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Bracciano, Roma, venerdì 25 febbraio 2011

Bracciano - Protesta CasaPound contro (In)Equitalia  e da sabato 26 nelle piazze del Lazio gazebo con info sul servizio nazionale “Dillo a CasaPound”

Fonte: Ufficio Stampa CasaPound Bracciano

 

 

"(IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO". (Foto © CasaPound Bracciano)

 


Questa notte CasaPound Italia ha messo a segno una protesta contro Equitalia e i suoi metodi di riscossione.

 

Davanti alla sede del Concessionario alla Riscossione è stato appeso uno striscione con la frase “(IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO”, oltre a numerose mutande, calzini ed altra biancheria intima anch'essa appesa intorno alla sede con i cartelli “PIGNORATO DA EQUITALIA”.

 

 

I militanti di CasaPound, inoltre, hanno distribuito un pieghevole nel quale sono stati evidenziati i motivi della protesta e le proposte di CasaPound Italia per arrestare i comportamenti scorretti perpetrati da Equitalia, che verrà distribuito anche sabato in Piazza del Comune, a Bracciano.

 

“Equitalia - dichiara Attilio Granato, Responsabile Regionale di CasaPound Italia Lazio - in appena 5 anni ha raddoppiato gli incassi e nel 2009 circa l'80% delle entrate proviene piccolissimi contribuenti.

 

Persone con le quali Equitalia fa cassa iscrivendo ipoteche sulle loro abitazioni anche per importi inferiori agli 8.000 euro, lasciando così migliaia di famiglie di fronte ad un bivio drammatico: finire nelle mani degli usurai oppure perdere la casa all'asta giudiziaria.

 

Inoltre - prosegue il Responsabile di CPI - Equitalia persiste a pignorare beni strumentali e crediti alle imprese.

 

Ma come pensa di riscuotere da un'impresa se le tolgono gli strumenti di lavoro?

 

E che fine faranno i lavoratori?

 

A ciò aggiungiamo anche altri due aspetti, grotteschi: Equitalia applica il tasso medio applicato dalle banche sui prestiti (quindi molto più alto) incassando interessi pesantissimi e, inoltre, preferisce vessare chi magari ha poco da pagare ma ha qualche bene da pignorare piuttosto che i veri delinquenti, cioè i milionari che però hanno nascosto i propri beni.

 

E per il futuro c’è un altro rischio: è stata concessa la possibilità ad Equitalia di effettuare indagini finanziarie, così nel tempo potrebbe vedersi riconosciuto il potere di pignorare direttamente i conti correnti senza preavvertire il contribuente.

 

CasaPound Italia - conclude Granato - non è dalla parte degli evasori fiscali, anzi, siamo sempre stati convinti che l’evasione fiscale sia una vera piaga sociale che va combattuta in modo serio e inflessibile.

 

Ma ciò non ci impedisce di notare che nella riscossione coattiva delle imposte vi sia un comportamento iniquo di Equitalia e riteniamo che sia corretto e doveroso contemperare l’Art. 53 della Costituzione con il Diritto al Lavoro previsto all’Art. 4 e con il Diritto alla Proprietà dell'Abitazione previsto dall’Art. 47, Comma 2.

 

Ecco perché proponiamo di impedire ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per crediti inferiori ad almeno il 30% del valore dell'immobile stesso, e comunque per un valore minimo non inferiore ai 15.000 euro, di applicare tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti, di revocare la possibilità di condurre indagini finanziarie da parte di Equitalia e di diminuire la percentuale pagata ad Equitalia sui piccoli crediti riscossi raddoppiando la percentuale sui grandi crediti per incentivare l’Ente di Riscossione a perseguire i grandi evasori”.

 

 

Sui motivi e proposte della protesta CasaPound Italia dà appuntamento c/o i propri gazebo che verranno allestiti in quasi tutte le Province del Lazio a partire proprio da questo sabato, 26 febbraio, e metterà a disposizione il proprio servizio nazionale "Dillo a CasaPound", un numero di telefono al quale potranno rivolgersi tutti i Cittadini per avere le informazioni necessarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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