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Orson Welles a Bracciano, di Massimo Perugini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Massimo Perugini Una presentazione

 

Orson Welles Il più grande regista del XX secolo

 

Black Magic "La più grande pellicola degli ultimi 10 anni!"

Orson Welles Interprete principale e regista non accreditato

 

La scheda

Le scene girate a Bracciano

 

Don Quijote de Orson Welles (Don Chisciotte)

L'incompiuto capolavoro perduto di Orson Welles

La scheda

Le scene girate a Bracciano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Massimo Perugini Una presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Direttore di banca in pensione, è nato e vive a Bracciano.

 

La sua non è solo una passione o un innamoramento - ma vero amore per la riscoperta dei segni minimi della quotidianità del lavoro, grandi testimonianze della nostra ricchissima cultura popolare, competenze, anche millenarie, per sempre scomparse – o, forse, non ancora del tutto...

 

Ne La Voce del Lago n. 10, del Dicembre 2002, Marisa Loreti lo definisce "custode di una Bracciano d'altri tempi":

 

"In una società come la nostra, così avvezza 'all’usa e getta' di un'immensa mole di oggetti, in una spirale di bramosia seguita compulsivamente dal rifiuto-scarto dei medesimi, la figura di Massimo Perugini, braccianese doc, costituisce senz’altro una rarità.

 

Affascinato fin da bambino dal lavoro degli artigiani e dei contadini che osservava mentre erano intenti alle loro opere, divenuto adulto ha trasformato tutto ciò in passione da collezionista ricercando e acquisendo tutti i bellissimi oggetti adoperati fino a 30-40 anni fa per arare, seminare, dissodare, fare botti, pulire camini, insomma per svolgere tutte le attività dell'uomo.

 

Quella che Massimo Perugini ci mostra nel suo bel "basso" ubicato in Via dell’Arazzaria, una delle quattrocentesche vie del centro storico di Bracciano, è una raccolta iniziata 25 anni fa frugando nelle cantine di parenti, amici e compaesani e spintosi poi fin sui mercati specialistici, portata avanti con impegno e passione fino a mettere insieme una collezione di migliaia di pezzi, alcuni dei quali acquistati sui mercati italiani e stranieri.


"Purtroppo ho iniziato tardi – ci confida Perugini – perché venticinque anni fa la maggior parte di questi utensili era già stata distrutta!". Guardando i pannelli tematici che raccolgono gli attrezzi di arrotini, bottai, spazzacamini e persino veterinari, ci fa una gran pena pensare che altri bellissimi oggetti come questi, testimonianza del lavoro e della cultura “materiale” dei nostri padri, inesorabilmente gettati nelle discariche.


Essi dipanano una tale magia che ci sentiamo per qualche attimo ritornare bambini, affascinati da quelle strane forme che ci fanno rivivere in un lampo atmosfere dimenticate, sepolte nella nostra memoria e che di colpo ci tornano di fronte agli occhi, vive e splendenti in tutta la loro bellezza: metalli luccicanti, marmi, legni, terrecotte, vimini, vetri; tutti materiali naturali oggi soppiantati dall’imperante dominio della plastica.


Alcuni oggetti forse li abbiamo ammirati nei quadri dei Macchiaioli, altri sembrano appartenere a regni fiabeschi come il curioso sacco a doppio triangolo che i contadini si ponevano su una spalla per estrarne la semente che via via, procedendo sui solchi arati, spargevano sul terreno.

E poi gioghi per buoi, erpici, roncole, ceste, vasi, aratri in un susseguirsi di incantesimi.

 

Alcuni di questi oggetti sono molti antichi e hanno forme classiche, fedelmente riprodotte nei millenni sul modello romano e addirittura etrusco, per la perfezione raggiunta già nell’antichità ai fini dello scopo perseguito.

Ma ci sono anche oggetti "riciclati" nel dopoguerra, quali un elmetto metallico utilizzato come imbuto, una grossa scatola per pelati trasformata in un complicato attrezzo per il camino.
 

Possiamo ben dire di aver incontrato non soltanto un personaggio di Bracciano, ma una persona alla quale dobbiamo dire grazie per aver preservato qualcosa del nostro passato, della sua cultura "materiale" spesso dimenticata dai nostri libri di storia.


Per questo ci auguriamo, nell’interesse di tutta la cittadinanza che anche a Bracciano si possa organizzare nella cornice adeguata una mostra di questi splendidi oggetti, degna di quella svoltasi a Sutri nella primavera scorsa con la partecipazione di Massimo Perugini con il titolo "Orme del Passato" e che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico."

 

 

 

 

 

 

 

 

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Orson Welles Il più grande regista del XX secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

George Orson Welles nasce a Kenosha, nel Wisconsin, USA, nel 1915 e muore ad Hollywood, città amata quanto odiata, all'età di 70 anni, colpito da un attacco cardiaco, molto probabilmente causatogli dalla sua obesità: la fama che acquista dopo la sua morte supera quella pur vasta ottenuta in vita, facendone uno dei più grandi registi cinematografici e teatrali dello scorso secolo, votato nel 2002 dal British Film Institute come "il più grande regista di tutti i tempi".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Attore, regista, sceneggiatore, uno degli artisti più completi, versatili e celebrati del teatro, della radio e del cinema.

 

Conquista un successo sensazionale a soli 23 anni grazie alla trasmissione radiofonica, un adattamento per la radio di un romanzo di fantascienza, "La Guerra dei Mondi", in cui dimostra l'enorme impatto dei mass media sulla popolazione, provocando letteralmente il panico con il suo memorabile reportage "in diretta" del 30 ottobre 1938 di una presunta invasione marziana del pianeta...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A 24 anni produce il capolavoro "Quarto Potere", titolo originale "Citizen Kane", uscito dopo vari bicottaggi nel 1941, il suo massimo successo cinematografico, ancora oggi nelle classifiche dell'AFI - Center for Advanced Film and Television Studies - e del BFI - British Film Institute - nonché secondo molti critici, "il più bel film della storia del cinema".

 

Cerca con enormi difficoltà di produrre liberamente film di qualità, al di fuori degli schemi dell'industria hollywoodiana, finanziando i propri lavori con interpretazioni ed  apparizioni in film di altri registi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Con "Quarto Potere" Welles non solo crea uno dei più grandi capolavori del cinema di sempre, ma rivoluziona il linguaggio cinematografico del cosiddetto "primo cinema" innovando le tecniche di ripresa (meccanica, ottica ed illuminazione).

 

Fonde magistralmente elementi propri del teatro e del cinema, applicando consapevolmente e sistematicamente una estrema "profondità di campo" o "deep focus", capace di mettere contemporaneamente a fuoco per lo spettatore primo piano e sfondo, e creando a livello narrativo l'innovativa tecnica del sistematico "passo indietro" o "finestra sul passato" o "flashback", scena avulsa dalla sequenza temporale principale, la quale riporta il racconto ad eventi già avvenuti, contro gli allora dominanti canoni classici della narrazione cinematografica lineare e sequenziale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disamorato e scoraggiato dal fallimento dei suoi tentativi di produzione al di fuori del cosiddetto "sistema hollywoodiano", timbrato come "personaggio scomodo" anche dallo stesso governo americano, nel 1948 lascia gli Stati Uniti ed il resto della sua carriera, salvo una eccezione nel 1958, si sviluppa in Europa.

 

Tra i suoi più importanti progetti cinematografici realizzati: "Macbeth" nel 1948, "Otello", "The Tragedy of Othello: The Moor of Venice", del 1952, "L'infernale Quinlan", titolo originale "Touch of Evil", nel 1958, "Il processo" o "Le procès", nel 1962, "F come falso", titolo originale "F for Fake", 1976.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel suo peregrinare artistico in Europa alla ricerca di eccellenza per gli scenari dei sui film, si innamora di Bracciano...

 

Nella foto a fianco, Orson Welles, nelle vesti di un regista, ascolta attentamente le istruzioni del vero regista, Pier Paolo Pasolini, mentre partecipa alle riprese dell'episodio "La ricotta" sul set italiano di "Ro.Go.Pa.G.", un mediometraggio di critica sociale e di costume del 1963, diviso in quattro episodi, il cui titolo è la sigla identificativa dei quattro registi che vi partecipano: Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard, Pier Paolo Pasolini e Ugo Gregoretti (i rispettivi episodi "Illibatezza" di Rossellini, "Il nuovo mondo" di Godard, "La ricotta" di Pasolini e "Il pollo ruspante" di Gregoretti).

 

Nella versione originale de "La ricotta", sulla visione del sacro in una specie di parodia della Passione, all'epoca giudicata blasfema, riferendo a Cristo, il personaggio di Orson Welles pronuncia la famosa, poi censurata e successivamente modificata frase finale, a riprendere una didascalia iniziale: "Crepare è stato il suo solo modo di fare la rivoluzione!".

 

 

 

 

 

 

 

 

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Affascinato dalla figura di Don Chisciotte, nella cui lotta idealista e nel cui mondo di illusioni Welles sicuramente si immedesima, produce nel 1964 la serie televisiva "Nella terra di Don Chisciotte", "In the Land of Don Quixote", ma la sofferta produzione del film "Don Chisciotte" rimane incompiuta fino alla sua morte.

 

Pur deceduto ad Hollywood, l'abbandonerà di nuovo, questa volta definitivamente, e vorrà essere sepolto in Spagna!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre le pubblicazioni postume di Welles:

 

- "Don Quijote de Orson Welles", uscito

incompleto nel 1992;

 

- "It's All True", documentario del 1993;

 

- "Moby Dick", cortometraggio del 1999.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In tutti i sensi: un grande uomo!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Black Magic "La più grande pellicola degli ultimi 10 anni!"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Orson Welles Interprete principale e regista non accreditato