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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Web, martedì 15 marzo 2011 Avaaz - Fermiamo adesso lo “stupro correttivo” in Sud Africa! Fonte: avaaz.org "Il Mondo in Azione"
In Sud Africa si stuprano in massa le lesbiche: l'orrenda pratica, che vorrebbe "guarirle dalla loro omosessualità", sta diventando un'emergenza umanitaria - la denuncia arriva dall’organizzazione Avaaz che ha lanciato una campagna per fermare questo atroce crimine.
Sopra la ragazza omosessuale Millicent Gaika, una delle più recenti vittime degli attacchi. (Foto © Sizwee Luleki)
Lo "stupro correttivo", l'orrenda pratica di stupro delle lesbiche nel tentativo di curare la loro omosessualità, sta diventando una vera e propria emergenza in Sud Africa.
Gli attivisti sul campo stanno rischiando la loro vita per fermare questo crimine brutale.
Un grido pubblico potrebbe costringere il Governo Sud Africano a sostenere l'azione degli attivisti: firma la petizione e inoltrala ai tuoi amici!
Chiediamo a Zuma e al Ministro della Giustizia di condannare pubblicamente lo "stupro correttivo", penalizzare i crimini d'odio e garantirne l'esecuzione immediata, l'educazione pubblica e la protezione delle vittime.
Firma la petizione ora e condividila con tutti - la consegneremo al
Governo del Sud Africa!
È stato il primo Paese ad aver dichiarato
fuorilegge nella sua Costituzione la discriminazione su base sessuale.
Firma la petizione ora e condividila con tutti - la consegneremo al
Governo del Sud Africa!
Una ragazza che nasce in Sud Africa oggi ha più possibilità di essere stuprata che d'imparare a leggere.
È stupefacente: un quarto delle ragazze in Sud Africa è stuprato ancor prima di compiere 16 anni.
Molti fattori possono spiegare questo
abominio: il maschilismo (il 62% dei maschi sopra gli 11 anni ritiene
che costringere qualcuno a fare sesso non sia un atto di violenza), la
povertà, abitazioni stipate, uomini disoccupati e privati del diritto di
voto, l'accettazione da parte della comunità; inoltre, per i pochi casi
che vengono denunciati con coraggio alle forze dell'ordine, una riposta
penosa della Polizia e sentenze lascive.
Firma la petizione ora e condividila con tutti - la consegneremo al
Governo del Sud Africa!
Per mettere fine a questa ondata di stupri occorreranno azioni decise e concertate per un processo di cambiamento d'avanguardia in Sud Africa e in tutto il Continente Africano.
ll Presidente Zuma è un tradizionalista Zulu, e lui stesso è stato processato per stupro.
Ma lo scorso anno ha condannato l'arresto
di una coppia gay in Malawi e dopo una pressione a livello
nazionale e internazionale enorme, il Sud Africa ha finalmente approvato
la risoluzione ONU contro l'omicidio extra-giudiziale delle persone in
base al loro orientamento sessuale.
Firma ora e passaparola!
Ma quando i Cittadini si uniscono sotto un'unica voce, possono vincere nel cambiare pratiche e norme profondamente radicate e sbagliate.
Lo scorso anno in Uganda siamo riusciti a costruire un'ondata enorme di pressione pubblica, tanto che il Governo è stato costretto ad accantonare una legge che avrebbe condannato a morte i gay ugandesi.
Ed è stata la pressione globale in favore di alcuni attivisti audaci che ha costretto i leader del Sud Africa a rispondere alla crisi dell'AIDS che stava divorando il Paese.
Uniamoci e mettiamoci dalla parte di un
mondo dove ogni essere umano può vivere senza la paura di abusi.
Firma ora e passaparola!
(In Inglese)
South African Broadcasting
Corporation
(In Inglese)
The Sowetan
(In Inglese)
La Repubblica "Esplorando i reati omofobici in Gauteng, Sud Africa: questioni, impatto e risposte"
(In Inglese)
Corriere della Sera
Consiglio di Ricerca Medica
(In Inglese)
Consiglio di Ricerca Medica
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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