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Treia, Macerata, mercoledì 2 marzo 2011

Proposizione bioregionale per la società in cui viviamo

di Paolo D’Arpini

 

 

Il mondo in una goccia. (Foto di archivio)



La vera attuazione dell'ecologia profonda si realizza qui: in mezzo a noi, in questa stessa società!

L'ecologia del profondo non ipotizza il ritorno al primitivismo, bensì individua nelle attuali condizioni della società avanzata l'occasione di un riequilibrio.

La continuità della nostra società, in quanto specie, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l'intero Pianeta l'esperienza vita.

 

Questa visione è l'ecologia del profondo, la scienza dell'inscindibilità della vita.

Ne consegue che l'economia umana può e deve tener conto dell'ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del Pianeta.

 

 

La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: "È ciò ecologicamente compatibile?"

 

I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica.

 

Verrà avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l'economia.

 

Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell'attuale stato di enpasse impartendo grande input allo sviluppo economico e sociale.

 

 

Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita "globale" del Pianeta.

Dopo oltre mezzo secolo di incertezze possiamo dichiarare concluso quell'intermezzo temporale chiamato "dopo-guerra".

 

Chiudiamo così il momento iniziato con Yalta (di equilibri precari in termini di "destra & sinistra") per approdare ad un'alba di genuini valori umani ed ecologici basati sul reciproco rispetto delle forme esistenti.

 

Ciò avviene anche attraverso l'acquisizione di un antico/nuovo modo di pensare che fa riferimento alla basilare legge della vita, ovvero: vivi e lascia vivere!
 


La possibilità che il presente sistema di civilizzazione consumista porti ad un enpasse ed alla caduta di ogni valore vitale è sempre più evidente osservando l'arretratezza con cui i nostri Governanti ed Amministratori affrontano le problematiche sociali ed ambientali.

 

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di "destra-sinistra" (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all'approfondimento dei valori della vita (nella società e nell'habitat).

Questa visione è alternativa al vecchio sistema superficiale che tien conto solo dell'apparire e del consumo.

 

Infatti abbandonando il concetto ormai obsoleto di "destra-sinistra" possiamo tranquillamente entrare nel mondo "dell'appartenenza e condivisione".

 

La consapevolezza di essere parte integrante del tutto è l'unica strada per uscire dal vortice di una ripetitiva e rovinosa barbarie.
 


Paolo D'Arpini

Referente Pubbliche Relazioni della Rete Bioregionale Italiana
circolo.vegetariano@libero.it

0733 216 293
 

 


"Caminante, no hay camino, se hace camino al andar."
Antonio Machado, Nulla dies sine linea
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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