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In questa pagina 2012 - Collezione "Gli Etruschi" - Gennaio - Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Ottobre - Novembre - Dicembre 2013 - Collezione "Arte Sacra" - Gennaio - Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre - Ottobre - Novembre - Dicembre
Pagine correlate
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2012 - Collezione "Gli Etruschi" |
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Gennaio 1
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Gennaio 2
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Febbraio 1
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Febbraio 2
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Marzo 1
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Marzo 2
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Aprile 1
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Aprile 2
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Maggio 1
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Maggio 2
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Giugno 1
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Giugno 2
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Luglio 1
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Luglio 2
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Agosto 1
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Agosto 2
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Settembre 1
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Settembre 2
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Ottobre 1
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Ottobre 2
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Novembre 1 |
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Novembre 2 |
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Dicembre 1 |
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Dicembre 2 |
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Gennaio |
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Tra i Popoli del Mare anche i Ter-esh o Tur-sha, di origine e lingua non-indoeuropee, stanziati nell'Anatolia Settentrionale, ricollegabili a quei Tyr-senoi, in Greco Ionico ed Attico antico Τυρ-σηνοί, Tür-senòi, e dorico Τυρ-σανοί, Tür-sanòi, o "Tir-reni", futuri E-tru-schi, chiamati poi dai Romani Tu-sci, "nati" in quel triangolo di terra compreso tra la foce del Tevere e la sua vallata ed il Litorale da loro appunto chiamato "Tir-renico": la Τυρσηνίη, Türsenìe, "Etruria" la Tur-sia o E-tur-sia o E-tru-ria ovvero Tu-scia.
Anche se nella propria lingua, l'Etrusco, si chiamano Rasenna o Rasna, la radice "tyr" riferita agli E-tru-schi non viene direttamente dal nome datogli dai Greci, ma dall'originario pre-linguaggio indo-europeo del Mediterraneo, in cui "tyr" è piuttosto legata al toponimo Τύρ-ρα, "tur-ra", o Τύρ-σα, "tur-sa", in Lidia, poi trasferita agli etnonimi Τυρ-ρήνιοι e quindi Tur-sci o Tu-sci per gli E-tru-schi, derivante da τύρ-σις "tyr-sis" o "tor-re" o "città cinta e difesa da mura", poi in Latino "tur-ris", appunto "tor-re", e ancora in Inglese e Francese arcaici "torr" e "tor".
Tra le usanze funebri degli Etruschi la rappresentazione fisica dei defunti con cui almeno il volto viene modellato in terracotta, un po' come noi oggi mettiamo una foto sulla tomba, da cui nella forma più costosa i sarcofagi, dei veri e propri contenitori delle salme il cui coperchio solitamente ne rappresenta l'intero corpo (persone distese da sole, in coppia o più persone su letti triclinari) e nella forma più economica dei canopi con tappo dalle fattezze del volto del morto più o meno stilizzato, per conservarvi i resti ossei.
La tradizione dei canopi o vasi canopici deriva dall'Antico Egitto, dove alla mummificazione del defunto gli organi interni vengono estratti e conservati in un vaso: nell'Antico Regno la pratica prevede la conservazione in cassetta lignea a quattro scomparti, a partire dal Medio Regno (XII Dinastia) inizia l'uso di vasi canopici con coperchio a forma di testa umana a loro volta messi in una cassetta di legno a scomparti protetta dalle quattro dee Iside o Aset, dea della maternità e della fertilità, Nefti o Nephtys, dea del parto e dell'oltretomba, Neith o Nit, dea della caccia e della guerra, e Selkis o Serqet, la dea-scorpione della magia.
Con il Secondo Periodo Intermedio tornerà l'usanza della semplice cassetta di legno a scomparti per poi sotto il Nuovo Regno (XIX Dinastia) riprendere ed elaborare la tradizione dei canopi, ora in scatola a forma di santuario protetto dalle quattro dee e dai coperchi con le teste dei quattro Figli di Horus: l'umano Hamset per il fegato, la scimmia Hapi per i polmoni, il falco Qebeshenuf per gli intestini e lo sciacallo Duamutef per lo stomaco, dal Terzo Periodo Intermedio (XI Dinastia) gli organi interni verranno invece anch'essi imbalsamati e ricollocati nel corpo, ma i canopi ricompariranno fino all'Epoca Tolemaica, da cui forse la tradizione etrusca.
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Febbraio |
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Le tre cosiddette "Lamine
di Pyrgi" riportano dediche impresse a
stilo su dei laminati d'oro e rappresentano tra le più antiche
fonti scritte italiche, in Fenicio ed
Etrusco: ritrovate nel 1964 nel sito archeologico etrusco di
Santa Severa,
Santa Marinella, Roma, sono oggi conservate presso il Museo Nazionale
Etrusco di Villa Giulia, Roma.
Degli Etruschi rimangono più
tombe che case: l'abitazione
etrusca è a pianta rettangolare
con fondazioni al Meridione in
blocchi di tufo squadrati e Settentrione in pezzame di alberese o
galestro a secco assestato con detriti, pavimento
in terra battuta o ciotoli di fiume, forse anche lastre, muri
per lo più "a graticcio" di pali portanti e travetti, spuntoni di
sottobosco o canne orizzontali intrecciati ad armatura per un
rivestimento di argilla e fango, oppure
murature in “pisè” stabilizzato autoportanti realizzate pressando terra
piuttosto magra e ricca di inerti, come la paglia, versata leggermente
umida e compattata fra due casseforme di legno a determinare lo spessore
del muro, tecnica simile alle odierne "gettate" in cemento armato,
ovvero mattoni preformati di argilla cruda o conci di tufo rifiniti e
protetti con un "intonaco" di calce e argilla.
E moltissimo di questa tecnica è in praticamente invariato uso da millenni e ancora oggi!
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Marzo |
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Lo Zèfiro o Zèffiro è il vento che soffia da Ovest, nella mitologia greco-latina Ζεφυρος, Zephyros, ovvero Zephyrus anche detto dai Romani "Favonio", il dio del Vento di Ponente, uno dei quattro Aνεμοι o Anemoi, ma anche dio della primavera, marito di Χλωρις, Khloris, la latina dea Flora, e padre di Karpos o Carpo, la dea della Fruttificazione autunnale: mentre alle origini Zefiro è un vento violento o piovoso, come infatti descritto da Omero nell'Iliade, diventerà più tardi "leggero" come una brezza e "messaggero di Primavera".
L'Ara della Regina è fra i ritrovamenti più significativi fatti a Tarquinia, il più grande dei templi etruschi fino ad ora conosciuti - databile fine V - inizi IV sec aC e dedicato al culto di una divinità femminile non ancora identificata, forse Artume, dea della notte e della luna, corrispondenza etrusca della greca Artemide e la romana Diana - di cui rimane il basamento e l'ingresso alla cella interna, rinvenuti durante la campagna di scavi del 1938: l'archeologo Pietro Romanelli vi trova anche un centinaio di frammenti di una lastra fittile, che, ricomposti con restauro certosino, restituiscono uno dei capolavori dell'arte etrusca, oggi conservato al Museo Nazionale di Tarquinia, i Cavalli Alati, alto 114 cm e largo 124, già secondo la tradizione etrusca a decorare l'edificio sacro sulla testata di uno dei travi portanti del frontone (il restauro verrà revisionato nel 2004 a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale a garantire la conservazione e migliorarne l'estetica, rivitalizzando i colori e evidenziando la distinzione fra porzioni originali e ricostruite).
In origine di vivace cromia, gli stupendi animali scalpitano pronti a spiccare il volo, resi vivi e nervosi da una raffinatissima manifattura, abilità degli artigiani etruschi questa messa in evidenza tanto dalla realistica resa dei dettagli anatomici - zampe, teste, criniere, code, ali - che dall'esatta riproduzione della bardatura (non sapremo mai esattamente cosa l'altra lastra rappresentasse, ma parte dell'asse di un timone da carro suggerisce i cavalli aggiogati ad una biga, molto probabilmente guidata dalla stessa divinità cui è dedicato il tempio): chiunque l'autore, dimostra di possedere ottima conoscenza della contemporanea scultura greca prendendola a modello in un una delle opere caratterizzanti dell'arte etrusca tardo-classica, anzi tra le più celebri immagini della cultura etrusca e, perché no, dell'Antichità, riprodotta in tutti i libri di Storia dell'Arte.
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Tra le usanze funebri degli
Etruschi la rappresentazione fisica dei defunti con cui almeno il volto
viene modellato in terracotta, un po' come noi oggi mettiamo una foto
sulla tomba, da cui nella forma più costosa i sarcofagi,
dei veri e propri contenitori delle salme il cui coperchio solitamente
ne rappresenta l'intero corpo (persone distese da sole, in coppia o più
persone su letti triclinari) e nella forma più economica dei
canopi con tappo dalle fattezze del volto
del morto più o meno stilizzato, per conservarvi i resti ossei.
Gli ori etruschi testimoniano l'abilità degli artigiani
orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale attraverso oggetti
di ornamento personale, dal IX al VII sec aC
ben documentati nelle tombe principesche
di Cerveteri, Palestrina, Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza
tesaurizzata in monili che si ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci
marittimi nel Tirreno: eccezione le alte
autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo privato della
ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei santuari cittadini, a fine
VI secolo una ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
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Maggio |
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La civiltà etrusca ha le sue radici nella cosiddetta "Cultura Villanoviana" e si sviluppa dal X al IV sec aC per poi venire progressivamente assorbita dalla Civiltà Romana, oltre che per il diretto contributo iniziale alla creazione della stessa Urbe, per assimilazione culturale a partire dalla conquista militare della prima città etrusca di Veio nel 396 aC, completandosi essenzialmente nel I sec aC, anche se documentate ne sono intatte espressioni fino al IV sec dC e oltre, soprattutto di tipo religioso, presso Imperatori e addirittuta Papi.
A loro volta gli Etruschi
sono profondamente influenzati dai Greci,
a partire dall'VIII-VII sec aC, il periodo appunto detto "Orientalizzante"
della loro storia, ma l'influenza dell'est sulla loro società continuerà
e si rafforzerà anzi nei secoli successivi, acquisendone essenzialmente
alfabeto e mitologia
nonché ricalcandone nella tradizione artistica
le fasi stilistiche in tutti i
successivi periodi, rispettivamente
detti "Arcaico", dal 550 al 450 aC, "Classico", dal 450 al 350 aC, ed "Ellenistico",
dal 350 aC alla fine.
Agli inizi gli Etruschi lavorano direttamente a mano quasi esclusivamente vasi di uso domestico utilizzando argilla poco raffinata, di forme rozze ed appena decorati a geometria incisa o graffiata prima della cottura: peculiare della ceramica originale etrusca rimane il cosiddetto "bucchero" - denominazione moderna dallo Spagnolo "bucaro", associandone le caratteristiche a quelle di una terra nerastra utilizzata per produzione di vasellame nell'America Latina - del tutto particolare nell'impasto, nella cottura e nella colorazione, una ceramica di argille a grana molto fine e ricche di ferro, fragile, porosa, quasi nera e brillante dopo lucidatura a stecca (cotta in ambiente ricco di fumo e povero di ossigeno, la sua porosità viene ridotta impregnandosi di carbone, con la trasformazione chimica dei composti ferrici, rossi, in ferrosi, neri e in parte vetrificati).
Gli Etruschi faranno dell'argilla sotto forma di terracotta uno dei primari materiali da costruzione, con largo uso nella scultura (maschere, lastre di copertura e decorazione a rilievo, sarcofagi) e nella produzione di vasi, sia per uso domestico che funerari.
Gli ori etruschi
testimoniano l'abilità degli
artigiani orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale
attraverso oggetti di ornamento personale, dal IX al VII sec aC ben
documentati nelle tombe
principesche di Cerveteri, Palestrina,
Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza tesaurizzata in monili che si
ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci
marittimi nel Tirreno: eccezione le alte
autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo
privato della ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei
santuari cittadini, a fine VI secolo una
ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
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Xxxx.
La civiltà etrusca ha le sue radici nella cosiddetta "Cultura Villanoviana" e si sviluppa dal X al IV sec aC per poi venire progressivamente assorbita dalla Civiltà Romana, oltre che per il diretto contributo iniziale alla creazione della stessa Urbe, per assimilazione culturale a partire dalla conquista militare della prima città etrusca di Veio nel 396 aC, completandosi essenzialmente nel I sec aC, anche se documentate ne sono intatte espressioni fino al IV sec dC e oltre, soprattutto di tipo religioso, presso Imperatori e addirittuta Papi.
A loro volta gli Etruschi
sono profondamente influenzati dai Greci,
a partire dall'VIII-VII sec aC, il periodo appunto detto "Orientalizzante"
della loro storia, ma l'influenza dell'est sulla loro società continuerà
e si rafforzerà anzi nei secoli successivi, acquisendone essenzialmente
alfabeto e mitologia
nonché ricalcandone nella tradizione artistica
le fasi stilistiche in tutti i
successivi periodi, rispettivamente detti "Arcaico", dal 550 al 450 aC,
"Classico", dal 450 al 350 aC, ed "Ellenistico", dal 350 aC alla fine.
Agli inizi gli Etruschi lavorano direttamente a mano quasi esclusivamente vasi di uso domestico utilizzando argilla poco raffinata, di forme rozze ed appena decorati a geometria incisa o graffiata prima della cottura: peculiare della ceramica originale etrusca rimane il cosiddetto "bucchero" - denominazione moderna dallo Spagnolo "bucaro", associandone le caratteristiche a quelle di una terra nerastra utilizzata per produzione di vasellame nell'America Latina - del tutto particolare nell'impasto, nella cottura e nella colorazione, una ceramica di argille a grana molto fine e ricche di ferro, fragile, porosa, quasi nera e brillante dopo lucidatura a stecca (cotta in ambiente ricco di fumo e povero di ossigeno, la sua porosità viene ridotta impregnandosi di carbone, con la trasformazione chimica dei composti ferrici, rossi, in ferrosi, neri e in parte vetrificati).
Gli Etruschi faranno dell'argilla sotto forma di terracotta uno dei primari materiali da costruzione, con largo uso nella scultura (maschere, lastre di copertura e decorazione a rilievo, sarcofagi) e nella produzione di vasi, sia per uso domestico che funerari.
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Gli ori etruschi
testimoniano l'abilità degli
artigiani orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale
attraverso oggetti di ornamento personale, dal IX al VII sec aC ben
documentati nelle tombe
principesche di Cerveteri, Palestrina,
Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza tesaurizzata in monili che si
ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci
marittimi nel Tirreno: eccezione le alte
autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo
privato della ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei
santuari cittadini, a fine VI secolo una
ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
La civiltà etrusca ha le sue radici nella cosiddetta "Cultura Villanoviana" e si sviluppa dal X al IV sec aC per poi venire progressivamente assorbita dalla Civiltà Romana, oltre che per il diretto contributo iniziale alla creazione della stessa Urbe, per assimilazione culturale a partire dalla conquista militare della prima città etrusca di Veio nel 396 aC, completandosi essenzialmente nel I sec aC, anche se documentate ne sono intatte espressioni fino al IV sec dC e oltre, soprattutto di tipo religioso, presso Imperatori e addirittuta Papi.
A loro volta gli Etruschi
sono profondamente influenzati dai Greci,
a partire dall'VIII-VII sec aC, il periodo appunto detto "Orientalizzante"
della loro storia, ma l'influenza dell'est sulla loro società continuerà
e si rafforzerà anzi nei secoli successivi, acquisendone essenzialmente
alfabeto e mitologia
nonché ricalcandone nella tradizione artistica
le fasi stilistiche in tutti i
successivi periodi, rispettivamente detti "Arcaico", dal 550 al 450 aC,
"Classico", dal 450 al 350 aC, ed "Ellenistico", dal 350 aC alla fine.
Agli inizi gli Etruschi lavorano direttamente a mano quasi esclusivamente vasi di uso domestico utilizzando argilla poco raffinata, di forme rozze ed appena decorati a geometria incisa o graffiata prima della cottura: peculiare della ceramica originale etrusca rimane il cosiddetto "bucchero" - denominazione moderna dallo Spagnolo "bucaro", associandone le caratteristiche a quelle di una terra nerastra utilizzata per produzione di vasellame nell'America Latina - del tutto particolare nell'impasto, nella cottura e nella colorazione, una ceramica di argille a grana molto fine e ricche di ferro, fragile, porosa, quasi nera e brillante dopo lucidatura a stecca (cotta in ambiente ricco di fumo e povero di ossigeno, la sua porosità viene ridotta impregnandosi di carbone, con la trasformazione chimica dei composti ferrici, rossi, in ferrosi, neri e in parte vetrificati).
Gli Etruschi faranno dell'argilla sotto forma di terracotta uno dei primari materiali da costruzione, con largo uso nella scultura (maschere, lastre di copertura e decorazione a rilievo, sarcofagi) e nella produzione di vasi, sia per uso domestico che funerari.
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Gli ori etruschi
testimoniano l'abilità degli
artigiani orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale
attraverso oggetti di ornamento personale, dal IX al VII sec aC ben
documentati nelle tombe principesche
di Cerveteri, Palestrina, Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza
tesaurizzata in monili che si ridimensionerà a fine VII secolo per la
crisi dei commerci marittimi nel
Tirreno: eccezione le alte autorità politiche in occasione di cerimonie
pubbliche - al consumo privato della ricchezza subentra allora l'accumulo
pubblico nei santuari cittadini, a fine
VI secolo una ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
La civiltà etrusca ha le sue radici nella cosiddetta "Cultura Villanoviana" e si sviluppa dal X al IV sec aC per poi venire progressivamente assorbita dalla Civiltà Romana, oltre che per il diretto contributo iniziale alla creazione della stessa Urbe, per assimilazione culturale a partire dalla conquista militare della prima città etrusca di Veio nel 396 aC, completandosi essenzialmente nel I sec aC, anche se documentate ne sono intatte espressioni fino al IV sec dC e oltre, soprattutto di tipo religioso, presso Imperatori e addirittuta Papi.
A loro volta gli Etruschi
sono profondamente influenzati dai Greci,
a partire dall'VIII-VII sec aC, il periodo appunto detto "Orientalizzante"
della loro storia, ma l'influenza dell'est sulla loro società continuerà
e si rafforzerà anzi nei secoli successivi, acquisendone essenzialmente
alfabeto e mitologia
nonché ricalcandone nella tradizione artistica
le fasi stilistiche in tutti i
successivi periodi, rispettivamente detti "Arcaico", dal 550 al 450 aC,
"Classico", dal 450 al 350 aC, ed "Ellenistico", dal 350 aC alla fine.
Agli inizi gli Etruschi lavorano direttamente a mano quasi esclusivamente vasi di uso domestico utilizzando argilla poco raffinata, di forme rozze ed appena decorati a geometria incisa o graffiata prima della cottura: peculiare della ceramica originale etrusca rimane il cosiddetto "bucchero" - denominazione moderna dallo Spagnolo "bucaro", associandone le caratteristiche a quelle di una terra nerastra utilizzata per produzione di vasellame nell'America Latina - del tutto particolare nell'impasto, nella cottura e nella colorazione, una ceramica di argille a grana molto fine e ricche di ferro, fragile, porosa, quasi nera e brillante dopo lucidatura a stecca (cotta in ambiente ricco di fumo e povero di ossigeno, la sua porosità viene ridotta impregnandosi di carbone, con la trasformazione chimica dei composti ferrici, rossi, in ferrosi, neri e in parte vetrificati).
Gli Etruschi faranno dell'argilla sotto forma di terracotta uno dei primari materiali da costruzione, con largo uso nella scultura (maschere, lastre di copertura e decorazione a rilievo, sarcofagi) e nella produzione di vasi, sia per uso domestico che funerari.
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La civiltà etrusca ha le sue radici nella cosiddetta "Cultura Villanoviana" e si sviluppa dal X al IV sec aC per poi venire progressivamente assorbita dalla Civiltà Romana, oltre che per il diretto contributo iniziale alla creazione della stessa Urbe, per assimilazione culturale a partire dalla conquista militare della prima città etrusca di Veio nel 396 aC, completandosi essenzialmentel ne I sec aC, anche se documentate ne sono intatte espressioni fino al IV sec dC e oltre, soprattutto di tipo religioso, presso Imperatori e addirittuta Papi.
A loro volta gli Etruschi
sono profondamente influenzati dai Greci,
a partire dall'VIII-VII sec aC, il periodo appunto detto "Orientalizzante"
della loro storia, ma l'influenza dell'est sulla loro società continuerà
e si rafforzerà anzi nei secoli successivi, acquisendone essenzialmente
alfabeto e mitologia
nonché ricalcandone nella tradizione artistica
le fasi stilistiche
in tutti i successivi periodi, rispettivamente detti "Arcaico", dal 550
al 450 aC, "Classico", dal 450 al 350 aC, ed "Ellenistico", dal 350 aC
alla fine.
Agli inizi gli Etruschi lavorano direttamente a mano quasi esclusivamente vasi di uso domestico utilizzando argilla poco raffinata, di forme rozze ed appena decorati a geometria incisa o graffiata prima della cottura: peculiare della ceramica originale etrusca rimane il cosiddetto "bucchero" - denominazione moderna dallo Spagnolo "bucaro", associandone le caratteristiche a quelle di una terra nerastra utilizzata per produzione di vasellame nell'America Latina - del tutto particolare nell'impasto, nella cottura e nella colorazione, una ceramica di argille a grana molto fine e ricche di ferro, fragile, porosa, quasi nera e brillante dopo lucidatura a stecca (cotta in ambiente ricco di fumo e povero di ossigeno, la sua porosità viene ridotta impregnandosi di carbone, con la trasformazione chimica dei composti ferrici, rossi, in ferrosi, neri e in parte vetrificati).
Gli Etruschi faranno dell'argilla sotto forma di terracotta uno dei primari materiali da costruzione, con largo uso nella scultura (maschere, lastre di copertura e decorazione a rilievo, sarcofagi) e nella produzione di vasi, sia per uso domestico che funerari.
Gli ori etruschi
testimoniano l'abilità degli
artigiani orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale
attraverso oggetti di ornamento personale, dal IX al VII sec aC ben
documentati nelle tombe
principesche di Cerveteri, Palestrina,
Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza tesaurizzata in monili che si
ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci
marittimi nel Tirreno: eccezione le alte
autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo
privato della ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei
santuari cittadini, a fine VI secolo una
ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
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La civiltà etrusca ha le sue radici nella cosiddetta "Cultura Villanoviana" e si sviluppa dal X al IV sec aC per poi venire progressivamente assorbita dalla Civiltà Romana, oltre che per il diretto contributo iniziale alla creazione della stessa Urbe, per assimilazione culturale a partire dalla conquista militare della prima città etrusca di Veio nel 396 aC, completandosi essenzialmente nel I sec aC, anche se documentate ne sono intatte espressioni fino al IV sec dC e oltre, soprattutto di tipo religioso, presso Imperatori e addirittuta Papi.
A loro volta gli Etruschi
sono profondamente influenzati dai Greci,
a partire dall'VIII-VII sec aC, il periodo appunto detto "Orientalizzante"
della loro storia, ma l'influenza dell'est sulla loro società continuerà
e si rafforzerà anzi nei secoli successivi, acquisendone essenzialmente
alfabeto e mitologia
nonché ricalcandone nella tradizione artistica
le fasi stilistiche
in tutti i successivi periodi, rispettivamente detti "Arcaico", dal 550
al 450 aC, "Classico", dal 450 al 350 aC, ed "Ellenistico", dal 350 aC
alla fine.
Agli inizi gli Etruschi lavorano direttamente a mano quasi esclusivamente vasi di uso domestico utilizzando argilla poco raffinata, di forme rozze ed appena decorati a geometria incisa o graffiata prima della cottura: peculiare della ceramica originale etrusca rimane il cosiddetto "bucchero" - denominazione moderna dallo Spagnolo "bucaro", associandone le caratteristiche a quelle di una terra nerastra utilizzata per produzione di vasellame nell'America Latina - del tutto particolare nell'impasto, nella cottura e nella colorazione, una ceramica di argille a grana molto fine e ricche di ferro, fragile, porosa, quasi nera e brillante dopo lucidatura a stecca (cotta in ambiente ricco di fumo e povero di ossigeno, la sua porosità viene ridotta impregnandosi di carbone, con la trasformazione chimica dei composti ferrici, rossi, in ferrosi, neri e in parte vetrificati).
Gli Etruschi faranno dell'argilla sotto forma di terracotta uno dei primari materiali da costruzione, con largo uso nella scultura (maschere, lastre di copertura e decorazione a rilievo, sarcofagi) e nella produzione di vasi, sia per uso domestico che funerari.
Gli ori etruschi testimoniano l'abilità degli artigiani
orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale attraverso oggetti
di ornamento personale, dal IX al VII sec aC
ben documentati nelle tombe principesche
di Cerveteri, Palestrina, Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza
tesaurizzata in monili che si ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci
marittimi nel Tirreno: eccezione le alte
autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo privato della
ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei santuari cittadini, a fine
VI secolo una ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
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Gli ori etruschi testimoniano l'abilità degli artigiani
orafi come il lusso e l'ostentazione
della ricchezza nella vita sociale attraverso oggetti
di ornamento personale, dal IX al VII sec aC
ben documentati nelle tombe principesche
di Cerveteri, Palestrina, Pontecagnano e Vetulonia, una ricchezza
tesaurizzata in monili che si ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci
marittimi nel Tirreno: eccezione le alte
autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo privato della
ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei santuari cittadini, a fine
VI secolo una ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
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2013 - Collezione "Arte sacra" |
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