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Spalato, Croazia, venerdì 1 aprile 2011

Pesce d'Aprile, Poisson d'Avril, April Fool's Day, Aprilscherz - In Italia ormai permanente: ogni giorno, giorno dopo giorno, 365 giorni all'anno...

di Luciano Russo

 

 

"Aprile è nato nel cespuglio, Questa mattina le prime rose Hanno creato questo pesce, Portatore di mille amabili cose". (Foto di archivio)

 

 

 

Se lo Stato

 

 ancora c'è,

 

batta un colpo!

 

(subito

 

e che sia forte)

 

 

 

Altrimenti,

 

per “tornare”

 

alla democrazia,

 

è forse arrivato

 

il momento di

 

“uscirne”

 

ad ogni costo

 

 

 

Ormai

 

ne è soltanto

 

una parodia

 

 

 


Fino ad oggi la tradizione del "Pesce d'Aprile", insieme a noi celebrata da molti altri Paesi nel mondo, consisteva in scherzi da mettere in atto il 1º aprile.

 

Tali scherzi, si solito semplici ma a volte anche molto sofisticati, volevano  imbarazzare le vittime e far così divertire tanto gli autori quanto gli spettatori.


Le origini del Pesce d'Aprile sarebbero da collegarsi alle in tutte le culture diffusissime celebrazioni dell'Equinozio di Primavera, il 21 marzo.

 

Questo giorno era infatti da data antichissima considerato l'inizio dell'anno o "Capo d'Anno" - in culture anche molto distanti tra loro, come Roma e l'India - e veniva da noi ancora celebrato dal 25 marzo al 1º aprile, fino alla riforma della Chiesa Cattolica che nel 1582 adottò il Calendario cosiddetto "Gregoriano", spostando Capodanno indietro al 1º gennaio (il precedente Calendario "Giuliano" è tra l'altro ancora in vigore nelle culture influenzate dalle Chiese Orientali e Ortodosse).

 

Alcuni storici vorrebbero collegare le origini dell'odierno scherzo d'aprile al mito di Proserpina, anche se più verosimilmente potrebbero piuttosto essere ritrovati nella festa pagana di Venere Verticordia (i Romani celebravano infatti i cosiddetti Veneralia in onore sia di Venere "Verticordia", cioè "che apre i cuori", che del suo amante "Fortuna Virile") sopravvissuta - come tante altre del resto - fino a noi, nonostante secoli di appropriamenti indebiti e mascheramenti di Cristianesimo.

 

Di certo la tradizione di scambiarsi il 1º di aprile dei regali "fasulli" nasce in tempi moderni in Francia e l'usanza verrà a chiamarsi "Poisson d'Avril", cioè "Pesce d'Aprile".
 

 

 

"La nascita di Venere", William-Adolphe Bouguereau, 1879 - Dettaglio. (Foto di archivio)

 

 

Il cosiddetto "Piano di Rinascita Democratica" della Loggia Massonica P2, ovvero "Propaganda Due", viene trovato nel 1982 nascosto nel doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia del Gran Maestro Licio Gelli, e sequestrato insieme ad un memorandum sulla situazione politica in Italia.

Successivamente il Piano viene pubblicato negli "Atti della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 - IX Legislatura, Allegati alla relazione serie II: documentazione raccolta dalla Commissione Volume terzo Documenti citati nelle relazioni Tomo VII-bis, Doc. XXIII n. 2-quater/3/VII-bis, pp. 611-625".
 


Il “Piano di Rinascita Democratica” si presenta con evidenza quale parte essenziale del Programma della P2 e descrive in dettaglio una strategia di completa penetrazione degli apparati democratici italiani, allo scopo di assimilarli in un nuovo sistema di “autoritarismo legale” sviluppato partendo dal sistematico e progressivo controllo dell’informazione, sia di Stato che di massa.
 
Questo piano di “golpe soft” prevede azioni di Governo, comportamento politico ed economico, riforme legislative fino alla modifica della stessa Costituzione della Repubblica Italiana, al fine di 

“…rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori…”.


Lasciato smorzare lo scandalo della scoperta della P2 senza di fatto altro che plateali giochi di corte, atto di estrema piattitudine politica, etica e morale da parte delle classi dirigenti italiane in ogni ambito della società ed in modo particolare dei Governi a succedersi, il Piano di Rinascita Democratica non solo “sopravvive”, ma inizia a trovare puntuale, palese attuazione nel corso degli anni nell’evoluzione o “involuzione”, che dir si voglia, della vita politica del Paese: a livello istituzionale, economico, imprenditoriale e - soprattutto e senza possibilità di paragoni con alcun altro Paese “democratico” al mondo - mediatico.
 


Con due blocchi, due “partiti” - bipolarismo ovvero “bipartitismo” - si “semplifica” la scena politica al fine di un migliore “controllo”: Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Liberali di Sinistra e Democratici Cristiani progressisti accorpati da una parte e dall’altra Democratici Cristiani conservatori, Liberali e Democratici della Destra Nazionale…

La proiezione futura - trent'anni dopo oggi attuale - ci porta rispettivamente al Partito Democratico da una parte e dall’altra il Popolo delle Libertà, il cui leader Silvio Berlusconi risulta documentatamente iscritto alla P2, con il numero 625, e Piduisti in entrambe le formazioni: interessante notare come l’avvio del “cambiamento” o “rinnovamento”, o come lo si voglia chiamare, sia addirittura stato dato dai cosiddetti “oppositori” di Berlusconi.

 


Inoltre "libera" informazione pressoché azzerata e scalata ai mass media con l'“acquisizione” - e, quindi, "controllo" - dei maggiori quotidiani, “liberalizzazione” - e, quindi, "controllo" - delle emittenti televisive, con quelle private che dilagano nel Paese passando da regionali a nazionali e quelle pubbliche sistematicamente smembrate e ricomposte a proprio tornaconto: di conseguenza la formazione di una qualsivoglia "opinione pubblica" che viaggia da ora in poi (e chissà per quanto!) su monorotaia.
 

 

 

Tutto

 

un gioco?


Tutto

 

uno scherzo?

 

 

Se non

 

“Pesce d'Aprile

 

  permanente”,

 

come

 

 chiamarlo

 

allora:

 

Grande Inculata

 

 finale”?

 

 

 

In tal caso

 

continuiamo pure

 

ad aspettare

 

 fiduciosamente...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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