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La cultura siamo noi – Noi l'immagine La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia: la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è. Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture! Le immagini in questa pagina sono © Birgitt Becker: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel sito |
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"Muri parlanti" di Birgitt Becker |
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In questa pagina
Vernissage all'ERA, Accademia di Diritto Europeo di Treviri, Germania
Pagine correlate
Birgitt Becker – Una presentazione
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19 maggio-30 luglio 2005
With the support of the European Union Mit der Unterstützung der Europäischen Union Avec le soutien de l'Union Européenne Con il sostegno dell'Unione Europea |
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primavera, 2004
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Vernissage all'ERA, Accademia di Diritto Europeo di Treviri, Germania |
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L'artista |
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sassi di matera "casa rossa", 1996 |
sassi di matera "mattoni viventi", 1995 |
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La pittura di Birgitt Becker si muove già dall’inizio verso l'arte astratta.
In risalto elementi architettonici ricorrenti, come muri, tetti, porte e finestre, posizionati in maniera apparentemente spontanea e coincidente: perfino le pennellate più vivaci di questi dipinti creano un effetto quasi meditativo sull'osservatore attraverso i loro colori e la loro armonia.
Il testo di Rino Molinari, esprime al meglio l’effetto di questi quadri in poche parole:
"Muri ...
Muri che delimitano, muri che racchiudono, muri che rafforzano, muri alti e bassi, mura di casa che si affacciano dietro a muri di cinta.
Elementi sempre ricorrenti nella pittura della Becker che crea panorami e scorci di riflessioni.
Muri e case che sembrano stare lì a osservare chi li osserva, ponendo loro sempre la stessa domanda – Perché? –
E tutti i nostri perché, anche i più nascosti, sembrano piano piano emergere attraverso il colore e la luce di quei muri." |
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"Semplicemente bello" |
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sassi di matera, "rosso per Xenia", 1995
È la critica che più mi piace ricevere.
Creare qualcosa di semplicemente "bello" può sembrare nella nostra realtà odierna di guerre e terrorismo, fame e problemi ambientali, un obiettivo quasi banale.
Fare soltanto dei bei quadri sembrava anche a me superficiale e così ho cominciato di dedicarmi a fine anni '70 all’arte concezionale.
Dopo anni di studio e con il mio lavoro di bioarchitetto e scrittrice sto quotidianamente in contatto con realtà anche poco piacevoli, come ad esempio l’inquinamento interno delle nostre abitazioni oppure l’elettrostress, cosi sento il bisogno di creare qualcosa di "semplicemente bello".
sassi di matera, "muro giallo", 1995
Amo semplificare le cose.
Quando scrivo deve essere semplice da leggere e da capire, senza "fiocchi" e "merletti", le mie progettazioni sono semplici e funzionali, costruite intorno ai bisogni e le esigenze dell’uomo, al di là di convenzioni e regole fisse.
"Less is more" non più soltanto per motivi esclusivamente estetici, ma anche a causa della scarsità delle risorse e dei problemi ambientali ben noti – di meno è di più, è il mio atteggiamento, che esprimo anche nei miei quadri.
Quando dipingo, i soggetti iniziali sono soprattutto temi architettonici: un vicolo, la facciata di una casa, una finestra chiusa o aperta, un atrio. Poi sento il bisogno di semplificare quello che vedo e dipingo, così rimangono soltanto superfici e colori, forme, luci ed ombre, pace e movimento, fino all'armonia, al mio perfetto equilibrio.
Come motivo dei miei dipinti sono stata molto attratta dei "sassi di Matera". La disposizione e le case stesse nei più piccoli particolari insieme alla luce tipica mediterranea di questo posto mi hanno affascinato per moltissimi anni e di conseguenza gran parte delle mie opere sono riprese da questo luogo a me così caro.
Come motivo dei miei dipinti sono stata molto attratta dei "sassi di Matera".
La disposizione e le case stesse, nei più piccoli particolari, insieme alla luce "mediterranea" del posto, mi hanno affascinato per moltissimi anni: gran parte delle mie opere vengono da questo luogo a me così caro. |
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