|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|
|
|
|
||||
|
|
|
|
|
|||||
|
|
|
|
|
|||||
|
|
|
|
|
|||||
|
|
|
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il territorio della Tuscia Romana Il fenomeno del vulcanismo |
||||||
|
|
|
La Tuscia Romana dal satellite |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
In questa pagina
Uno dei più estesi fenomeni di vulcanismo al mondo
Tuscia Romana bella, Tuscia Romana!
Approfondimento
Cos'è una “caldera”?
Pagine correlate
Le attività vulcaniche nel Lazio I fenomeni di vulcanismo nella Tuscia Romana
|
|
Uno dei più estesi fenomeni di vulcanismo al mondo |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
Vederci dall'alto dissipa ogni possibile dubbio: siamo, o almeno siamo stati, una terra d'evoluzione.
La suggestiva “foto aerea” sopra è una fedelissima ricostruzione della Tuscia Romana vista da circa 15.000 metri, ottenuta al computer usando la banca immagini del simulatore World Wind della NASA.
Dall’alto a sinistra il Lago di Bolsena e a destra la Valle del Tevere, al centro il Lago di Vico con il suo cono vulcanico collassato ed i Monti Cimini, in basso a sinistra i Monti della Tolfa poi, proseguendo verso destra, il Bosco di Manziana, il Lago di Bracciano e quello di Martignano.
L’immagine bluastra, qui estremamente rimpicciolita, è la riproduzione di una autentica foto ad alta risoluzione della Tuscia Romana, scattata dai satelliti della NASA.
|
||||||||
|
|
|
|
|
|
||||
|
La foto satellitare originale della NASA, miniaturizzata, classificata con il numero di repertorio STS081-717-073. Sotto, la medesima foto, digitalizzata, dopo molteplici elaborazioni cromatiche e di contrasto: i miglioramenti ottenuti con il supporto di applicazioni informatiche sono notevoli!
La foto originale è stata ruotata fino al corretto orientamento nord-sud e ripetutamente filtrata ed elaborata cromaticamente, esagerando saturazione e contrasto per facilitarne la lettura.
Ben visibili le naturali delimitazioni territoriali della Tuscia Romana segnate a ovest dal Mar Tirreno e ad est dalla Valle del Tevere – lungo il versante occidentale della catena degli Appennini, poi nell’estremo angolo in basso la città di Roma e, partendo da qui, allineati sull’asse nord-nordovest, i Laghi di Bracciano, di Vico e quello di Bolsena, in cui è possibile distinguere, a sud rispettivamente ad ovest, le due isole.
|
||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Tuscia Romana bella, Tuscia Romana! |
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il paesaggio della Tuscia Romana viene quindi connotato dal Litorale Tirrenico ad ovest, dal sistema vulcanico di Vico – che ne costituisce la spina dorsale da nord a sud – e dalla Valle del Tevere a ridosso degli Appennini.
Quello di Vico è il maggiore dei due sistemi vulcanici del territorio: l’altro è quello Cerite-Tolfetano, che lo percorre più a sud, trasversalmente da est ad ovest.
Dei fenomeni di vulcanismo attivo e passivo, restano gli incantevoli laghi, le acque termali e minerali, i soffioni, gli immensi depositi di materiali vulcanici – come peperino, tufo e pozzolana – oltre ad un microclima molto speciale e dei patrimoni preziosissimi di flora e fauna.
La serie di foto che segue rappresenta dettagli tutti estrapolati dalla foto satellitare sopra.
Mentre il Lago di Vico (al centro) risulta con marcata evidenza morfologica ospitato nell’unico, grande cratere collassato dell’esteso sistema vulcanico – chiamato “caldera”, quelli di Bolsena e di Bracciano mostrano altrettanto evidenti le linee di rottura, tipiche di apocalittici sprofondamenti tettonici, a seguito dello svuotamento del serbatoio di magma sottostante.
Visibili anche i laghi minori di Martignano, ad est del Lago di Bracciano, e di Monterosi, a nord-est del medesimo, quasi in un prolungamento della marcata insenatura ad est di Trevignano Romano.
Da notare a nord del Lago di Vico la Selva dei Monti Cimini (la zona scura) e, ad ovest rispettivamente a ovest-sudovest del Lago di Bracciano, il Bosco di Manziana e la Macchia di Bracciano: quello che oggi resta delle antiche e rigogliosissime foreste, già largamente distrutte dai Romani, sia per la costruzione delle loro innumerevoli flotte belliche e commerciali che per i fabbisogni energetici dei milioni di abitanti della grande metropoli.
Un dettaglio del maggiore sistema vulcanico della Tuscia Romana, quello di Vico, estrapolato dalla foto NASA di cui sopra ed ulteriormente "trattato" al computer. |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Restano tre grandi laghi |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il Lago di Bolsena |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
L’antico Lacus Volsiniensis, con i suoi 114 kmq di superficie ed un perimetro di 43 km, è il maggiore del Lazio ed il quinto d'Italia.
Ha due isole: la Bisentina, a est, 3 km a nord del promontorio di Capodimonte, e la Martana, a sud, vicino a Marta.
Sulle isole, sacre agli Etruschi, sopravvive la macchia mediterranea, mentre sulle sponde del lago abbondano foreste di querce e castagni che si alternano a coltivazioni di vite e di ulivo.
|
||||||
|
|
|
Un ulteriore ingrandimento del Lago di Bolsena. |
|
Specialmente a destra nella foto, da notare le più che evidenti fratture, parallele alla linea dell'acqua, causate dall'improvviso sprofondamento del sistema tettonico - non si tratta, palesemente, più di un vulcano, ma di una depressione. |
||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il Lago di Vico |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
L’unico, vero grande vulcano del sistema, che la leggenda fa risalire alla clava di Ercole.
Tutto intorno sono evidenti i resti delle imponenti colate di lava, a raggiera dal centro verso l’esterno, accumulatesi durante le sue tre violente serie di eruzioni, tra 250 ed i 45 mila anni aC.
Oggi 12 kmq di limpido lago, dalle acque potabili, uno spazio denso di situazioni ecologiche, circondato da boschi di castagni, querce e faggi, popolare per la pesca-turismo.
|
||||||
|
|
|
L'ingrandimento del Lago di Vico: questo sì che è il vero vulcano della caldera. |
|
Il cono, chiaramente visibile anche se in gran parte collassato, s'innalza maestoso nel mezzo e tutt'intorno, a raggiera, le tracce delle numerosissime e violente colate di lava! |
||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il Lago di Bracciano |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Una serie di crateri, resti di altrettanti piccoli coni vulcanici collassati, contraddistingue il bacino del Lacus Sabatinus: tra i più evidenti quello di Vigna di Valle, a sud, della baia di Trevignano Romano, a nord-nordest, e quelli intorno al Lago di Martignano, a est.
Queste acque azzurre e pescose, incastonate tra querceti, castagneti, oliveti, canneti e pascoli, rappresentano oggi la più importante riserva idrica della capitale, da cui possono essere prelevati fino ad 8 mila litri al secondo...
|
||||||
|
|
|
Il particolare zoomato del Laghi di Bracciano e Martignano. |
|
Come per il Lago di Bolsena, anche qui evidenti, specialmente in basso a sinistra nella foto, le fratture tettoniche parallele alla linea dell'acqua - neppure questo è stato un unico grande vulcano, quindi, ma un'altra depressione, creatasi repentinamente dal collasso di tanti crateri minori allo svuotarsi del bacino di magma sottostante, soprattutto attraverso le tre violente fasi eruttive del vulcano di Vico. |
||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|