattate un anno fa e condotte con

l'aiuto di diverse intercettazioni telefoniche e

ambientali e registrazioni filmate, in cui

comparirebbe anche Scapigliati.

 

Secondo gli investigatori, l'uomo avrebbe fatto da

tramite fra imprenditori e tecnici e i pubblici ufficiali

per il rilascio di false autorizzazioni in materia di cave

e di vincoli paesaggistici."