Civitavecchia, Roma

mercoledì 18 marzo 2009

   

 

                                   

 

                                   

 

 

 

Medici denunciano

inquinamento da arsenico

 

                                   

 

                                   

 

 

 

Fonte: Comunicato Stampa

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Inquinamento atmosferico: il simbolo internazionale è quello di

"pericolo biologico"

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Medici di nuovo all'attacco

sull'inquinamento da arsenico nel

territorio.

 

Il Coordinamento Nazionale dei

Comitati dei "Medici per l'Ambiente e la

Salute" e l'"Associazione Italiana dei

Medici per L'ambiente" hanno

presentato un esposto-denuncia alla

Procura di Civitavecchia in cui

chiedono di verificare le eventuali

responsabilità per i danni prodotti alla

popolazione dalle emissioni di questo

pericoloso semimetallo e per i mancati

controlli sanitari.

   

 

                                   

 

                             

 

                                   

 

                         

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Lunghissimo l'elenco dei fatti prodotto dai Medici

che, a conferma dello stato di inquinamento da

arsenico già presente in questo territorio, ricordano

in primo luogo il troppo frequente ricorso a deroghe

sui limiti dello stesso arsenico nell'acqua potabile

nel comprensorio di Civitavecchia;

situazione aggravata dai 287 kg di sostanza che,

secondo la dichiarazione INES 2003, solo nell'anno

2002 sono state "sputate" dalla Centrale di Torre

Valdaliga Nord.

 

In tal senso, ricordano i medici, "la Valutazione di

impatto ambientale per la conversione a carbone di

TVN, fase istruttoria, ha rilevato che in alcune aree

di Civitavecchia come Sant'Agostino la presenza di

arsenico nell'aria ha raggiunto livelli medi annuali 10

volte superiori ai limiti consentiti, con punte di

superamento di 40 volte".

 

 

Inevitabile quindi l'elenco dei danni per la salute

prodotti da questo semimetallo secondo la

letteratura scientifica:

 

cancro

- ai polmoni,

- al fegato,

- all'intestino,

- alla vescica,

- alla pelle ed al rene;

 

effetti acuti quali irritazione locale a

- pelle,

- occhi,

- mucose;

 

- tosse,

- dispnea,

- dolori al torace,

- laringite,

- bronchite,

- danni all'apparato respiratorio se inalato;

 

- debolezza,

- disturbi gastro-intestinali,

- crampi muscolari,

- cianosi,

- coma,

- convulsioni,

- paralisi,

- morte;

 

se ingerito

- neuropatie periferiche,

- epato- e nefrotossicità;

 

effetti cronici quali

- congiuntivite faringite,

- ulcerazione e perforazione del setto nasale,

- iperpigmentazione e sensibilizzazione cutanea,

- ipercheratosi,

- disturbi respiratori,

- anemia,

- disturbi ematopoietici,

- danni cardiovascolari,

- neuropatie periferiche,

- diabete;

 

cambiamenti nell'espressione genetica

in caso di esposizione all'arsenico in periodo

di gravidanza.

 

 

I medici ricordano poi come, in attuazione della

direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio,

il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici

aromatici nell'aria ambiente, nel comprensorio di

Civitavecchia l'arsenico avrebbe dovuto e dovrebbe

essere monitorizzato;

i dati ottenuti avrebbero dovuto e dovrebbero essere

messi regolarmente a disposizione del pubblico.

 

In tal senso già nell'ottobre 2006, sempre presso la

Procura di Civitavecchia, era stato presentato un

altro esposto da parte di comitati e cittadini

sull'obbligo dello screening per l'arsenicosi cronica

in tutti coloro che avevano lavorato, lavoravano e

che avrebbero lavorato nell'area di Sant'Agostino,

per la presenza di arsenico nell'ambiente.

 

 

Per tutti questi motivi i Medici chiedono alla Procura

di verificare "se nei fatti esposti ricorrano ipotesi di

reato e, in caso affermativo, di procedere nei

confronti dei responsabili anche con provvedimenti

di natura cautelare a tutela della salute della

popolazione e dell'ambiente e per ripristinare la

legalità eventualmente violata".