Il gruppo imprenditoriale svedese AlterEgo & PartnersLa Tuscia Romana ovvero Beni o Patrimonio di San PietroI progetti dell'Azione di Recupero Culturale di UnionTuscia UnionTuscia, l'Unione degli Imprenditori della Tuscia Romana

 

 

 

Tavola della Pace - Perugia Amnesty International - Circoscrizione Lazio UNICEF - Salute, scuola, uguaglianza, protezione ai bambini WWF, World Wildlife Fund - Lazio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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UnionTuscia™, l'Unione degli Imprenditori della Tuscia Romana™

La progettualità di UnionTuscia – Perché fare impresa è cultura, ovvero perché lo torni ad essere!

 

 

Mente Locale™

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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In questa pagina

 

Progetti a carattere e di interesse locale nell’ambito di PianetaTuscia™

 

Manca un cuore a questa Bracciano!

 

Il problema e il suo contesto

Una curiosità molto significativa

Coronas Metropolitanas la chiama mobilità

I quattro Comuni lacustri sono tre

E dov’è finito il PRUSST?

 

Realistiche soluzioni ad un problema terra terra

La proposta

Cardo e decumano

Un patrimonio inutilizzato

Reinventiamoci Bracciano!

Minimo intervento – completo riutilizzo

Per chi viaggia oltre

Basta con il Centro Storico invaso dalle auto parcheggiate dei pendolari!

Auspicabili effetti collaterali

L'uovo di Colombo?

 

Tra gli eventi organizzati da Mente Locale

 

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Approfondimento

 

Il marketing territoriale – Perché e come promuovere la Tuscia Romana

Il boom dell'“incubazione”

Il principio di sussidiarietà

La Scuola Imprenditoriale delle Arti e dei Mestieri della Tuscia Romana

 

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CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

 

Progetti a carattere e di interesse locale nell’ambito di PianetaTuscia™

 

 

 

 

 

 

 

 

Manca un cuore a questa Bracciano!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un contributo alla soluzione di una delle calamità cittadine, mentre si aspetta di conoscere cosa il paese farà da “grande”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il problema e il suo contesto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il "Contratto con i Cittadini" unilateralmente proposto, stipulato e sottoscritto, in vista delle Elezioni Amministrative 2002, dall'allora candidato Sindaco Enzo Negri.

 

Se si deve crescere male, meglio allora rimanere piccoli (ma non si può).

 

Bracciano si trova in uno stato di rapida, bulimica rarefazione e sostanziale degrado, sotto una facciata cosmeticamente rifatta: non è una questione di oggi e neppure di estetica, ma di qualità della nostra vita che da troppo tempo va inesorabilmente impoverendosi!

 

Che un passaggio a livello nel bel mezzo del centro cittadino sia un fatto così assurdamente anacronistico, non ha bisogno di riferimenti normativi: basta ed avanza la quotidiana esperienza di questo strangolamento a singhiozzo, ormai subita da intere generazioni di cittadini, visitatori e turisti.

 

Nel 2002 l’allora candidato Sindaco Enzo Negri lo includeva, ad esempio, come assoluta priorità nel suo “Contratto con i Cittadini”.

 

A rendere oggi estremamente preoccupante la cosa, sono i piani ormai avanzati e prossimamente operativi (2008-2010) della realizzazione di un secondo binario sulla tratta ferroviaria Cesano-Bracciano, che comporterà una quasi raddoppiata frequenza dei collegamenti con la Capitale…

 

In bene e in male siamo comunque giunti ad un pressappoco totale assorbimento della cittadina nel contesto “metropolitano”, ma questo non deve necessariamente significare “subordinato”, “periferico” o “di riserva”.

 

 

I disegni originali della "2a Tratta" della futura ferrovia Roma-Viterbo riguardanti il centro di Bracciano, con relativo passaggio a livello "PL. Pr 39 593,00", così come pubblicati dall'Ingegnere Capo Espropriatore in Roma il 22 Aprile 1891.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una curiosità molto significativa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

redazione@tusciaromana.info

webmaster@tusciaromana.info

 

 

“Città di Bracciano - Gita di piacere durante l’Anno Santo 1900 [!]

 

Questa città situata sulla linea ferroviaria Roma-Viterbo dista da Roma circa un ora di viaggio [!]. Partendo da Roma coi due treni della mattina, si può ritornare la sera dopo aver fatto una gita piacevole.

 

Essa è una pulita cittadella posta in amena posizione, circondata da ubertoso territorio elevata sul vicino lago omonimo, anticamente chiamato Lago Sabatino il quale offre pesci squisiti: trotte, regine ecc.

 

Si specchiano nel lago i due paesi di Anguillara e Trevignano; ai quali si può andara in vettura, a cavallo, o in barca.

 

Varie trattorie e due comode locande, della Posta e del Sabazio provviste di ristorante, di vini scelti provenienti dalle estese vigne e grandiose cantine [!] di S. A. il Principe Odescalchi, della rinomata Acqua Claudia, possono alloggiare e dar vitto a numerose comitive.

 

L’attrattiva maggiore per i gitanti è lo storico castello medioevale, oggi del Principe Odescalchi, di proprietà degli Orsini che lo edificarono nel secolo XV.

A tutti è permesso per gentil concessione del Ecc.mo proprietario la visita al detto Castello mediante il biglietto di permesso che l’amministrazione Odescalchi rilascia gratuitamente [!] in Bracciano oppure col biglietto comulativo ferroviario.

 

Per le escursioni nei paesi vicini si trovano in Bracciano tutti i mezzi di trasporto a prezzi economici.”

 

[!] Le parole in grassetto sono commenti ed elaborazioni della Redazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Coronas Metropolitanas la chiama “mobilità”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Programma di iniziativa comunitaria Interreg IIIC Sud si propone di confrontare le strategie di sviluppo locale che Comuni e Enti locali possono adottare per sfruttare le opportunità offerte dalla vicinanza di grandi aree urbane, superandone le condizioni di svantaggio: vi partecipano selezionate aree metropolitane di Madrid (capofila), Roma, Berlino e Atene.

 

Nell’ambito del progetto “Coronas Metropolitanas” (Area tematica Ambiente-Territorio), l’8 giugno 2006 BIC Lazio e la Direzione Regionale Trasporti hanno organizzato a Bracciano un convegno nel quale si intendeva illustrare strategia e obiettivi della sperimentazione in corso nel territorio della Tuscia Romana.

 

14 i Comuni coinvolti in un’area di studio scelta a cavallo delle due province, Roma e Viterbo: Allumiere, Anguillara Sabazia, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Oriolo Romano, Tolfa, Trevignano Romano, Vejano, Villa S. Giovanni in Tuscia.

 

 

In particolare, il progetto pilota realizzato da BIC Lazio si da una doppia finalità:

 

- favorire la programmazione congiunta tra le diverse istituzioni, attraverso uno strumento strategico di

supporto (cosiddetto modello di “riequilibrio”);

 

- promuovere la conoscenza e l’uso sostenibile del territorio da parte della popolazione di Roma e dell’area

“metropolitana”.

 

La Regione Lazio contribuirà invece ad una sperimentazione con studio di fattibilità per un “sistema di trasporto pubblico integrato della Tuscia Romana”: si prevede la creazione di una linea circumlacuale del lago di Bracciano (inaugurata in occasione dell’evento è stata attiva ogni domenica di giugno e luglio 2006).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il programma dei lavori era promettente e ci si aspettava molto di più.

 

Purtoppo questo costoso convegno tenuto al Castello Odescalchi, più che una “giornata di lavori” ha offerto molti monologhi e presentazioni piuttosto misere su maxi-schermi multimediali utilizzati esclusivamente per titoli, tipo “Direttore tal dei tali della Direzione questa e quella”.

 

Disgraziatamente molti degli invitati, in “tour ecologico” intorno al lago, sono anche rimasti senza il buffet di prodotti tipici locali, miseramente saccheggiato da elementi autoctoni forse addirittura non invitati, ed il clima alla magra  “tavola rotonda” del pomeriggio non è stato dei migliori: alcuni dei relatori non sono stati neppure lasciati intervenire – “per mancanza di tempo”, e molti di loro - guarda caso - avevano delle critiche sul tema del giorno...

 

Quello che rimarrà impresso è comunque lo slogan (molto propagandistico ma, a dire il vero, almeno altrettanto vuoto) lanciato fino alla noia e alla nausea dei mentalmente presenti:

 

“Non stiamo parlando di trasporti, ma di ‘mobilità’!”.

 

In altre parole:

 

- noi politici non stiamo pensando di continuare a fare un bel niente per questo territorio, non solo non

creando vere e permanenti occasioni di lavoro, ma lasciando che, al contrario, se ne impoverisca sempre di più, rendendolo di conseguenza ancora più schiavo del maledetto fenomeno del "pendolarismo" verso la capitale, già oggi una ottava piaga d'Egitto;

 

- noi politici non stiamo pensando di rendere "meno invivibile" Roma, evitando costosi interventi diretti sulla

malsana città ed esportando comodamente le sue profonde problematiche di "bulimia metropolitana" ad una sempre più ampia zona del finora risparmiato territorio limitrofo, prima al sud e, saturato questo, ora anche al nord;

 

- noi politici non stiamo pensando di rendere più "fruibile" questo territorio, la sua pace e la sua bellezza

ancora pressoché incontaminata a orde di "fagottari", i quali invadendolo come una marea la domenica e le altre feste comandate tutto prendono, niente danno, ma lasciano dietro di se il peggio del peggio da ripulire noi e a spese nostre;

 

- noi politici non stiamo assolutamente pensando di cementificare colline, valli, macchia e boschi con

sempre nuove "borgate", ghetti-dormitorio per la massa, pseudo-villaggi "griffati" o dai nomi "culturali" per la nuova bassa e media borghesia o quant'altro;

 

- noi politici non stiamo di certo parlando di una "terza colonizzazione" dell'Etruria meridionale, dopo quella

delle legioni romane e del papato;

 

- noi politici “non stiamo parlando di trasporti, ma di ‘mobilità’!”, mobilità per voi, "poveri indigeni isolati e 

statici" della Tuscia Romana...

 

Grazie, grazie di cuore: scusateci, ma non avevamo capito!

Come un nostro carissimo collaboratore, il professor Pietro Barlesi, usa dire: "la sveglia, che molti di noi si intestardiscono a portare ancora tradizionalmente al collo", faceva troppo chiasso per potervi sentire - ora che ce l'avete tolta, tutto è più chiaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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I quattro Comuni lacustri sono tre”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come per il Pierino delle barzellette "i sette re di Roma erano cinque: Romolo e Remo", così i Comuni che si affacciano sul Lago Sabatino diminuiscono a seconda delle circostanze.

 

Tornando alla nostra realtà quotidiana, quando si tratta di problemi da affrontare i Comuni lacustri sono sempre e solo  Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano.

 

Anche se in effetti Anguillara non confini con Trevignano: tra loro c’è un quarto Comune, il grande assente – Roma!

 

Assente sì, quando si tratta di “dare”, ma non quando si tratta di “prendere” – sfruttare le risorse naturali del bacino Sabatino per sopperire ai propri bisogni e compensare la perdita della propria qualità della vita con dosi in prestito di quella che, se pur ormai solo a tratti, esiste nella sua dimenticata provincia: prima fra tutte l’acqua, l’aria e la natura ancora quasi intatta.

 

La superficie del lago è divisa in tre spicchi per quanto riguarda la pesca, ma Roma controlla le bocche di presa degli acquedotti, quello storico Paolino ed il nuovo, a doppia, smisurata conduttura.

 

Ma c’è un contatore?…

 

E cosa riceviamo in cambio: borgate e dormitori per noi, villette e appartamenti a buon prezzo per poveri e stressati romani che non se li possono più permettere nella malsana e proibitiva Capitale?

 

 

 

 

 

 

 

 

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E dov’è finito il PRUSST?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio,

delle Politiche del Personale e gli Affari Generali

 

 

 

 

 

Il Ministero dei Lavori Pubblici, con decreto dell’8 ottobre 1998 pubblicato sulla G.U. n° 278 del 27 novembre 1998, ha approvato un bando nazionale finalizzato a promuovere, formare e finanziare programmi innovativi in ambito urbano denominati Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio” – PRUSST.

 

I programmi devono interessare vaste aree che comprendano “sistemi metropolitani caratterizzati dal deficit infrastrutturale relativo alla gestione dei grandi bacini di mobilità e dalla criticità delle interconnessioni tra nodi dei sistemi di trasporto internazionali, nazionali e interregionali” e “distretti insediativi che richiedono una migliore articolazione infraregionale, rafforzando le relazioni di complementarità e sinergie tra i singoli centri”.

 

I PRUSST sono rivolti al potenziamento dei sistemi infrastrutturali di livello territoriale, alla tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, al recupero edilizio e urbano, allo sviluppo delle attività produttive.

 

 

Nella Tuscia Romana il Comune di Civitavecchia si è fatto promotore del PRUSST interregionale “Patrimonio di San Pietro in Tuscia ovvero il Territorio degli Etruschi”, invitandovi come copromotori gli altri Comuni dell’area al fine di  individuare un insieme integrato e coordinato di interventi pubblici e privati.

 

Questo partendo dalla convinzione che Civitavecchia rappresenti ancora oggi la porta marittima di accesso ai territori dell’antica Etruria e che su questo tema possa essere impostato un ampio programma di sviluppo turistico, sociale e di recupero del nostro immenso patrimonio naturale, paesaggistico, archeologico, architettonico, storico e monumentale, in grado di competere con le altre iniziative territoriali pianificate, in atto o già realizzate nella Regione Lazio.

 

 

A questo PRUSST partecipano 93 Amministrazioni locali e provinciali:

 

- nella tutti i 60 Comuni in Provincia di Viterbo, l’Amministrazione provinciale di Viterbo e 15 Comuni della

Provincia di Roma;

- nella Regione Toscana 3 Comuni in Provincia di Grosseto;

- nella Regione Umbria 14 Comuni in Provincia di Terni.

 

Su una superficie di quasi 6.000 kmq il PRUSST interessa una popolazione di oltre mezzo milione di abitanti ed il suo ambito territoriale comprende paesaggi naturali estremamente vari – mare, Maremma, colline e laghi di origine vulcanica, aree archeologiche, palazzi, borghi, chiese e castelli, riserve e parchi naturali.

 

Con il PRUSST il territorio della Tuscia Romana può trovare un vero riequilibrio alle oggi sbilanciate tendenze gravitazionali della “regione romana”, nel quadro d’una nuova politica di sviluppo produttivo e di valorizzazione turistica in cui tutela e valorizzazione del patrimonio storico e naturale abbiano assoluta preminenza, abbandonando le indiscriminate urbanizzazioni per inutili espansioni residenziali che hanno finora depauperato il territorio della sua millenaria ricchezza: l’armonia tra uomo e natura.