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Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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In Acque Profonde di Alto Mare, mercoledì 23 marzo 2011

Senza governo!

di Luciano Russo

 

 

"Archeologia Politica": c'era una volta il Governo... (Foto di archivio)

 

 

 

Se lo Stato

 

fosse una nave...

 

 

Senza più

 

rotta,



senza più

 

governo!

 

 

 

“Governo”,

dal latino gubernare, cioè “reggere il timone”,

a sua volta dal greco κυβερνάν (kybernán).

 Il “Governo” dello Stato,

insieme al Territorio e al Popolo,

è de jure e de facto

uno dei suoi elementi costitutivi:
senza “Governo”

non c'è Stato!


Lo esercitano

i soggetti posti formalmente al suo vertice,

insieme a tutti quelli che

- direttamente o anch'essi per delega -

nello Stato detengano

Potere Politico.

 

Perché al “Governo” dello Stato

sono chiamati a partecipare,

- in indipendenza o reciproca dipendenza -

Forze Politiche e Sociali,

come Partiti e Sindacati,
ma, primi fra tutti, i Cittadini.

 

Lo Stato perde “Governo”

quando uno o più di questi soggetti

costituzionalmente riconosciuti e garantiti,

rinunci o sia impedito a contribuire

attivamente ed efficacemente

a definirne l'indirizzo politico.

 

La Costituzione della Repubblica Italiana

si fonda sul massimo principio

“la Sovranità appartiene al Popolo”:
pur cioè delegandolo pro tempore,

il Popolo è e rimane sempre l'unico, legittimo

detentore del Potere Politico!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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