Capranica, Viterbo

marted́ 15 settembre 2009

   

 

                                   

 

                                   

 

 

 

Cara Informazione Locale...

 

                                   

 

                                   

 

 

 

di Doriana Goracci

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Segno dei nostri Tempi Tecnologici?...

(Foto di repertorio)

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Cara Informazione Locale, direttori e

redazioni tutte, chi vi scrive non è più

da anni una pendolare ma lo sono stata.

 

Non sono più una lavoratrice ma ho

lavorato, retribuita regolarmente, per

più di 30 anni in un Istituto Bancario, ho

una casa grande e spaziosa, due figli e

un buon rapporto ancora con chi li ho

fatti, amici e un orto che mi offre

verdure di stagione e frutta, una salute

precaria ma in media soddisfacente.

   

 

                                   

 

                             

 

                                   

 

                         

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Non mi manca dunque niente, neanche

l'Informazione.

 

Possiedo parecchi libri accumulati nel tempo, oltre

quelli che posso consultare in biblioteca o che mi

invia qualche temerario scrittore o piccolo editore e

ho anche un PC.

 

Leggo e scrivo molto, una necessità divenuta in

questi anni emergenza mentale, altrimenti andrei non

solo fuor di porta ma anche di testa.

 

 

Apprendo coś stasera da un giornale locale a cui

sto anche scrivendo come a tutti voi - ViterboOggi -

e che mi invia la sua newsletter, che Don Salvatore

del Ciuco, con una lettera, non teme di dire che la

venuta del Papa è stato un evento di portata storica a

Viterbo:

ne ha tutte le ragioni.

 

E passando in rassegna quanto è stato fatto ed

accaduto continua:

"È stata una giornata faticosa per il Papa e per gli

organizzatori.

 

Ma insieme una giornata piena di gioia come quando

si attende e s'incontra una persona cara".

 

 

Si dà il caso che sotto la stessa notizia ne compare

un altra:

Roma-Viterbo, treno fermo - ritardi e disagi per i

pendolari.

 

Il guasto nel primo pomeriggio, la linea ripristinata in

serata.

 

 

Ecco vedete, non è la prima volta che accade, accade

tutti i giorni, sia che piove e la situazione peggiora,

sia che c'è il sole e c'è qualche altro accidente.

 

C'è un solo binario fino ad un certo punto della tratta

e uno di treno aspetta l'altro.

 

Portano tutti pazienza e rassegnazione, a volte,

molto raramente, malcelato disappunto e rabbia.

 

 

Si è tentato di tutto, blocchi ed appelli, articoli e

denunce, proteste e preghiere.

 

Ma il rientro sfianca dopo una giornata faticosa,

sempre meno di quella che ha affrontato il Papa e gli

organizzatori del 6 settembre 2009.

 

E diventa gioia tornare, come arrivare al lavoro e

sapere che non si è licenziati per i ripetuti ritardi.

 

 

A volte tutto questo non accade e il datore di lavoro,

qualunque esso sia e che si sia rimediato, è stanco

di scuse e giustificazioni, di preghiere e ritardi.

 

Anche in famiglia e tra le proprie persone care,

sorgono malumori, non si possono prendere

impegni, non si pụ rispettare un appuntamento,

anche importante.

 

È accaduto anche a me che non sono una

"sensitiva" ma semplicemente una prudente utente

dei servizi pubblici, non fornita di patente alla guida

se non di un patentino e una macchina ciclomotore

che mi sono permessa di acquistare con la mia

liquidazione per i brevi spostamenti.

 

 

Ho mancato, sia pure con ampi periodi di tempo

antecedente alla partenza, funerali e feste, convegni

e appuntamenti.

 

Sono arrivata tardi o non sono arrivata affatto.

 

Ad Agosto, avevamo un treno ogni due ore, le

scuole chiudono ma non il resto, ci si muove e lo si

vorrebbe fare con un minimo di garanzia.

 

 

Ho spesso come tanti optato per il COTRAL:

come già esposto a Consigliere e Consiglieri,

l'ultima vettura da Viterbo, verso Roma, parte alle

19.45.

 

Mi è passata la voglia e me la sono fatta passare, di

seguire le innumerevoli occasioni culturali che

Viterbo e Provincia ha offerto e offre, sono tagliata

fuori ma questo è un problema personale.

 

Diventa collettivo quando raccolgo lo sfinimento di

centinaia di testimoni anonimi e silenziosi:

non sanno più che fare.

 

 

Il tema è vecchio di decenni, che dico risale al 1800,

quando si penṣ che era di valenza nazionale: lo so

e lo sapete anche voi.

 

La colpa e la responsabilità è di tutti e di nessuno,

sicuramente lo sarebbe anche in parte mia se non

scrivessi e non lasciassi nulla di intentato… almeno

ho provato.

 

 

Volendo andare al mare nei periodi estivi e come

molte con i figli e senza la macchinetta, avremmo

Civitavecchia vicina:

bisogna tornare a Roma per arrivarci, vale lo stesso

per Orte, in nostra provincia.

 

Risalgono al 1921 i primi due cantieri aperti per la

Civitavecchia-Capranica e Orte-Ronciglione.

 

 

Abbiamo l'onore di essere citati su Wikipedia,

l'enciclopedia libera.

 

Volo per pudore, sulla possibilità di andare al Lago

di Vico.

 

 

Nell'importante dettagliato e prezioso documento

visitabile in internet "La ferrovia Civitavecchia

Capranica Orte"

http://digilander.libero.it/archeoind/cco/ apprendo

che la ferrovia suindicata è servita da sfondo

naturale e reale in molti film, tra questi "Un giorno da

leoni".

 

Non vorrei passarne neanche uno di questa portata,

basterebbe trascorrerne 365 l'anno da cittadini con

pari diritti e doveri, come quello dell'obliterazione e

di una serena e certa andata e ritorno.

 

 

Non abbiamo ancora un Aereoporto a Viterbo, per

nostra fortuna, ma questa è una mia considerazione

socio-ambientale, ma abbiamo un evento storico, un

treno che cammina come una tartaruga ammalata e

sporca, in tempi di papamobile ed elicotteri, di

navette e SUV e comunicazioni veloci come il vento.

 

Fiore del cielo è andato a riposo, come è

documentato da un fedele video di Viterbo Tv,

vorremmo concludere anche noi una delle tante

giornate da cittadine e cittadini, trasportati con cura,

anche senza fiori ed omaggi:

paghiamo fedelmente anche noi il trasporto

occasionale o da abbonati.

 

 

Abbiate pazienza, ce ne abbiamo avuta anche noi, io

molta per tutta la vita a "respirare la spiritualità del

luogo e sentire aleggiare lo Spirito Santo" e che "non

è esagerato dirlo, di portata storica" questo incivile

modo di trattare le persone come merci avariate.

 

Non mi aspetto che il Santo Padre, come attesta del

Ciuco, annuisca dicendo:

"È vero, è vero…", confido - e forse sbaglio - che mi

crediate voi, l'Informazione Locale, del Comune,

della Provincia e della Regione.

 

 

Sarebbe una gioia grande anche per me, dire grazie,

ad un segno contrario a questo passo, non cortese,

dei Tecnologici Tempi…

 

Dateci una mano, anche due, a far riemergere questa

necessità primaria di un servizio pubblico certo, che

assolva i nostri impegni di lavoro e studio, come

bere mangiare e dormire, senza escludere il tempo

libero della conoscenza turistica e commerciale.

 

 

Considerate questa mia una raccomandata o almeno

una lettera di posta prioritaria, come ormai lo sono

tutte.

 

Apritela per favore, la Porta e la lettera.

 

 

Rimango in attesa con i piedi per terra.

 

Cordiali saluti a tutta la Comunità laica e religiosa.