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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Spalato, Croazia, giovedì 31 marzo 2011
S P E C I A L E “ P O P U L I S M O X E N O F O B O ”
Quando un Presidente del Consiglio, dei Ministri, dei Senatori e dei Deputati della Repubblica Italiana usano impropriamente la parola “clandestini”...
Chi sono i veri "clandestini"? (Grafica della Redazione)
“Clandestino”
[clan-de-stì-no]
Dal Francese "clandestin", a sua volta dal
Latino "clandestinum", da "clam-des-tínum", da "clam"
(càlam o càlim, "di nascosto", dalla radice "kal",
come in "cel-are", cioè "nascondere" ed "oc-cul-tare", cioè "sottrarre con un velo agli occhi altrui"), cui segue "dies",
cioè giorno, e quindi "che si nasconde al giorno", "che odia la luce".
"Clandestino" significa dunque "nascosto", "segreto", "occulto", da cui anche "clandestinamente" e "clandestinità".
"Clandestino" è però venuto a significare sempre più "illegale", qualcosa fatto di nascosto, che ha carattere di segretezza contravvenendo alle leggi, difforme dalle norme sociali e quindi perseguibile giudizialmente o condannabile moralmente.
La clandestinità ha in passato
significato attività, stampa o commercio illegali, ma anche
militanza in un'organizzazione politica clandestina per una lotta
condotta mantenendo segreta l'identità delle persone e la loro
organizzazione logistica, in particolare la lotta partigiana
antifascista.
Incontri galanti proibiti erano tenuti "clandestini",
una relazione extra-coniugale era considerata "clandestina", un
matrimonio fatto in segreto era chiamato "clandestino".
Oggi di "clandestino" è rimasto il "povero
cristo" che rischia la propria vita su un barcone dalla Tunisia o dalla
Libia: l'unico atto che palesemente in Italia sia ancora considerato "esacrabile",
"moralmente condannabile" e "giudizialmente perseguibile".
L'Italia è diventato un Paese così abituato a respingere,
che ha paura di accogliere - Amnesty International Italia
"Clandestino" è una parola ormai regolarmente
ab-usata da gran parte dei media e dei politici italiani. Ha un'accezione fortemente negativa: evoca la segretezza di vita e di azione condotte nell'ombra, qualcosa di sospetto, addirittura di criminale o comunque di legato alla criminalità.
E viene disinvoltamente utilizzato per indicare "stranieri" per varie ragioni "non in regola" - del tutto o in parte - con le norme nazionali sui permessi di soggiorno.
Ma sono "persone migranti", esseri umani che in situazioni di estremo bisogno o pericolo cercano nuove, migliori e più sicure condizioni di vita per se e per le proprie famiglie, alla ricerca di quella legittima "felicità" proclamata e garantita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dal 1948:
"... il riconoscimento della dignità
specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della
società umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo."
Sono persone ed esseri umani che ogni
giorno da anni riempiono di storie, di volti, di occhi, di lacrime e di
tragedie le nostre televisioni ed i nostri giornali, che non cercano di
nascondersi se non costretti, che vivono alla luce del sole, che
lavorano, che provano - nonostante tutto e tutti - a condurre esistenze
"normali".
"Clandestini" perché magari nei Paesi di
origine hanno scelto di evitare inadeguate ed ostacolanti procedure
previste per ottenere il visto d'ingresso in Italia.
L'Italia è diventato un Paese così abituato a respingere,
che ha paura di accogliere - Amnesty International Italia
Chiamiamoli - a seconda dei casi - con la
giusta espressione: "irregolari", "rifugiati", "richiedenti asilo"... Perché sono prima di tutto "persone", esseri umani che - in quanto tali - già intrinsecamente godono dei medesimi diritti fondamentali di ciascuno di noi: da rispettarne sopra tutto e al di là di tutto la sacra ed inviolabile dignità umana.
Chiamiamoli "migranti economici".
Chiamiamoli "profughi".
"Clandestini" NO!
L'Italia è diventato un Paese così abituato a respingere,
che ha paura di accogliere - Amnesty International Italia
La "clandestinità", reato o non reato? Cosa si intende per "clandestino"?
Si parla e sparla di "clandestini", di "reato di clandestinità", di "aggravante di clandestinità"...
Che un Cittadino possa non avere le idee chiare è relativamente
ammissibile.
Per capire il vero significato del
termine "clandestino" nella Lingua Italiana, basterebbe leggere le leggi
vigenti, ad esempio l'Articolo 1168 del nostro Codice Civile, sulla
cosiddetta "Azione di reintegrazione" (o di spoglio), che recita: Per ottenere ciò, il possessore spogliato deve dare la prova che egli era possessore prima dello spoglio, cioè che esercitava i poteri di fatto sulla cosa; che lo spoglio è stato compiuto dalla persona contro la quale l’azione è diretta e che è stato fatto violentemente od occultamente. Lo spoglio è violento se è fatto contro la volontà del possessore, anche se non si ricorre alla violenza ed è considerato occulto o clandestino se il possessore non è a conoscenza dello spoglio. La reintegrazione deve essere richiesta entro un anno dallo spoglio.
La possibilità di reintegrazione è
concessa anche al detentore nell’interesse proprio, cioè a chi detiene
avendo quale titolo della sua detenzione un diritto personale di
godimento."
L'Italia è diventato un Paese così abituato a respingere,
che ha paura di accogliere - Amnesty International Italia
La Palude Padana Il vero dramma e la catastrofe è che questi stessi Politicanti, che parlano e sparlano troppo, sono poi chiamati a legiferare in materia di "clandestinità"...
Un partito razzista e xenofobo che si dedica apertamente ad una continua ed aggressiva istigazione all’odio razziale.
Il "Borghezio", ad esempio, prima di fare in tempo a mordersi la lingua ha apertamente dichiarato:
"Il Federalismo è solo una copertura:
noi siamo sempre i Fascisti di un tempo!" Ed ancora: "Gli immigrati che annegano inquinano le acque di Lampedusa!"
L'Italia è diventato un Paese così abituato a respingere,
che ha paura di accogliere - Amnesty International Italia
Usciamo, e presto, fuori da questa melma! Iniziamo con una profonda azione "ecologica" sul linguaggio.
Perché la lingua deve essere la nostra "Linea del
Piave". Non lasciamo che si impossessino della Lingua Nazionale e la corrompano.
Non lasciamoli ancora una volta distruggere
impunemente un bene comune.
Da ultimo...
Lo “tsunami umano” (!?) - se mai - è tra Libia e Tunisia,
non a Lampedusa: 130.000 (dato Maroni) contro 6.000
PS
A proposito di Lingua Italiana...
E non ne manchiamo neppure
di sinonimi...
Perché anche questo fa parte di una "Azione di Recupero Culturale".
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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