|
Portale
Redazione & informazione
|
|
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Tuscia Romana online |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Gli eventi del mese
Archivi
|
|
Stoccolma, Svezia, lunedì 25 aprile 2011 - Festa della Liberazione Se “democrazia” è impadronirsi delle Istituzioni democratiche per svuotarle di potere, funzione e significato... : il dilagare dei populismi in Europa
L'attuale è il secondo tentativo, a distanza di un secolo, di instaurare una "Dittatuta della Maggioranza" in Italia: la nostra Democrazia - per quel che valga, ma pur sempre Democrazia - è in pericolo! (Grafica della Redazione)
Polibio, storico greco del Mondo Mediterraneo Antico del I sec aC, con le sue Historiae è uno dei primi a presentare la storia come una sequenza di cause ed effetti, cogliendovi tutte le fondamentali espressioni del comportamento umano, sociale e politico, sia positive che negative.
È tra i primi a descrivere la "oclocrazia" - dal greco όχλος, òklos, moltitudine e κράτος, cràtos, potere - come la "inevitabile degenerazione della democrazia causata dai comportamenti demagogici e populisti dei politici, pur di ottenere consenso ad ogni costo".
Mentre la democrazia quindi è il governo "del popolo", la oclocrazia
quello "della plebaglia": una democrazia in putrefazione genera sistemi
oclocratici, da cui il disordine politico ed il conseguente ritorno alla monarchia
o, ancora peggio, l'instaurazione di una forma dittatoriale di governo...
In effetti già secoli prima di Polibio il termine "oclocrazia" è
usato da Aristotele per indicare il fenomeno
nelle polis cosiddette "democratiche" dell'Antica
Grecia, in cui votano
soltanto "gli aventi diritto", cioè solo i maschi e solo di alcune "classi sociali": in pratica circa il 20%
della popolazione, secondo la famosa regola dell'80-20 percento.
"Nel nome del popolo" si cerca oggi con
tutti i mezzi di togliere importanza politica al Popolo a favore
di una minoranza che si autoproclama (grazie ad una matematica
strumentalmente taroccata) "maggioritaria", nel disprezzo
della vera democrazia e nell'esaltazione di una aristocrazia oligarchica. Cosa è allora oggi "oclocrazia" e cosa può essere quindi definito "oclocratico": in altre parole, quali i comportamenti davvero "sovversivi" o "eversivi" dei "non aventi diritto" e quale, di conseguenza, il vero "governo della plebaglia"?
"Oclocratiche" sono le sistematiche, illecite e pur tollerate ingerenze di una Chiesa Cattolica e del suo Papa - o del Vaticano e del suo Monarca, qual dir si voglia - in quella che dovrebbe essere la democratica vita politica della Repubblica Italiana.
"Oclocratico" è il pretestuoso ed accettato
ricatto di una Lega Nord
di contare nella Politica Nazionale eccessivamente più di quanto
democraticamente in
realtà gli spetti.
"Oclocratica" è la vigente legge elettorale che "nomina" i nostri Parlamentari "dall'alto", schiavi del Potere lì piazzati dal Potere a difendere il Potere, e non li "elegge" invece - come democraticamente dovuto - dal basso, per volontà e libera scelta del Popolo, elevandoli alla dignità di rappresentarlo.
"Oclocratici" sono gli spudoratamente
plateali tentativi di spostare sentenze giudiziare,
in modo che non si fondino più sul democraticamente sacrosanto principio
di una "legge uguale per tutti", ma su
sentimenti di una ad hoc istigata e mediaticamente pompata "opinione pubblica".
"Oclocrazia" è la in assoluto più antidemocratica ed aggressiva plebeità di un elettorato decisamente e documentatamente minoritario, come quello "clerico-fascista", supportato da tutti gli innumerevoli eserciti di classici servi e sporchi mercenari, disposti per loro natura a permanentemente prostituirsi e quindi sempre pronti a farsi mobilitare dal padrone di turno - per trenta monete d'argento, ma anche molto meno.
La resistenza è prima di tutto uno stato mentale e la libertà la si conquista ogni giorno...
Buona Resistenza e Buona Liberazione quotidiane!
|
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||
|
|
|
Tuscia Romana online |
||||||||
|
|
|
|||||||||
|
|
Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
|
|||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||