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Treia, Macerata, martedì 1 marzo 2011

Caso dell'agricoltore di Pergine - Lettera aperta al Direttore de “L’Adige”

di Paolo D’Arpini

 

 

La canapa indiana o Cannabis Indica: sostanze stupefacenti come hashish e marijuana possono essere ricavate sia dalla Cannabis Indica sia dalla Cannabis Sativa che da varietà ibride idi queste due specie. (Foto di archivio)


 

Dal web:
 

"82enne coltiva 200 piante di canapa, ma afferma: “Era per le mie galline!”

 

È finito in tribunale alla veneranda età di 82 anni [! NdR] perché nel suo “orto” aveva impiantato una coltivazione di marijuana, per un totale di 200 piante di Cannabis Indica.

 

L’anziano coltivatore ha però assicurato che non avrebbe coltivato per poi fumare il prodotto, ma per produrre mangime per le sue galline, come si usava fare un tempo in Trentino Alto Adige.

 

Il fatto, riportato dal quotidiano locale “L’Adige”, è accaduto a Pergine e ora l'anziano contadino rischia una condanna pesante.

 

A denunciare la presenza sospetta delle piante, coltivate vicino a insalata e pomodori, è stato un vicino, che ha segnalato il caso alla Guardia di Finanza: il testimone ha ammesso di essersi insospettito in seguito a 'forti profumi stordenti' che invadevano la sua casa durante le giornate ventose..."

 

Fonte: facebomb.altervista.org/  
 

 

Gentile Signor Direttore,

 

non so se corrisponda a verità la notizia riportata sul web, in cui si menziona L'Adige come fonte, relativa ad un anziano di Pergine, un tal signor Gallina di 82 anni, che è sotto processo per aver coltivato alcune piante di canapa per ricavarne mangime per i suoi animali da cortile.

 

Trovo assurdo quanto avvenuto, la canapa è sempre stata coltivata per secoli e millenni proprio per ricavarne semi per uccelli e simili animali, tra l'altro attualmente la CE sta rilanciando la coltivazione di canapa con apposite sovvenzioni per gli agricoltori...

 

Non so se i magistrati dell'area di competenza ne sono al corrente.

 

Comunque trovo che il reato non sussista e che il povero vecchio sia completamente innocente.

La ringrazio per l'attenzione,

 

Paolo D'Arpini,

Referente Pubbliche Relazioni Rete Bioregionale Italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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