Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'inascoltato monito della Tomba dei Saties a Vulci – Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La continuità della tradizione religiosa etrusco-italico-romana

 

L'autentico genius loci

La continuità della tradizione religiosa etrusco-italico-romana

L'imparagonabile importanza della cultura etrusca

Il capovolgimento con l'avvento del Cristianesimo

Chi sono i "pagani"

Le taciute o mascherate persecuzioni contro i presunti "pagani" di tutti i tempi

L'antica città di Vulci

La Tomba dei Saties

Gli affreschi

L'importanza degli affreschi della Tomba dei Saties a Vulci e delle tavolette bronzee di Lione

 

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La continuità della tradizione religiosa etrusco-italico-romana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il politeismo della tradizione italico-romana o cosiddetta "gentilitas" è la rivisitazione ai nostri giorni del culto degli dei secondo le formule rituali antiche pervenuteci attraverso documenti storici dell'epoca.

 

I praticanti questi riti si riuniscono in associazioni ma esistono anche "liberi pagani", simpatizzanti anche se non formalmente aderenti: c'è tra loro sia chi si rifà rigorosamente alla religiosità politeista e chi invece sottolinea l'unità del divino, la cui molteplicità viene vista come espressione di diversi aspetti.

 

 

L'odierna religione politeista si limita a riti privati, mentre l’antica religione romana è di Stato, con culto pubblico della Pax Deorum (hominumque), cioè il patto giuridico tra gli dèi e la comunità umana, la Res Publica.

 

Nonostante l'interruzione di questa Pax Deorum decretata da Teodosio alla fine del IV secolo, il quale abolisce il culto pubblico e proibisce quello privato, la tradizione di culto etrusco-italico-romana trova continuità in un centro sacrale occulto nel seno di importanti famiglie che la tramandano.

 

 

Un millennio dopo, a metà Quattrocento, si celebra con gli antichi riti il Natale di Roma e si restaura addirittura il Pontificatus Maximus, tanto che Papa Paolo II interviene incarcerando e perseguitando i membri della Comunità Pagana di Roma.

 

Più vicini a noi nel tempo, tra il IX ed il X secolo, sono i ripetuti tentativi di restaurare riti pagani etrusco-italico-romani nel nuovo Stato Italiano "laico", per la prima volta libero cioè dall'oppressione clericale.

 

 

Il più serio di questi tentativi è senz'altro quello dell'architetto ed archeologo veneziano Giacomo Boni, direttore dell'Ufficio Regionale dei Monumenti di Roma nel 1895-1896, cui nel 1898 viene affidata la direzione degli "Scavi del Foro Romano" e dal 1907 quelli del Palatino.

 

Nel 1903 commemora il Lacus Curtius, nel 1916 ripropone la purificazione del tempio di Giove Vincitore, nel 1917 rieregge la cosiddetta "Ara Graminea" sul Palatino, reintroduce la celebrazione degli arcaici "Giochi Troiani" o Ludus Troiae.

 

 

 

 

 

 

Nel 1923 Boni, convinto di poter influenzare il Fascismo a far rinascere Roma alla sua antica gloria e nell'ambito di un ambizioso programma di festeggiamenti in occasione del primo anniversario della "Marcia su Roma" con cerimonie e attributi pagani tipo Cereris Mundus, Opus Coronarium, Ludi Palatini e addirittura Lupercalia, consegna a Mussolini un fascio "rituale" durante la sacra rappresentazione Rumon - la tragedia "Il Tevere".

 

Quello di Giacomo Boni è un autentico e profondo interesse per l'antica Religione Romana, sicuramente anche sedotto dal suo lavoro di ricerca archeologica nei luoghi più "sacri" di Roma: sua è la scoperta, tra l'altro, del sepolcreto del Septimontium pre-romuleo nel Foro Romano, del Lapis Niger, della Regia e del Lacus Curtius.

 

 

Il Neo-Paganesimo ed il suo richiamo alla spiritualità pre-cristiana di Roma è forte fino al crollo del Regime Fascista,  riemergendo poi a fine Anni Sessanta con vari gruppi di "Romanità pagana", non solo nella Capitale, ma anche a Napoli e Messina.

 

Oggi rimangono significative le attività del cosiddetto Movimento Tradizionale Romano con la rivista "La Cittadella".