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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

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I Popoli del Mare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagina di ingresso

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Mappa del portale

 

In questa pagina

 

Le nostre radici affondano lontano

 

L'origine di cosiddetti "Popoli del Mare"

 

La fallita invasione dell'Egitto

 

I più antichi documenti

 

Le lettere di El-Amarna

 

Le iscrizioni di Medinet Habu

 

Approfondimento

 

I Danuna

Gli Ekwesh

I Lukka

I Peleset

Gli Shardana

Gli Shekelesh

I Teresh

I Tjeker

I Weshesh

 

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Le nostre radici affondano molto lontano

 

 

 

 

 

 

 

 

L'origine dei cosiddetti "Popoli del Mare"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel Paleolitico, solo tribù nomadi cacciano nella Grecia continentale, ma nel VII-VI millennio aC nuovi gruppi si spingono dall'Anatolia fino ai futuri territori Egei: pur con utensili ancora di pietra, applicano già rudimentali conoscenze di agricoltura e si stabiliscono quindi sul continente - altri proseguono per Creta.

 

 

L'Età del Bronzo, verso il 3000 aC, vede questi flussi migratori dall'est farsi più consistenti e dar vita ad una civiltà evoluta, detta appunto "Egea", di popolazioni legate da linguaggi indoeuropei, chiuse in città-stato con possenti mura, divise e in continua lotta tra loro.

 

Alcuni centri come Cnosso e Tirinto, dai nomi non indoeuropei, si suppongono per questo precedenti alla prima Età del Bronzo.

 

In tutta l'area egea utensili ed armi di bronzo sono simili, come pure gioielli in oro e argento: solamente la lavorazione della ceramica e le modalità di sepoltura mostrano connotazioni locali - a Creta la tomba circolare, a falsa cupola, può accogliere più generazioni, sul continente basta per una famiglia e nelle Cicladi è addirittura individuale, a lastra piatta.

 

 

Già dal 2500 aC Creta presenta una civiltà "Minoica", con largo uso di sigilli in pietra, che sfocerà nell'evoluzione della scrittura: in continua evoluzione produrrà palazzi maestosi a Festo, Cnosso, Mallia e Zakros, i Primi a Cnosso e Festo distrutti da incendi nel 1700 aC e sostituiti dai Secondi Palazzi fra il 1700 ed il 1450 aC, periodo di massimo fulgore artistico e massima espansione politica.

 

Una colonia cretese viene fondata a Kastri, sull'isola di Citera, fra Creta e il Peloponneso, già prima del 2000 aC ed altri insediamenti cretesi sono presenti dal 1700 aC in molte delle isole Cicladi - Akrotiri a Thera, Filakopi a Melos, Haghia Irene a Kea - facendo le Cicladi tributarie di Creta.

 

 

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Il modello dell'imponente Palazzo di Cnosso esposto nel Museo Archeologico di Creta.

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Sotto, le rovine del complesso in una foto satellitare con lo stesso orientamento.

 

 

Nelle Isole Cicladi e nel continente, la scrittura rimane a lungo ancora sconosciuta, indice di un progresso rallentato dalla sovrapposizione di popolazioni meno progredite, sia dall'est che dal nord: intorno al 2000 aC invasori provenienti dall'Anatolia occupano infatti molte delle Cicladi, Lerna e parte del Peloponneso orientale.

 

 

Ricostruzione dell'epica migrazione delle popolazioni cosiddette "Atlantiche", a metà del II millennio aC, attraverso l'intero continente - Europa Occidentale, Centrale ed Orientale - confluendo verso la Cananea e l'Egitto Faraonico.

 

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Ancora alcuni secoli e altri invasori calano dai Balcani nel Peloponneso, lasciando tracce anche a Lerna, popoli nordici di lingua indoeuropea, una prima forma del futuro greco.

 

 

L'invasione massiccia dell'Anatolia Ittita, via terra, e la messa a ferro e fuoco, soprattutto via mare, dei maggiori centri sulla costa Cananea, tutti compresi nella sfera di interessi Egizia, intorno al 1300-1200 aC: la pressione politica, economica e militare sale sul confine del Grande Regno e sfocerà inevitabilmente in una serie di almeno tre grandi guerre combattute per quasi 50 anni da due Dinastie Faraoniche - la XIX e la XX - contro le diverse e dinamiche coalizioni delle popolazioni locali con i cosiddetti "Popoli del Mare" (dal punto di vista Egizio).

 

Questi flussi migratori di popoli e le conseguenti fasi evolutive nell'area Egea proseguono fino alla fine dell'Età del Bronzo, vale a dire verso il 1000 aC, e corrispondono quasi esattamente all'Antico, Medio e Nuovo Regno Egizi:

 

- l'Antico Regno, III - VI dinastia, va infatti dal 2700 al 2200 aC;

- il Medio Regno, XI - XII dinastia, dal 2040 al 1790 aC;

- il Nuovo Regno infine, XVIII - XX dinastia, dal 1530 al 1080 aC.

 

 

 

 

 

 

 

 

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La fallita invasione dell'Egitto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine dell'Età del Bronzo, dall'area Egeo-Balcanica, una serie di intere popolazioni si riversano a ondate su Medio Oriente ed Egitto, verosimilmente sotto la pressione dell'invasione "Dorica", a causa del perdurare di questa e del conseguente crollo dei Regni Micenei.

 

"Popoli del mare" è la nostra denominazione moderna a identificare un largo insieme di popolazioni, negli antichi documenti egizi chiamate collettivamente Haunebu o "popoli dietro le isole", navigatori e pirati del Mediterraneo orientale, i quali arrivano a tentare, via terra e via mare, una diretta penetrazione nello stesso Egitto già alla fine della XIX dinastia e, più tardi, nell'ottavo anno di Regno del Faraone Ramesse III, della XX dinastia.

 

 

Gli ultimi spostamenti, propedeutici alle tentate invasioni dell'Egitto, dei cosiddetti Popoli del Mare intorno al 1200 aC: ingenti forze di terra, dall'Anatolia, e altrettanto imponenti forze navali, da Cipro, avanzano simultaneamente per riunirsi a cuneo sul confine Egizio e sferrare un coordinato attacco decisivo.

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Sappiamo per certo che il Faraone Merenptah ne ferma un primo gruppo intorno al 1225 aC, un'alleanza composta da:

 

- Ekwesh (attraverso i libri di storia a noi meglio conosciuti come "Achei");

- Teresh (un nome da ricordare!);

- Lukka (Lici);

- Shardana,

- Shekelesh.

 

 

Il Faraone Merenptah o Merneptah raffigurato mentre tiene per i capelli prigionieri dell'armata dei Popoli del Mare, in procinto di ucciderli o di punirli (interessante la forma di antica "prospettiva", che conferisce al personaggio chiave nell'immagine, qui il vincitore, una dimensione sproporzionata rispetto agli altri - un'efficace e  manipolativa comunicazione mediatica di oltre 3000 anni fa...).

 

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Un secondo gruppo semina distruzione in Anatolia, Siria e Cipro prima di essere sconfitto dal Faraone Ramesse III nel 1190 aC - lo compongono:

 

- Peleset (i biblici "Filistei" di Sansone),

- Tjeker,

- Shekelesh,

- Danuna (i "Danai"),

- Weshesh.

 

I Peleset si stanzieranno poi sulle coste della odierna "Palest-ina": è infatti proprio da loro che prende il nome.

 

 

La scena si ripete, quasi identica nella composizione e nei dettagli: medesimo linguaggio, medesimo messaggio - solo che qui si tratta del Faraone Ramesse III, qualche decennio più tardi.

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Il ruolo storico dei Popoli del Mare, sul finire dell'Età del Bronzo, è importante: sono popolazioni che acquistano dignità ed identità, ribellandosi al proprio stato di schiavi e tributari, cercando una terra nuova su cui ricostituirsi come liberi cittadini - e si sentono forti insieme, tanto da attaccare e distruggere città costiere importanti, come Ugarit, verso il temuto, ma ugualmente cercato, scontro frontale con lo strapotere del Regno, o, meglio, Impero Egizio.

 

 

Si prepara una vera rivoluzione armata: per capire l'oppressione Egizia nel Medio Oriente alla fine dell'Età del Bronzo, basti pensare che, sconfitta la forza alleata dei Regni locali, dilagano ovunque, proibiscono alle città sottomesse di costruire fortificazioni di difesa, impongono ai vinti tributi, tasse ed il completo sostentamento delle guarnigioni messe a loro controllo - in pratica gran parte dei guadagni, provenienti dal commercio con la Mesopotamia, l'Anatolia, la Creta Minoica, la Grecia Micenea e Cipro, finisce nelle casse Egizie.

 

I cosiddetti "governatori" delle città Cananee, ad esempio, vengono educati in Egitto, giurano fedeltà al Faraone, diventando null'altro che i servi dei suoi servi, come provato da questo frammento di lettera scritta verso il 1350 aC dal governatore di Lachish ad Ahknaten:

 

"Messaggio di Sipti-Ba'lu, tuo servo, polvere dei tuoi sandali, stalliere dei tuoi cavalli, io mi prostro ai piedi del Re, mio Signore, mio Dio, mio Sole, il sole del cielo, 7 volte, 7 volte mi prostro, sulla mia pancia e sulla mia schiena."

 

Quello che non prendono gli Egizi viene depredato dai Shasa, pastori nomadi del deserto e delle montagne, e dagli Apiru, denominazione più sociale che etnica di gruppi di banditi e fuggiaschi (tra loro probabilmente anche nuclei proto-ebrei).

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Bene, verso il 1200 aC esplode una rilevante ribellione sociale ed economica che mette a soqquadro l'intero vigente ordine politico del Mediterraneo Orientale: il sistema Miceneo nell'Egeo collassa, dall'attuale Grecia ad Israele città bruciano, vengono distrutte e abbandonate, e alla fine la stessa superpotenza Egitto Even è messo sotto pressione per decenni, fino alla serie di guerre che i Faraoni Mernepthat e Ramesse III sono costretti a combattere sul proprio suolo e le proprie acque per fermarne la tentata invasione da parte di una mai prima vista coalizione dei "Popoli del Mare" e molte altre genti e tribù, decisi a conquistarsi nuove terre fino al confine del mondo allora conosciuto.

 

Il loro passaggio destabilizzante contribuisce a scatenare inoltre crisi interne - sociali e politiche - già latenti negli "stati" che attaccano, quanto basti per creare quel vuoto di potere in cui si inseriranno anche altre, nuove popolazioni, come i Kaskei e poi i Frigi in Anatolia, gli Aramei in Siria e i cosiddetti "Popoli dei Monti", scesi dallo Zagros.

 

 

 

 

 

 

 

 

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I più antichi documenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è a caso quindi che sia un'iscrizione di Merenptah a citare i Popoli del Mare nella sua vittoria su di loro - "6.000 uccisi e 9.000 fatti prigionieri" - alla prima ondata d'invasione nel 1225 aC , un attacco coordinato da parte di una coalizione delle tre tribù dei Libi - i Libu, i Kehek ed i Mushuash - e degli alleati "Popoli del Mare" - i cinque gruppi degli Ekwesh o Akawasha, i Lukka, gli Shardana o Sherden, gli Sheklesh e i Teresh.

 

C'è poi la famosa iscrizione del tempio funerario di Ramesse III a Medinet Habu, Tebe, dove il Faraone racconta di aver dovuto fronteggiare trent'anni più tardi una seconda invasione degli Haunebu, sconfitti in battaglia navale dopo aver distrutto città ittite e mitanne: i "Popoli del Mare" - Danuna, Šhardana, Shekelesh, Tjeker e Weshesh, alleati questa volta con i Peleset.

 

Interessante in questa iscrizione che i nomi dei Peleset e degli Tjeker siano indicati come intera popolazione, con geroglifici cioè di uomo e donna, e non come un esercito (viaggiano con donne e bambini al seguito, su carri a ruote piene trainati da buoi, non su carri da guerra, o su battelli decorati da teste di uccelli alle estremità, con i soldati chiaramente distinguibili per i loro elmi piumati), altri compaiano anche singolarmente, come i Danuna, citati durante il regno di Amenhotep III, e gli Shardana risultino addirittura tra i mercenari di Ramesse II.

 

 

Un dettaglio ricostruito dai bassorilievi di Medinet Habu da un chiara immagine del carattere e dell'imparità della battaglia: distinguibili i carri a ruota piena, i buoi, le donne e i bambini dei Popoli del Mare (Peleset dai copricapo piumati e Šardana con i tipici elmi con sfera e corna) da una parte ed i guerrieri egizi dall'altra, alcuni nell'atto di legare le braccia dietro la schiena ad alcuni prigionieri.

 

I "Popoli del mare" vengono ancora citati in documenti forse degli inizi del XII secolo aC, in cui il Re Ittita Suppiluliuma II allerta l'ultimo Re di Ugarit, Hammurapi (1191-1182 aC) per il rapido l'avvicinarsi degli "Shikalayu - quelli che vivono su barche", probabilmente identificabili con gli Sheklesh: poco dopo altri documenti ittiti riportano la caduta di Ugarit, mai più ricostruita.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le lettere di El-Amarna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un unico "corpus" di documenti del Nuovo Regno Egizio, scoperti alla fine degli anni 1880 da contadini egiziani.

 

Verificata la loro autenticità, gli egittologhi stabiliscono che questa incredibile collezione di tavolette di argilla rappresenti di fatto una delle più importanti testimonianze storiche del mondo socio-politico dell'antico Medio Oriente


Queste tavole, a prima vista tanto minuscole quanto modeste, impresse con fittissime righe di caratteri cuneiformi, costituiscono infatti la
corrispondenza diplomatica tra l'Egitto faraonico del periodo di Amarna ed i contemporanei Regni nelle terre di Canaan o Cananea (un vasto territorio allora comprendente l'attuale Libano, Israele, parte di Siria e Giordania), in Mesopotamia, in Anatolia e nelle isole dell'Egeo.

 

 

Le più antiche risalgono alla fine del Regno di  Amenhotep III, mentre le più recenti al quello di Ay, coprendo una finestra temporale che va dal 1386 circa al 1321 aC, la maggior parte appartenenti al Regno di Akhenaten, il Faraone monoteista.

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Le lettere di El-Amarna ci restituiscono una inedita ed interessatissima mappatura del mondo antico all'apice dell'Impero Egizio: in questo periodo il Medio Oriente è dominato dai "Grandi Re" - i Faraoni Egiziani, il Re di Mitanni (il nord dell'attuale Siria, a nord dell'antica Mesopotamia, al massimo della sua estensione, dai Monti Zagros -catena montuosa di 1500 km, la più estesa dal Kurdistan, nell'Iran occidentale, ai confini dell'Iraq, fino allo Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico, con massima elevazione nel Monte Dena, ben 5.098 m slm - al lago Van e ai confini con l'Assiria), il Re di Babilonia, il Re dell'Assiria e il Re degli Hittiti

 

 

Tutti i Grandi Re ed i loro rispettivi Regni sono descritti nelle lettere, insieme a due altri Stati indipendenti, anche se non della dignità dei Grandi Regni: quelli di Arzawa e di Alashiya, quest'ultima generalmente identificata con l'attuale Cipro.


Naturalmente esistono poi e vengono elencate numerose
città-stato sotto l'influenza dei Grandi Re, i cui signori gli Egiziani riferiscono chiamandoli "governatori", in pratica "vassalli" al servizio dei Grandi Re: la corrispondenza diquesti vassalli - tra cui Rib-Hadda, Governatore di Gubla, Abi-Milku, Governatore di Tiro, ed il Re di Alashiya - con il Faraone - Re d'Egitto - consiste generalmente in dichiarazioni di lealtà o conferme di fedeltà e, spesso, acute richieste di aiuto economico-militare, nel contesto delle quali i Popoli del Mare sono più frequentemente citati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le lettere di El-Amarna for