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Santa Severa, Santa Marinella, Roma, giovedì 3 marzo 2011

Santa Severa - Il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite abbraccia la cultura!

di Flavio Enei

 

 

Vogliamo:


- chiedere una politica condivisa dei Beni Culturali che ne affermi la priorità nello sviluppo economico e culturale del

Paese;

 

- garantire una gestione trasparente e partecipata dei Beni Culturali;


- affermare il valore della tutela dei Beni Culturali basata sulla conservazione preventiva e contrastare la prassi

dell’emergenza;


- dare dignità al lavoro di tutti gli operatori del settore attraverso il riconoscimento legislativo, contrattuale e

professionale;


- dare trasparenza alle procedure di spesa nei Beni Culturali a partire dagli appalti di lavori servizi e forniture,

escludendo le gare al massimo ribasso ed esercitando un forte controllo sulla sicurezza degli operatori;


- garantire la qualificazione delle imprese che intervengono sul patrimonio culturale, fondata anche su adeguati

requisiti di natura professionale;


- rilanciare il ruolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 


"La vera terra dei barbari non è quella

che non ha mai conosciuto l’arte,

ma quella che, disseminata di capolavori,

non sa né apprezzarli né conservarli."


Marcel Proust
 


I Beni Culturali del nostro Paese sono un giacimento enorme di opportunità di crescita economica, sociale e culturale.

 

Questo straordinario patrimonio ereditato dalla storia e di cui noi siamo custodi, appartiene all’intera umanità e questo carica il Paese della grande responsabilità di tramandarlo alle future generazioni. Sulla valorizzazione di questa immensa ricchezza l’Italia può costruire una strategia di sviluppo sostenibile per l’oggi e per il futuro.

 

 

Non sentire questa responsabilità e non cogliere questa opportunità non trova giustificazione alcuna!

 

Per questo è necessario che chi vi opera per conservarlo, valorizzarlo, promuoverlo, gestirlo ha bisogno di un convinto sostegno, di adeguati investimenti, di riconoscimento professionale.
 


Questa stato di incuria è sintomo di un impoverimento culturale della società che non annuncia nulla di buono per il Paese e deve preoccupare non solo gli operatori del settore ma tutti i Cittadini, le Istituzioni educative e formative, il mondo del volontariato che opera nel campo ambientale e sociale.

 

Non investire nei beni culturali e nella cultura più in generale, non garantire regolari e necessarie risorse, significa, di fatto, rinunciare a costruire reti di intelligenza diffusa, saperi e competenze, oltre che ostacolare la crescita culturale delle Comunità.
 


Nasce per questo motivo la coalizione “Abbracciamo la Cultura” - cui anche
la nostra ONLUS G.A.T.C aderisce - con cui si vuole dare vita a un impegno diffuso per una forte assunzione di responsabilità da parte della Collettività affinché venga definito un quadro trasparente di regole e di risorse certe, di lungo respiro che dia priorità alla cura del patrimonio culturale italiano e non a pochi eventi spettacolari e interventi emergenziali.
 


Per questo nei prossimi giorni vi saranno numerose iniziative in molte città
d'Italia tra cui Roma, dove sabato 5 marzo verrà "abbracciato" il Colosseo.

Potete trovare informazioni sul progetto, sulle manifestazioni, adesioni e
l'appello da firmare sul sito www.abbracciamolacultura.it.


Flavio Enei
Presidente del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite ONLUS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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