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Treia, Macerata, sabato 21 maggio 2011

In difesa del territorio dell'alto Lazio: “Non vi daremo tregua” - Continua la battaglia contro l'inquinamento della Maremma Laziale

di Paolo D’Arpini

 

 

Monte Soratte, un massiccio calcareo nel Comune di Sant'Oreste a circa 45 km a Nord di Roma che con i suoi 691 m è il rilievo più alto della Valle del Tevere e le cui forma e ubicazione da sempre stimolano a fantasie e miti.
Abitato fin dalla Preistoria durante l’Età del bronzo, luogo di culto di Sabini, Capenati, Falisci ed Etruschi in epoca preromana, dai Romani consacrato al culto di Soranus Apollo - "Dis Soranus Apollo, Sancti custos Soractis"... - e poi scelto da numerosi eremiti del primo Cristianesimo, tra i quali S. Silvestro, quale luogo di silenzio e meditazione. (Foto di archivio)

 

 

[Vides ut alta stet nive candidum
Soracte, nec iam sustineant onus
silvae laborantes, geluque
flumina constiterint acuto?

 

Dissolve frigus ligna super foco
large reponens, atque benignius
deprome quadrimum Sabina,
o Thaliarche, merum diota.

 

Permitte divis cetera...]

 

 

Vedi la neve che imbianca tutto
il Soratte e gli alberi che gemono
al suo peso, i fiumi rappresi
nella morsa del gelo?
 

Sciogli questo freddo, Tagliarco,
e aggiungi legna al focolare;
poi versa vino vecchio

da un’anfora sabina.
 

Lascia il resto agli dei…

 

 

Orazio [Quintus Horatius Flaccus,

Odi, Carmina, Liber I, 9, 1

Traduzione di Giacomo Leopardi, 1809.

Nota della Redazione]

 

 

Da qualche tempo si è formato un coordinamento fra tutte le Associazioni e le persone che si oppongono allo scempio del territorio dell’Alto Lazio.

 

Per evitare che Amministrazioni sconsiderate e malconsigliate possano distruggere l’ambiente e il pasesaggio con la scusa della produzione energetica.


Infatti in questo momento, in cui sulla Maremma incombe il rischio del ripristo del nucleare a Montalto, allo stesso tempo è necessario combattere contro un inquinamneto chimico ed industriale diffuso: pesticidi, diserbanti, diossine e sterilizzanti endocrini, inquinanti plastici e ftalati, nitrati, metalli pesanti… prodotti chimici di sintesi ad ampi effetti collaterali, etc. che stanno causando un grave incremento di tumori ogni anno.

 

Appare ovvio che se gli ulteriori progetti distruttivi programmati da questo Governo venissero attuati (superstrade varie, ritorno al nucleare, etc.) si assisterebbe alla cancellazione completa del paesaggio della Tuscia, prima risorsa di questo territorio, con danni ambientali e d’immagine all’agricoltura locale difficilmente immaginabili.


Gran parte dell'inquinamento attualmente immesso nell'ambiente dell'Alto Lazio proviene dal polo energetico più grande d'Europa: Montalto di Castro e Civitavecchia, comprendenti vari impianti, quasi 7.000 MW di potenza installata, tutte a combustibile fossile come olio, gas e carbone sporco.

 

Ma il dramma è che l'energia prodotta non serve ai fabbisogni locali o nazionali, perché quasi la metà viene venduta all’estero…


A Tarquinia, territorio agricolo per eccellenza, molto attivi sono i gruppi “No Coke” che hanno portato avanti varie battaglie ecologiste in difesa della Tuscia.

 

Oggi, 21 maggio 2011, alle ore 17.30 a Tarquinia, presso il Palazzo dei Priori, Sala Sacchetti, in Via dell’Archetto, 4 ci sarà la presentazione del volume “Non vi daremo tregua”.

 

L’evento avrà in scaletta interventi importanti, per la comprensione dei dati contenuti nella pubblicazione, inoltre avremo il contributo del Dott. Gianni Ghirga, medico e portavoce dell’ISDE, che illustrerà gli studi mai realizzati dall’Osservatorio Ambientale, che dal 2004, anno di sua istituzione nel comune di Civitavecchia, non ha prodotto nemmeno uno screening sull’arsenico, quello piovuto a tonnellate dalla bocca di TVN per decenni, né tantomeno ha elaborato indagini diagnostiche sui reali motivi per cui in questo comprensorio si muore di più di malattie tumorali.

 


Paolo D'Arpini

Portavoce European Consumers Tuscia

Referente Pubbliche Relazioni della Rete Bioregionale Italiana


circolo.vegetariano@libero.it

0733 216 293
retebioregionale.ilcannocchiale.it
www.circolovegetarianocalcata.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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