Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'inascoltato monito della Tomba dei Saties a Vulci – Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tomba dei Saties (continua)

Gli affreschi

 

L'autentico genius loci

La continuità della tradizione religiosa etrusco-italico-romana

L'antica città di Vulci

La Tomba dei Saties

Gli affreschi

I proprietari della tomba

Il ciclo animalistico

I miti e gli eroi della mitologia greca

Le scene di storia etrusca

L'importanza degli affreschi della Tomba dei Saties a Vulci e delle tavolette bronzee di Lione

 

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Luciano Russo – Una presentazione

 

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La Tomba dei Saties (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli affreschi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella splendida mostra "Eroi etruschi e miti greci. Gli affreschi della Tomba François tornano a Vulci", organizzata al Castello della Badia di Vulci nel 2004-2005 (ma all'inizio pianificata solo dal 26 giugno al 26 settembre 2004!), la Tomba dei Saties viene ricostruita in un modello al vero, con un contenitore di legno delle esatte misure e della medesima forma dell'ultima camera sepolcrale centrale, ad ospitare 18 pannelli autentici finemente restaurati su pareti a grandezza naturale.

 

L'operazione restituisce così agli affreschi dei Saties , rimossi dalla tomba già nel 1862-63, quindi conservati prima al Museo Torlonia e poi, dal 1946, a Villa Albani l'originaria articolazione attraverso un recuperato rapporto fra spazi e progetto decorativo, così come concepito anticamente dal o dagli artisti.

 

 

Il contenitore interno è sua volta protetto da una struttura metallica esterna ad ospitare, per la prima volta al grande pubblico, un ciclo pittorico unico nel patrimonio degli antichi Etruschi: i celebri affreschi funerari di una delle illustri famiglie dell'aristocrazia di Vulci.

 

A garantire l'ottimale temperatura, umidità, velocità e purezza dell’aria all’interno degli ambienti espositivi un sofisticato impianto studiato ad hoc per la migliore preservazione del reperto archeologico: obiettivo primario mantenere condizioni stabili secondo le schede conservative del Museo di Amburgo, dove gli affreschi sono stati già esposti sotto severo controllo della concentrazione di inquinanti aerodispersi e inquinanti biologici atmosferici.

 

 

Un primo ambiente di ingresso, dove i visitatori sostano per "raffrescare" la propria temperatura corporea, dal caldo estivo esterno fino ai 26°C o, d'inverno, ai 21°C interni, passando anche su tappeti antipolvere, poi nella zona espositiva, senza riguardo alla stagione, una temperatura di 21°C ad un'umidità relativa del 49%, con margini di tolleranza strettissimi.