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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Treia, Macerata, venerdì 11 marzo 2011 Il 2012 in fondo non è poi così lontano: così... finalmente ci toglieremo la curiosità! - Previsoni ed immaginazioni
Il 21 dicembre 2010 sarà la fine dell'Età Maya e l'inizio dell'Apocalisse: il calendario Maya prevede per quella data un "apocalisse" che in greco significa letteralmente " sollevamento del velo " o " rivelazione ", una rivelazione di qualcosa nascosto al genere umano in un'epoca dominata dalla menzogna e sbagliata - il velo da sollevare!
Sia il popolo uto-azteco degli Hopi che i Maya annunciano che ci stiamo avvicinando alla fine di una età del mondo così come da noi conosciuto: in entrambi i casi, tuttavia, né gli Hopi né i Maya profetizzare che tutto sarà finito, ma riconoscono piuttosto nell'evento un importante momento di transizione, l'età del passaggio da un mondo all'altro, ci esortano a fare la nostra scelta sul come entrare nel futuro davanti a noi.
Le nostra scelta di "resistenza" o, al contrario, di "accettazione" stabilirà se questo passaggio epocale avverrà attraverso cambiamenti catastrofici o gradualmente in pace e tranquillità: la mitologia Maya nel preannunciare questa trasformazione parla chiaramente del "Risveglio del Divino Femminile" nelle cui mani sarà consegnato il potere di gestire il mondo - forza Donne, "se non ora quando?". (Foto di archivio)
Coraggio ragazzi!
In attesa della “fine del mondo” prevista dai Maya, si torna a parlare
delle previsioni catastrofiche di Raffaele Bendandi e Giordano Bruno:
pesso succede che tutti gli appigli giustificativi sono buoni per
avvalorare una profezia…
Sì perché ormai di “gioco” si tratta.
La fine del mondo è una specie di virtual game come quelli che appaiono su internet, in cui ognuno - a modo suo - può immaginare e creare gli eventi che più gli aggradano.
Ma non sarà questa “moda” un “modo” per
attuare la realtà incombente?
Oppure… è una sensazione che ha a che
fare conl’inconscio, con il pescare nella “akasha”, o mente
collettiva, e così le cose immaginate accadono…?!
La sua teoria ha origine in una passeggiata lungo il bagnasciuga, mentre prestava servizio di guardia durante la Prima Guerra Mondiale: lui nel 1919 intuisce che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazione della Luna.
La sua teoria per la previsione dei
terremoti (mai riconosciuta dalla comunità scientifica ufficiale) era
infatti basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti insieme al Sole
sono la causa dei movimenti della crosta terrestre: effettivamente la
crosta terrestre si rigonfia, si deforma e pulsa con tempi e ritmi
dipendenti dalla posizione dei corpi celesti.
Queste fortissime attrazioni sarebbero in
grado di spostare le masse semiliquide ubicate nelle profondità
terrestri: infatti molti eventi sismici furono in effetti previsti dal
Bendandi, con precisione impressionante per quanto riguardava la data (quasi
sempre indovinava il giorno esatto). Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto un terremoto devastante per la Città di Roma e aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, e un altro di dimensioni ancora più apocalittiche per 5-6 aprile 2012, quando parecchi terremoti colpiranno a macchia di leopardo tutta la Terra.
In questa ultima predizione, tra l’altro,
alcuni vedono anche le “catastrofiche” profezie Maya, salvo che
non si tratti dell’attesissima
discesa ufficiale degli alieni sulla faccia del pianeta…
Il fatto che Raffaele Bendandi
prediligesse il metodo analogico e lo studio del movimento dei pianeti
nell’ottica copernicana (ovvero la stessa che era in auge molto prima
che sopraggiungesse l’ordinamento tolemaico accettato dalla Chiesa
Cattolica), in cui si considera la Terra un semplice pianeta che gira
attorno al Sole (e soggetto alle leggi di un sistema molto più ampio di
Universi Multipli come pensava Giordano Bruno), mi fa sospettare, in
quanto fautore della teoria karmica, che il faentino avesse assistito
allo sprofondamento atlandideo in prima persona, in un altro corpo…
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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