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Treia, Macerata, venerdì 13 maggio 2011

“Come salvare la specie umana e vivere felici...” - Introduzione al discorso su bioregionalismo e alimentazione naturale

di Paolo D’Arpini

 

 

17° Incontro della Rete Bioregionale Italiana, 18-19 giugno 2011, Ospitaletto di Marano, Modena.

(Foto di archivio)



Introduzione al discorso su bioregionalismo e alimentazione naturale.
 

Debbo fare una premessa necessaria, prima di cominciare il discorso sull’alimentazione naturale: vorrei parlare di agricoltura biologica che è alla base dell’alimentazione.

 

Vorrei descrivere il percorso della presa di coscienza olistica alimentare ed ecologica che è indispensabile per una corretta attuazione bioregionale.

 

Inizio perciò denunciando il rischio che pende sulla nostra prima fonte di cibo e sul rischio per la salute e per il genoma universale con l’immissione degli OGM.

 


Negli ultimi anni, in seguito alla presa di coscienza ecologista e bioregionale, si è innescato del complesso processo di riavvicinamento alla natura avvenuto nel pensiero e nella pratica di pochi precursori o ri-abitatori della Terra (come si dice in gergo).


In piena società industriale e consumista ed in varie parti del mondo alcune persone si sono interrogate sul percorso che l’umanità stava compiendo e se tale percorso potesse realmente corrispondere ad un modello evolutivo o era semplicemente un “impigrimento” legato all’automatismo.

 

La civiltà tecnologica, delle macchine, richiede grande intelligenza e capacità di comprensione per come queste strutture meccaniche, tecniche ed artificiali possano contribuire allo sviluppo della società umana.


Se questa comprensione è difettosa abbiamo un risultato molto simile a quello avvenuto al dormiente apprendista stregone Topolino, che non riesce più a fermare le sue scope cariche di secchi d’acqua, e ci ritroviamo anche noi con la casa allagata!

 


A partire dagli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, per uno spontaneo riverbero, in varie parti del mondo piccoli gruppi o singole persone iniziarono a esperimentare nuove forme di sopravvivenza, e siccome viviamo in una società in cui i modelli sono socialmente convalidati solo sulla base della provenienza abbiamo assistito all’importazione di sistemi di vita, onde, mode, che provenendo dagli Stati Uniti hanno poi invaso il resto del mondo.

 

Così è avvenuto per gli hippies, la beat generation ed anche per il bioregionalismo.

 

In realtà gli hippies non avevano fatto altro che imitare fantasiosamente il modello pacifista gandhiano, i beatnik non erano altro che esistenzialisti rivisitati ed i bioregionalisti americani, non son che scopritori dell’acqua calda.

 

Infatti l’ecologia profonda è solo un modo descrittivo ri-visitato del vivere in armonia con la natura, un modello già praticato sin dal neolitico.

 

Questo sentire fu negli anni recenti riportato in auge dalla “filosofia ecosofica” di Arne Naess ma in verità era preesistente ed era la componente principale della coscienza onnicomprensiva e indivisibile della vita già presente nelle civiltà antiche europee, dell’Asia e dell’Africa e dell’Oceania e della stessa America prima della conquista inglese e spagnola.

 


Ciò nonostante la parola “bioregionalismo” - in quanto modello di pensiero - viene spesso riferito ad un gruppetto di americani che ne sancirono il termine.

 

Spesso osserviamo che le cose provenienti dall’America, le “riscoperte” fatte in America - e l’abbiamo visto tutti ad esempio con la Festa di Halloween che è una “mutazione” dell’antica cerimonia di fine anno celtica - peccano di “americanismo”, sono cioè superficiali, strumentali o al meglio “naive”.

 

Nel bioregionalismo “americano” ad esempio si tiene conto della geografia territoriale (bioregioni) ma si considerano poco altri aspetti più sottili che noi in Europa abbiamo sempre conosciuto come “genius loci” (io la chiamo spiritualità laica o della natura), oppure si tiene conto dei modi di vita umani consolidati (come ad esempio la caccia e la pesca) senza capire se allo stato attuale delle cose essi siano ancora in sintonia con il vivente…


Mi riferisco in questo caso all’abitudine di mangiar una quantità smodata di carne che viene considerata da alcuni “bioregionalisti all’americana” alla stregua di un “dato di fatto” genetico e naturale nell’uomo.

 

L’antropologia e l’anatomia comparata invece dicono che non è così, giacché l’uomo appartiene geneticamente alle famiglie antropomorfe frugivore ed il suo nutrirsi di animali è solo un aggiustamento temporale e ambientale.

 

Gli americani amano la natura, scrivono poesie sul caribù e sull’orso ma non trovano poi nulla di strano di sparargli e cibarsene sotto la luna, tanto essi stessi sono “selvaggi”…


C’è inoltre un estremismo “ecologico” di persone che vivono sugli alberi, oppure che rinnegano l’agricoltura, come un tal teorico primitivista Zerzan, ma che non trovano nulla di strano all’occorrenza di nutrirsi di scatolette o guardare la televisione… insomma incongruenze americane.

 


Altra grande scoperta venuta dall’America è la manipolazione genetica e qui veniamo al dunque dell’argomento che vorrei trattare…

 

E per farlo debbo inserire alcune considerazioni tecniche mutuate da Giuseppe Nacci, un docente che recentemente ha esposto, con grande dovizia di particolari, i rischi connessi agli OGM.


L’introduzione nell’agricoltura moderna degli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) è una ingiustificata e pericolosissima alterazione di ciò che l’Evoluzione ha prodotto nelle piante in centinaia di milioni di anni: piante sulle quali si è basata la successiva evoluzione biochimica dei complessi organismi animali superiori, culminati con l’avvento dei Mammiferi negli ultimi 65 milioni di anni e quindi con la comparsa dell’Uomo.

 

Pertanto il delicato equilibrio biochimico della specie umana dipende dall’integrità delle specie vegetali così come l’Evoluzione le ha condotte fino a noi, poiché la Salute di ciascuno di noi è basata sulla Biochimica cellulare umana, e questa dipende, nella propria complessità genomica (DNA), dall’utilizzo di migliaia di vitamine e di complessi fitochimici presenti in Natura.

 


La pianta è anch’essa un organismo complesso, frutto dell’evoluzione biologica avvenuta in centinaia di milioni di anni: ogni modificazione genetica provocata in essa dall’Uomo (con radiazioni come a Chernobyl, o con retro-virus come attualmente compiuto con gli OGM), produrrà comunque un danno irreparabile che spesso non potrà essere riconosciuto, poiché l’Uomo conosce con sicurezza soltanto poche decine di vitamine e di altre sostanze pro-vitaminiche.


Oggi, per ottenere il vantaggio di una (supposta) maggiore produzione agricola, si ricorre al metodo di modificare il patrimonio genetico delle piante naturali, allo scopo di: modificarne la struttura, renderle sterili (per obbligare gli agricoltori a comprare nuovi semi ogni anno), brevettarne la trasformazione indotta, rivendere in tutto il mondo il prodotto così ottenuto.

 

In realtà non è mai stato dimostrato che le coltivazioni OGM producano maggiori quantità di prodotti, tutt’altro.

 


Mi son reso conto che non è possibile scrivere oltre di questo tema altrimenti o voi smettete di leggere oppure non sapremo più che dirci all’incontro… per cui chiudo questa introduzione generale e vi invito a partecipare alla discussione!

 

17° Incontro della Rete Bioregionale Italiana – 18 e 19 giugno 2011 – Ospitaletto di Marano (Modena)

 

Per avere tutte le delucidazioni su come raggiungere il luogo dell’incontro e sulle sistemazioni:
caterina.regazzi@alice.it 

333-602 30 90
marco.lapelosa@alice.it

059 794 369

Informazioni generali e tematiche:

Paolo D’Arpini

circolo.vegetariano@libero.it

0733 216 293

Altri articoli su alimentazione naturale:
www.circolovegetarianocalcata.it
 



Circolo Vegetariano VV.TT.
Assemblea rifondativa e composizione del nuovo direttivo

 


Durante la Festa dei Precursori edizione 2011 si è tenuta anche l’assemblea ri-fondativa dei soci del Circolo Vegetariano VV.TT.

Solitamente ogni anno approfittato di questa celebrazione della costituzione del Circolo per indire la riunione che stabilisce i membri del direttivo.

Ma andiamo per ordine: il giorno 7 maggio 2011 si è tenuta una pubblica assemblea - tavola rotonda nella Sala Consigliare del Comune di Treia (Macerata).

Presenti: il Sindaco Luigi Santalucia; il Presidente della locale Proloco, Francesco Pucciarelli; i Soci Fondatori od equiparati del Circolo VV.TT. Paolo D’Arpini, Benito Castorina, Antonio D’Andrea, Luisa Moglia, Caterina Regazzi, Vittorio Amedeo Marinelli e numerosi aderenti e simpatizzanti (una trentina di persone giunte da varie parti d’Italia).

Durante l’incontro, tenutosi dalle 16 sino alle 19, sono state illustrate dal fondatore (il sottoscritto) le finalità e le attività portate avanti dall’associazione in 27 anni di esistenza (il Circolo per l’esattezza è stato fondato davanti al notaio Togandi Giuseppe a Civita Castellana il 27 marzo 1984 e inaugurato pubblicamente il 26 aprile dello stesso anno).
 


Il giorno 8 maggio 2011, come annunciato da tempo (vedi comunicati precedenti sulla Festa dei Precursori) a mezzo lettere, inviti ai soci e simpatizzanti, si è tenuta la mattina dalle 9 alle 10, l’assemblea ri-fondativa dei soci intervenuti (summenzionati) allo scopo di rilanciare le iniziative culturali e stabilire le cariche del nuovo direttivo.

L’incontro si è tenuto nella nuova sede del Circolo Vegetariano VV.TT. sita in Via Sacchette 15/a Treia (Macerata): i locali della sede, proprietà di Caterina Regazzi, sono stati messi a disposizione per le attività presenti e future dell’associazione a titolo gratuito, salvo l’impegno morale da parte dei membri dell’associazione a rimborsare alla medesima i costi di gestione e ristrutturazione dei locali stessi (di cui si parlerà in successivi capitoli).

La sede è costituita da uno stanzone di circa mq. 30 (trenta) con annesso bagno ed antibagno ed ingresso indipendente.

Le spese di gestione (utenze e costi di ristrutturazione) potranno essere rimborsate alla proprietaria attraverso le quote associative (che anche per quest’anno sono fissate ad euro 50 annuali, vedi home page del sito del Circolo) ed altri mezzi consentiti (donazioni, etc.).

All’incontro ri-fondativo, in qualità di membri costituenti e consiglieri del Direttivo erano presenti Paolo D’Arpini (residente in Via Mazzini 27, Treia), Benito Castorina (residente in Via Savuto 38, Aprilia), Antonio D’Andrea (residente in Via Nicola Falconi 19, Capracotta), Luisa Moglia (residente in Campo dell’Olmo snc, Nepi), Caterina Regazzi (residente in Via Bruno Manni 9, Spilamberto), Vittorio Amedeo Marinelli (residente in Viale G. Sirtori 56 Roma).
 


I menzionati soci, in qualità di componenti del direttivo, si impegnano a portare avanti, nei limiti delle loro possibilità, le finalità dell’associazione secondo le loro specifiche attitudini e qualità, tali finalità sono (ripreso dall’atto costitutivo).

L’associazione democratica e senza fine di lucro ha per scopo le seguenti finalità:
 

istituire e promuovere nella propria sede, e in tutti gli spazi ritenuti opportuni, la divulgazione del vegetarismo e cure naturali, naturismo, cosmesi biologica, attività artistiche ed artigianali di carattere rurale, nonché di pratiche per lo sviluppo spirituale;

 

istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni, feste spettacoli e giochi all’aperto, passeggiate ecologiche, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi, lavoro nei campi ed allevamento bestiame con sistemi biologici;
 

istituire e promuove in tutti gli spazi ritenuti opportuni, simposi naturisti, pratiche yoga, meditazioni collettive, seminari sulla natura e sull’uso armonico delle sue risorse, sessioni di canto rituale;

 

istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni, degustazioni di alimenti e bevande naturali, nonché patrocinare ed organizzare una serie di iniziative atte a promuovere la ricerca e lo sviluppo di cure per la mente e per il corpo escludendo l’uso di ogni sostanza tossica di natura chimica od inquinante;

 

lo scopo dell’associazione è anche quello di dimostrare e divulgare l’importanza di una esistenza armonica nella natura e di amore nel mondo.
 


Al fine di rendere l’associazione operativamente efficiente in tutti gli ambiti, e per ottemperare alle norme statutarie e di legge, i consiglieri presenti indicano alle cariche direttive i seguenti membri che accettano:
 

Presidente, Paolo D’Arpini
Vice-presidente e tesoriere, Caterina Regazzi
Segretario, Luisa Moglia.

Le cariche così assunte sono gratuite e volontarie e non comportano responsabilità ed oneri di sorta se non quelli relativi alle associazioni culturali non a fine di lucro (come per legge).

Le cariche assunte restano in vigore sino alla prossima riunione dei consiglieri (in regola con il tesseramento) che solitamente si tiene una volta all’anno in occasione della Festa dei Precursori.

Per accettazione e conferma di quanto qui affermato, sottoscrivono:
Paolo D’Arpini, Caterina Regazzi, Luisa Moglia

Treia 8 maggio 2011
 

 


Copia del presente documento (per conoscenza) è stata consegnata il giorno 9 maggio 2011 alla sede della locale Proloco e indirizzata al Sindaco a mezzo mail ed in scritto copia conforme viene depositata il giorno 10 maggio 2011 al Protocollo del Comune di Treia per l’ufficializzazione dell’atto.
 


Paolo D’Arpini
Presidente del Circolo vegetariano VV.TT.
Via Sacchette 15/a

Treia (Macerata)
0733 216 293
 


Il testo del presente documento viene inviato in forma di Comunicato Stampa e divulgato sul Giornaletto di Saul che funge da organo informativo del Circolo.
 


Per associarsi al Circolo Vegetariano VV.TT.:

 

Tessera annua – Euro 50,00 (cinquanta)

Inviare a mezzo conto corrente postale N° 84177153
intestato a Paolo D’Arpini, Via Mazzini 27, Treia (MC)
 

Coordinate Bancarie Nazionali:
CIN B – ABI 7601 – CAB 14500
Codice IBAN IT62 BO76 0114 5000 0008 4177 153

Inviate una mail di “Conferma adesione al Circolo” scegliendo l’apposita voce nel modulo della pagina Contatti nel sito del Circolo VV.TT. inserendo i vostri dati ed il vostro indirizzo e riceverete la tessera a mezzo posta.


 


Paolo D'Arpini

Referente Pubbliche Relazioni della Rete Bioregionale Italiana
circolo.vegetariano@libero.it

0733 216 293
retebioregionale.ilcannocchiale.it
www.circolovegetarianocalcata.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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