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Se “democrazia” è impadronirsi delle Istituzioni democratiche per svuotarle di potere, funzione e significato... : il dilagare dei populismi in Europa

di Luciano Russo

 

 

L'attuale è il secondo tentativo, a distanza di un secolo, di instaurare una "Dittatuta della Maggioranza" in Italia:   la nostra Democrazia - per quel che valga, ma pur sempre Democrazia - è in pericolo!  (Grafica della Redazione)


 

Polibio, storico greco del Mondo Mediterraneo Antico del I sec aC, con le sue Historiae è uno dei primi a presentare la storia come una sequenza di cause ed effetti, cogliendovi tutte le fondamentali espressioni del comportamento umano, sociale e politico, sia positive che negative.

 

È tra i primi a descrivere la "oclocrazia" - dal greco όχλος, òklos, moltitudine e κράτος, cràtos, potere - come la "inevitabile degenerazione della democrazia causata dai comportamenti demagogici e populisti dei politici, pur di ottenere consenso ad ogni costo".

 

Mentre la democrazia quindi è il governo "del popolo", la oclocrazia quello "della plebaglia": una democrazia in putrefazione genera sistemi oclocratici, da cui il disordine politico ed il conseguente ritorno alla monarchia o, ancora peggio, l'instaurazione di una forma dittatoriale di governo...

In tempi a noi più vicini è il repubblicano americano Benjamin Franklin a descrivere come "solida etica non accompagnata da alcun moralismo porti alla repubblica, mentre, al contrario, mancanza d'etica con al tempo stesso eccessivo moralismo spinga la democrazia verso la dittatura".
 

 

In effetti già secoli prima di Polibio il termine "oclocrazia" è usato da Aristotele per indicare il fenomeno nelle polis cosiddette "democratiche" dell'Antica Grecia, in cui votano soltanto "gli aventi diritto", cioè solo i maschi e solo di alcune "classi sociali": in pratica circa il 20% della popolazione, secondo la famosa regola dell'80-20 percento.

Più che appartenenza economica - come l'odierno "ti arricchisci, mi arricchisci e ti do il voto" - nella Grecia Antica per far parte della minoranza che decide valgono considerazione civica, appartenenza tribale, storia personale e familiare, successo nelle pubbliche relazioni, bellezza fisica e abilità negli sport: si diventa cioè civis per il favore di un potente, per meriti estetici, per abilità amatorie o nel ballo, per appartenenza ad un clan, per acclamazione...

Nell'Antichità - al contrario di quanto si crede - la vera distinzione viene quindi fatta tra "oclocrazia" o pressione da parte di tutta l'opinione pubblica (anche dei "non aventi diritto al voto") e "democrazia" o decisioni prese in assemblea dai pochi "aventi formalmente diritto": è la partecipazione della popolazione che viene considerata "governo della plebaglia"!


Solo che - al contrario di quella greca antica - la moderna Democrazia si basa sul semplice ma rivoluzionario concetto del "suffragio universale": di conseguenza oggi il termine complementare ad "oclocrazia" non può essere più "democrazia" - δήμος, démos, popolo e κράτος, cràtos, o "governo dei cittadini" - ma "aristocrazia" - άριστος, àristos, migliore e κράτος, cràtos, potere - o "governo dell'elité", o ancora piuttosto la sua forma degenerativa di "oligarchia", όλίγοι, oligoi, pochi e άρχή, archè, potere o "governo dei pochi".

 

 

 

 

"Nel nome del popolo" si cerca oggi con tutti i mezzi di togliere importanza politica al Popolo a favore di una minoranza che si autoproclama (grazie ad una matematica strumentalmente taroccata) "maggioritaria", nel disprezzo della vera democrazia e nell'esaltazione di una aristocrazia oligarchica.

 

Cosa è allora oggi "oclocrazia" e cosa può essere quindi definito "oclocratico": in altre parole, quali i comportamenti davvero "sovversivi" o "eversivi" dei  "non aventi diritto" e quale, di conseguenza, il vero "governo della plebaglia"?

 

 

"Oclocratiche" sono le sistematiche, illecite e pur tollerate ingerenze di una Chiesa Cattolica e del suo Papa - o del Vaticano e del suo Monarca, qual dir si voglia - in quella che dovrebbe essere la democratica vita politica della Repubblica Italiana.

 

"Oclocratico" è il pretestuoso ed accettato ricatto di una Lega Nord di contare nella Politica Nazionale eccessivamente più di quanto democraticamente in realtà gli spetti.
 

 

"Oclocratica" è la vigente legge elettorale che "nomina" i nostri Parlamentari "dall'alto", schiavi del Potere lì piazzati dal Potere a difendere il Potere, e non li "elegge" invece - come democraticamente dovuto - dal basso, per volontà e libera scelta del Popolo, elevandoli alla dignità di rappresentarlo.

 

"Oclocratici" sono gli spudoratamente plateali tentativi di spostare sentenze giudiziare, in modo che non si fondino più sul democraticamente sacrosanto principio di una "legge uguale per tutti", ma su sentimenti di una ad hoc istigata e mediaticamente pompata "opinione pubblica".
 

 

"Oclocrazia" è la in assoluto più antidemocratica ed aggressiva plebeità di un elettorato decisamente e documentatamente minoritario, come quello "clerico-fascista", supportato da tutti gli innumerevoli eserciti di classici servi e sporchi mercenari, disposti per loro natura a permanentemente prostituirsi e quindi sempre pronti a farsi mobilitare dal padrone di turno - per trenta monete d'argento, ma anche molto meno.


"Poltrone" a parte, sull'indagato e pienamente accertato eppure ancora scandalosamente praticato ed ipocritamente tollerato mercato della vergogna democratica, un voto elettorale - la massima espressione della "libera volontà" del Cittadino - secondo la vigente politica da "una botta e vai" viene ormai svenduto a circa 50 euro: una politica puttana che più puttana non si può...
 

 

La resistenza

è prima di tutto uno stato mentale

e la libertà

  la si conquista ogni giorno...

 

 

Buona Resistenza e Buona Liberazione

quotidiane!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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