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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Bracciano, Roma, martedì 5 aprile 2011 Bracciano - Cultura giovani: premiati i ragazzi del concorso “I giovani e il territorio” Fonte: Ufficio Stampa Comune di Bracciano
Dalla Locandina del Concorso. (Foto © Comune di Bracciano)
Assegnati 350 euro per il miglior saggio breve di
Giuseppe Carradori e la migliore fotografia di Andrea Urbano.
Questo l'obiettivo della Terza Edizione del Concorso “I giovani e il territorio”, promosso dalla Consulta Comunale Giovanile, dall’Associazione “La compagnia del Castello” e dal Comune di Bracciano, di cui sabato si sono svolte le premiazioni.
Un'iniziativa che vuole sia avvicinare i ragazzi alla Consulta e alle Istituzioni Comunali sia dare la possibilità ai giovani di descrivere e rappresentare la loro personale visione del Territorio nel quale vivono.
Due le Sezioni in gara - una Letteraria e l’altra Fotografica - di cui sono stati premiati i primi classificati, con una targa e un premio in denaro di 350 euro, e i secondi con un riconoscimento e un contributo di 100 euro.
Previsti anche due premi
speciali del valore di 100 euro (uno per ciascuna Sezione) e Attestati
di Partecipazione per tutti i ragazzi che hanno inviato i loro lavori.
Ad aggiudicarsi il riconoscimento per Il Miglior Saggio Breve è stato Giuseppe Carradori, con il racconto “Ma il treno dei desideri, nei miei pensieri all’incontrario va”: un lavoro che, tra ironia ed esperienze personali dell’autore, ha saputo descrivere in modo leggero e coinvolgente l’esperienza del pendolarismo.
Al secondo posto Marianna Ponteggi, con “Pendolare, Ulisse moderno” e al terzo Esther Bondì con “Dalla finestra”.
Premio speciale al lavoro di
Luigi Cecchi, “Studenti”, per l’originalità del soggetto e per la
struttura romanzesca a metà tra fiction e thriller.
Il secondo posto, invece, lo ha conquistato Luigi Cecchi che ha presentato un lavoro fotografico in linea con quello letterario (era ammessa la partecipazione a entrambe le sezioni) intitolato anch’esso “Studenti”; e terzo posto ex aequo per Esther Bondì con “Ritorno” e Paola Perfetti con “Come leoni e gazzelle”.
Premio speciale ad Antonio
Faricelli, dell’Associazione “Gioventù del Lago”, per il lavoro “Ma il
futuro ci passa da qui?”, un affresco corale di giovani in attesa in una
stazione ormai in disuso, apprezzato per essersi discostato dagli altri
lavori per la tecnica utilizzata.
“Quest’anno sono stati ben 22 i partecipanti, più del doppio dell’edizione 2010, e sono stati presentati 28 lavori, tutti di ottima qualità. Anche l’età media si è ulteriormente abbassata, 23 anni, indice di un forte coinvolgimento delle fasce più giovani dei ragazzi di Bracciano.
Questi dati ci confortano perché significa che il seme che abbiamo gettato tre anni fa sta dando i suoi frutti.
L’Amministrazione, infatti, intende essere un punto d’ascolto per le esigenze dei ragazzi e, sulla base di queste, proporre proposte concrete che diano loro l’opportunità di esprimersi.
Infine sono molto
soddisfatto - ha concluso Borzetti - per la proficua sinergia con
le Associazioni del Territorio, come la 'Compagnia del Castello', che
consentono di realizzare progetti sempre più vicini alle istanze dei
ragazzi ”.
E fa ancora più piacere che i ragazzi abbiano sfruttato le possibilità offerte dal Bilancio Partecipativo per presentare proprie proposte che poi, come nel caso del notiziario “Oltre l’ordinario” e del “Festival dei ragazzi”, sono o saranno realizzate.
Fin dall’inizio abbiamo
creduto molto nel dialogo e nella partecipazione della Cittadinanza e
speriamo che, iniziative come questa, accrescano nei più giovani la
voglia di partecipare più attivamente alla vita pubblica del nostro
Comune”.
Comune di Bracciano - Ufficio Stampa Piazza IV Novembre 6 00062 Bracciano (RM)
06 9981 6240 e
338-303 79 09 ufficiostampa@comune.bracciano.rm.it
Clicca sull'icona sopra o sul titolo di seguito per scaricare e/o stampare la Raccolta dei racconti dei ragazzi
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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