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Trevignano Romano, Roma, venerdì 1 luglio 2011

Estate di musica barocca nella Tuscia

di Enzo Merlina

 

 

Il Festival Barocco della Tuscia, senza dubbio uno dei fiori all’occhiello della Cultura italiana, in questa sua Edizione  2011 - Quarantesima nella ricorrenza del 150° dell’Unita d’Italia - diventa una preziosa occasione per riflettere sul nostro patrimonio del passato, ma, ancor più, per guardare ad un futuro di evoluzione, crescita e miglioramento.

 

 

 

Tuscia ancora una volta protagonista della musica, con il "Festival del Barocco", presentato a Viterbo in questi giorni, e che vivrà tra luglio e settembre dieci appuntamenti nelle sue località più suggestive.
 


Anima della Edizione Numero Quaranta di questa storica manifestazione è il nuovo Direttore Artistico, il Maestro Stefano Vignati, da sempre impegnato nella valorizzazione dei giovani musicisti locali, con la creazione di un gruppo stabile - la Camerata Barocca “Claudio Monteverdi” - formato sì da Professori già esperti nell’esecuzione del repertorio barocco, ma affiancati da giovani diplomati, dando priorità ai residenti nella Tuscia e nel Lazio, perché la grande musica sia sempre di più di casa nella Provincia di Viterbo.

Provincia che, nonostante le sempre più esangui risorse (190.000 euro il budget di quest’anno), vuole “rilanciare questa importante manifestazione culturale che fa parte della storia del territorio” come hanno affermato il Presidente Marcello Meroi e l’Assessore al Turismo Andrea Danti.

“La Musica barocca, troppo spesso considerata a torto una 'musica di nicchia', possiede invece, molto più di altri generi musicali, il raro dono di stupire ed entusiasmare chiunque al primo ascolto”, ha ricordato il Maestro Vignati.

Così, “anche l’ascoltatore meno esperto avrà la possibilità, chiudendo gli occhi, di essere proiettato nelle magiche atmosfere delle corti e delle feste del XVII e XVIII secolo, grazie alle sonorità degli strumenti e alla magia di questa musica unica che ha saputo sopravvivere e giungere intatta fino a noi dopo centinaia di anni”.
 


Il Festival apre il 10 luglio (tutti i concerti iniziano alle ore 21) con Rinaldo Alessandrini alla guida del gruppo “Concerto Italiano” che eseguono il Libro VII dei madrigali di Monteverdi, nella Sala del Conclave del Palazzo dei Papi di Viterbo.

Il 25 luglio andrà in scena “Il Giardino Armonico” diretto da Giovanni Antonini a Tuscania nella Chiesa S.Maria della Rosa.

Questi due gruppi di fama mondiale hanno legato il loro nome alla migliore discografia esistente in tema di musica barocca, non ultime le incisioni più recenti eseguite dal Giardino Armonico con Cecilia Bartoli.


Il 7 agosto si esibirà in un recital il Controtenore Martin Oro accompagnato dal Liuto e dalla Chitarra Barocca di Francesco Romano a Viterbo, nel Cortile di Palazzo Gentili.

Da non perdere il 13 agosto, a Bolsena, Teatro San Francesco, la “Magia Violinistica del tardo Barocco” con musiche di Vivaldi e Bach interpretate da Maria Solozobova, astro nascente del panorama violinistico, diretta da Lawrence Golan.

 

Montefiascone, nella Chiesa di San Flaviano, ospiterà il Concerto dedicato all'Arte di Alessandro Scarlatti , "Le Sonate a Cinque", interpretate dalla Camerata Barocca il 19 agosto, e il 26 agosto, nello splendido Palazzo Farnese di Caprarola, il soprano Laura Cherici insieme all’Ensemble Il Rossignolo eseguiranno Cantate italiane e sonate di Handel.

Il 27 agosto, nello scenario unico dell’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino, in programma tre Oratori sacri di Giacomo Carissimi in forma scenica, proposti dall’“Ensemble San Felice” di Firenze diretta da Federico Bardazzi e un Evento clou avrà luogo a Viterbo, nella Sala del Conclave, il 2 settembre, con l’esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach interpretate dal Pianista Ramin Bahrami, definito l’erede di Glenn Gould.

 

L’8 settembre il solista Ferdinando Bastianini, accompagnato dalla Camerata Barocca "C. Monteverdi", diretta da Fabrizio Bastianini, eseguirà un Concerto dedicato a “L'Organo Barocco e il Concerto Grosso” con musiche di G. F. Haendel e A. Corelli nella Chiesa S. Maria della Verità di Viterbo.

E sempre a Viterbo, ancora nella Sala del Conclave, si conclude il Festival l’11 settembre, con il concerto “Divina Vox”, un’antologia di arie e sinfonie tratte dalle opere di G. F. Haendel, e G. B. Pergolesi, diretto da Stefano Vignati con la partecipazione del Soprano Mariella Devia.
 


Per ulteriori informazioni:

www.festivalbarocco.com

www.provincia.vt.it/barocco
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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