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Treia, Macerata, lunedì 18 aprile 2011

Habemus Papam a Chieuti, Foggia - Festa di San Giorgio con supplizio di buoi… Ovvero quando la religione è solo superstizione e crudeltà!

di Paolo D'Arpini

 

 

La libera monta... (Foto © Paolo D'Arpini)

 

 


Lettere inviate e ricevute
 

“La religione che va contro la vita non è religione.. è turpe crudeltà!”

Saul Arpino


Domenica 17 aprile 2011 sono andato al cinema.

Che notizia è questa?

Potreste chiedervi e giustamente...


Il fatto è che sono andato ad assistere ad un film molto particolare che pone seri dubbi, sia pur con allegra ironia, sulla possibilità che la Chiesa Cattolica possa continuare ad esistere come Istituzione religiosa e morale.
 


Sì la Chiesa ormai è completamente avulsa dal contesto della società moderna, vive in un suo mondo archetipale obsoleto e privo di ogni connessione con la vita…

 

Ed in questo film non si tratta di aspettare i Cosacchi che vengono ad abbeverare i loro cavalli a Piazza San Pietro.

 

No, lo sgretolamento della Chiesa avviene al suo interno per la presa di coscienza di un Papa, l’ultimo ipotetico Papa, che si rende conto della impossibilità di proseguire la sua missione apostolica in modo credibile e genuino.


Il neo eletto Papa, Michel Piccoli nel film di Nanni Moretti, sente il bisogno di riscoprire la vita reale, quella del popolo oltre le mura vaticane, interrogandosi sul valore residuo della sua stessa Religione.

 

Una Religione che non tiene alcun conto della morale, dell’etica, della solidarietà, della capacità di rapportarsi umanamente con i propri simili... una Religione che è rimasta simulacro... come direbbe Gesù: una Religione dei sepolcri imbiancati.

 

Una religione che vive di rendita IOR e che si accontenta del folklore e della credulità popolare per continuare a mantenere la sua struttura gerarchica.


Il film dovrebbe intitolarsi “Habemus Anti-Papam”, ma per evitare scontri diretti si chiama “Habemus Papam”, l’ultimo Papa, il più saggio di tutti i Papi...: un Papa-uomo!


Nell’attesa che l’evocazione Morettiana si avveri inserisco qui di seguito l’ennesimo esempio di come la Religione sia diventata insensibile alla vita.

 

Ancora una volta si tratta di persecuzione verso le creature più deboli ed indifese: gli animali.

Che vengono utilizzati per santificare la gloria del “Signore”, in scala di potere.

Siamo in Puglia.

Ogni anno tra il 20 e il 23 aprile a Chieuti, in Provincia di Foggia, si svolge la “Corsa dei buoi”, uno dei festeggiamenti in onore di San Giorgio.

 

Durante la corsa un carro molto pesante, carico di rami di lauro, viene trainato da quattro coppie di buoi.

Il percorso è lungo 5 km.

 

La folla corre insieme ai carri, incitando i propri campioni, mentre un gruppo di uomini a cavallo pungola i buoi con lunghi bastoni anche acuminati (i buoi non sono adatti alla corsa e questo provoca loro stress e sofferenza).

La corsa ha fine nel viale principale, dove i carri scorrono incolonnati.


Lo scopo della corsa è quello di attribuire ai vincitori un cappellino colorato che indosseranno il giorno seguente, quando porteranno in processione il simulacro del Santo.

 

Ai vincitori viene inoltre consegnato il "Tarallo", una treccia di caciocavallo di circa 80 chili con le gesta di San Giorgio che verrà portata in processione insieme al simulacro del Santo.


Questa corsa, che calpesta i diritti degli animali, è una vera e propria forma di maltrattamento in cui gli animali vengono pungolati fino a farli sanguinare.

 

La corsa vede coinvolto il Parroco locale.

È evidente, però, che la corsa dei buoi comporta un grande danno alla Regione Puglia, all’Italia e alla Chiesa.
 

 

Paolo D’Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.
 

 

 

Consiglio aggiunto
 

Roberto Tomasi, del Comitato Europeo Difesa Animali ONLUS, suggerisce di scrivere al Vescovo.
 


Messaggio da copiare aggiungendo in fondo il vostro nome, cognome e città:
 

Eccellentissimo Signor Vescovo,


ogni anno a Chieuti si tiene la corsa dei buoi in onore di San Giorgio Martire.

 

Tale corsa assume un particolare significato religioso, stante l’appoggio sempre assicurato dagli esponenti ecclesiastici del paese.
 

Nel sito www.corsabuoi.org si evince che i buoi vengono sottoposti a sevizie.
 

Mi auguro che voglia manifestare il Suo dissenso per questa manifestazione finita sotto processo: nessuna sevizia può essere accettata dall’etica cristiana!
 

Cordiali saluti,
[nome, cognome e città]
 


Da inviare

a:
info@diocesisansevero.it
ornet@ossrom.va

e per conoscenza a:
benedettoXVI@vatican.va
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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