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Il territorio della Tuscia Romana Pagina in costruzione |
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Il clima – Approfondimento |
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In questa pagina
L'osservazione ed il monitoraggio dell'ambiente
ESA – European Space Agency, l'Agenzia Spaziale Europea Envisat – Environmental Satellite, il satellite ambientale dell'ESA Accordo di collaborazione ESA - BIC Lazio
Il surriscaldamento dell'acqua
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I fattori ambientali |
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L'osservazione ed il monitoraggio dell'ambiente |
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ESA – European Space Agency, l'Agenzia Spaziale Europea |
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La missione dell'ESA - European Space Agency o Agenzia Spaziale Europea, è lo sviluppo delle capacità spaziali europee in modo che i propri investimenti tecnologici per la conquista dello spazio producano ricadute positive per i cittadini europei.
17 gli Stati membri: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera.
Il compito dell'ESA è delineare ed attuare un programma spaziale europeo per scoprire quanto più possibile sulla Terra, l'ambiente spaziale circostante, il Sistema solare e l'Universo, puntando allo sviluppo tecnologico e servizi satellitari, attreverso la promozione delle industrie europee.
L'ESA collabora attivamente con le organizzazioni spaziali extra-europee per condividere con tutta l'umanità gli enormi vantaggi derivanti dalla ricerca spaziale.
L'ESA ha la
sede centrale a Parigi, ma con organi decentralizzati in tutta
Europa:
-
ESTEC -
European Space Research and Technology Centre, veicoli spaziali e sviluppo tecnologico, a
Noordwijk, Paesi Bassi;
- ESOC -
European Space Operations Centre,
controllo satelliti ESA in orbita, a Darmstadt, Germania;
- EAC -
European Astronauts Centre,
addestramento astronauti, a Colonia, in Germania;
- ESRIN -
European Space Research Institute,
raccolta, archiviazione e distribuzione dati satellitari, a
Frascati, Roma. |
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Envisat – Environmental Satellite, il satellite ambientale dell'ESA |
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Lanciato il 1 marzo 2002, con le sue oltre 10 tonnellate lorde (2 di apparecchiature scientifiche) è il più grande osservatorio spaziale mai costruito e trasporta sofisticate strumentazioni ottiche e radar per l'osservazione continua della superficie terrestre, l'atmosfera, gli oceani e le calotte polari - terra, acqua, ghiaccio e aria.
È posizionato in un'orbita polare sincrona con il Sole ad un altezza di 790 chilometri da terra e l'enorme quantità di dati che trasmette fornisce tra l'altro fondamentale informazione sui cambiamenti climatici del pianeta.
EnviSat controlla l'ambiente terrestre nel suo complesso, con orbite di 101 minuti e cicli completi di 35 giorni.
Per approfondimenti sulla missione e sulle caratteristiche di EnviSat clicca qui. |
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Accordo di collaborazione ESA - BIC Lazio |
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Fra l’ESA e BIC Lazio è
operativo dal febbraio del 2005 un protocollo d’intesa per il sostegno
nella fase di elaborazione e test di progetti d’impresa basati
sull'applicazione di tecnologie sviluppate per la ricerca spaziale in
altri settori.
Il programma ITechspazio offre infatti un sistema di servizi di assistenza alla fase pre-competitiva e di "incubazione", o accompagnamento nella fase competitiva ed avvio operativo, di tali potenziali imprese: l’ESA mette a disposizione la sua competenza tecnologica, mentre BIC Lazio offre know-how economico, finanziario e di promozione d'impresa.
Inoltre il cosiddetto "Tecnopolo Tiburtino", su un’area di 72 ettari, sarà la sede romana delle PMI operanti nei settori aerospaziale, telecomunicazioni e multimedia. |
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L'inquinamento dell'aria |
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Gli ossidi di azoto - NO, N2O, NO2 ed altri - sono generati in tutti i processi di combustione, qualsiasi il tipo di combustibile venga utilizzato.
Il biossido di azoto, gas rossastro dall'odore pungente, è fra gli inquinanti atmosferici più pericolosi, sia perchè irritante, sia perchè, in presenza di intenso irraggiamento solare, innesca una serie di reazioni fotochimiche secondarie, le quali portano alla costituzione del cosiddetto "smog fotochimico", un complesso di sostanze inquinanti, tra cui l'ozono.
Gran parte di questo tipo di inquinamento deriva da dai fumi di scarico degli autoveicoli, ed è maggiore quanto più elevato è il numero di giri del motore, a parte le sue caratteristiche e stato.
Nell'uomo (soprattutto nei bambini) e negli animali la tossicità del biossido di azoto è responsabile di specifiche patologie dell'apparato respiratorio, con conseguente diminuzione delle difese polmonari, - bronchiti, allergie, irritazioni.
A livello ambientale poi, tutti gli ossidi di azoto contribuiscono inoltre a formare le cosiddette "piogge acide" e favoriscono l'accumulo di nitrati nel suolo, fattori entrambi capaci di provocare drastiche alterazioni dei sensibili equilibri ecologici dell'habitat. |
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A livello globale |
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Questa immagine di EnviSat mostra chiaramente le aree di alta concentrazione di NO2 nella troposfera, misurandone la densità accumulata nei vari strati incolonnati verticalmente (VCD - Vertical Column Density).
I dati medi sono il risultato di misurazioni effettuate dal sistema SCIAMACHY del satellite fra gennaio 2003 e giugno 2004, e la scala è espressa in 1015 molecole per cm2.
L'immagine è stata prodotta da S. Beirle, U. Platt and T. Wagner dell'Istituto di Fisica Ambientale dell'Università di Heidelberg, Germania.
Evidenti in mappa le zone di aria più inquinata sul globo terrestre: in alto, a sinistra, nel nord-est degli Stati Uniti, e, a destra, nel nord della Cina. |
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In Europa |
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L'ingrandimento della regione europea, a parte la sua caratteristica di inquinamento diffuso a macchie di leopardo dal Centro Europa verso i paesi dell' Est, mette comunque in evidenza due poli di estreme concentrazioni e preoccupanti dimensioni: quello a nord, centrato sul Belgio, e quello a sud comprendente, purtroppo, l'intero Nord Italia.
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In Italia |
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Un'ulteriore zoomata ci fa vedere ancora più nitidamente ed in dettaglio come una vera e propria "cappa" copra la Pianura Padana nella sua totale estensione, da Torino ad ovest fino a Venezia e Trieste ad est.
Nella nostra zona, solo Roma si distingue con le concentrazioni di media scala, tipiche delle grandi città.
L'aspetto preoccupante però, è come la zona metropolitana, prima ristretta alla sola Roma Città e successivamente prolungatasi selettivamente verso il sud-est dei Castelli Romani, ora stia guadagnando terreno su tutti fronti (il tristemente famoso sviluppo "a macchia d'olio) mostrando decise intenzioni e palesi ambizioni di ennesima "colonizzazione" a nord-ovest, proprio nella nostra Tuscia Romana!
Il progetto europeo Coronas Metropolitanas non fa altro che confermarlo.
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Il surriscaldamento dell'acqua |
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Le due mappe termiche sotto, create nell'ambito del Progetto "Medspiration" dell'ESA e basate anche queste sulle preziose misurazioni di EnviSat, mostrano il drammatico aumento della temperatura di superficie nelle acque del Mar Mediterraneo, come registrate nel breve periodo tra l'8 ed il 26 luglio 2006.
Ogni commento è, purtroppo, del tutto superfluo.
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