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Treia, Macerata, lunedì 7 marzo 2011

Scuola pubblica, morale privata... e cultura allo sbando!

di Paolo D’Arpini

 

Da comitatoscuolapubblica.wordpress.com "La scuola è nostra! Miglioriamola insieme - Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia: "Suole statali in crisi. Soldi alle scuole private. E le chiamano 'paritarie'…”

 

 

Alcuni giorni fa ho letto diverse notizie contrastanti e penose, alcune le ho apprese dai giornali, altre le ho scoperte su siti web d'informazione ed altre ancora le ho ricevute per posta elettronica.
 


Ad esempio l'Insegnante di Scuola Pubblica Antonella Pedicelli, a commento delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulla qualità della scuola pubblica in Italia, mi scrive:
 

“Silenzio e umiliazione, così voglio intitolare il mio breve messaggio di stamane Paolo...: sono delusa, profondamente delusa dall'ennesimo intervento del Presidente del Consiglio in una sede pubblica.

Un attacco feroce il suo, contro il lavoro di una categoria (quella degli Insegnanti) che non merita parole così incisivamente umilianti!

 

 

La Scuola 'Pubblica', per fortuna, con tutti i suoi pro e contro, rimane una 'bella cosa', una valida opportunità per 'tutti'!

 

Chi sono quei tutti?


Per chi è 'fuori' al contesto scuola quotidiano quel 'tutti', forse ha un valore relativo, ma ti assicuro che 'esso' ha un valore ben più ampio...

 

 

Mi viene in mente ora la mia esperienza, come Docente di Scuola Primaria, al Trullo (un Quartiere di Roma piuttosto 'difficile' e 'crudo'), un anno per me intenso e piuttosto pesante.

 

Lì al Trullo la 'Scuola Pubblica' dove insegnavo era una specie di 'isola felice' per tutti quei bambini che, spesso, avevano un reale bisogno d'aiuto...

 

Non mi dilungo in questo racconto, perché credo sia arrivato il momento di 'toccare con mano' certe situazioni e, per chi ne ha voglia e volontà, 'andare', cercare, vivere le storie che vengono raccontate sui giornali!

 

In quella scuola la mattina, noi insegnanti, spesso, 'facevamo lo shampo' ai bambini Rom che frequentavano le nostre lezioni...
 


Quel 'tutti' di cui parlavo all'inizio rimane un valore, un grande e unico valore su cui non si 'deve' assolutamente infierire, al quale si 'deve' rispetto e onore...

 

E soprattutto RISPETTO si deve ad un lavoro 'pubblico' che io spero, un giorno, possa raccogliere una comprensione forte e vera da parte di tutti!”
 


Le dichiarazioni fuori di testa, ma fatte in un contesto istituzionale dal Cavalier Silvio Berlusconi, dimostrano ancora una volta come sia necessaria una regolamentazione ed un esame sulle reali capacità mentali ed emozionali di quelle persone che intendono rivestire Cariche Pubbliche.

 

Che elementi come il Berlusconi, di capacità intellettuali e morali minime, possano rivestire Cariche Istituzionali di massima responsabilità è veramente uno schiaffo all'intelligenza umana.

Il fatto che nello stesso giorno in cui il "Presidente" ha dileggiato gli Insegnanti e la Scuola Pubblica abbia anche scherzato sul suo bunga bunga, la dice lunga sulla sua totale mancanza di 'modestia'.

 

 

Che poi tale elemento subumano si sia aggiudicato pure le benedizioni vaticane ci fa capire come la corruttela e l'interesse privato abbiano superato ogni decenza.

 

D'altronde le Gerarchie Vaticane gestiscono Scuole Private e le dichiarazioni del Berlusconi vanno a tutto loro vantaggio.
 


Ma vorrei chiedere al Signor Berlusconi:

 

"Chi ha reso la Scuola Pubblica inefficiente e carente se non lo stesso Governo da lui presieduto e che sta portando l'Italia allo sfacelo?"

 

D'altronde cosa ci si poteva aspettare da un "televisionaro" che anni fa, dichiarò pubblicamente che lui proibiva ai suoi figli di assistere ai programmi televisivi perché non voleva che diventassero scemi...

 

Quando era ed è lui stesso che dirige e indirizza la cultura televisiva in Italia!?
 


Sursum corda... e salviamo il salvabile!
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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