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Treia, Macerata, sabato 12 febbraio 2011

OGM - Appello all'ONU: bandire definitivamente l'immissione di OGM sul pianeta Terra!

di Paolo D’Arpini

 

 

"Do You Know What you Eat?" - "Sai quello che mangi?", dalla campagna mondiale anti-OGM di Greenpeace.



Si avvicina la fine del mondo...?

A giudicare da svariati segnali pare proprio di sì?

Ma qui non voglio esaminare i capovolgimenti sociali in corso, le rivoluzioni dei poveri, il malgoverno in varie parti del globo, il decadimento della morale, la sovrappopolazione, etc. ...

 

Vorrei solo parlare dello snaturamento del patrimonio genetico messo in atto da multinazionali senza scrupoli con l'avallo di Politici ed Istituzioni.
Sto ovviamente parlando dell'immissione delle sementi (ma recentemente anche di animali) OGM che nel tempo si dimostreranno la più perniciosa delle invenzioni dell'uomo - quella che porterà alla scomparsa della vita conosciuta.



Le mutazioni genetiche sono irreversibili ed incontrollabili, una volta che sono stati immesse nuove varietà geneticamente modificate tutte le altre piante consimili sono destinate ad imbastardirsi con conseguente "vizio" riproduttivo ed incapacità di offrire una sicura difesa alle malattie e di rispondere in modo adeguato alle variazioni climatiche o ambientali.

 

Gli OGM sono una bomba ad orologeria che ha già iniziato a scandire il tempo avvertendoci che il momento della "esplosione" è quasi giunto...

Infatti in natura le mutazione genetiche avvengono spontaneamente e quelle che risultano favorevoli alla sopravvivenza ed allo sviluppo delle specie si mantengono mentre quelle sfavorevoli sono destinate a scomparire.

 

Al contrario le mutazioni genetiche provocate artificialmente dall’uomo (OGM) sono funzionali a imprimere nelle specie caratteristiche che sono favorevoli agli interessi dell’uomo e non delle specie in se stesse e dell’ambiente che le ospita.


Forse, forse è ancora possibile bloccare il processo diabolico di imbastardimento e cancellazione della vita a noi conosciuta, però occorre far presto, prima che sia troppo tardi, occorre disinnescare la bomba, interrompendo l'immissione di nuove specie OGM nell'ambiente ed allo stesso tempo distruggendo tutte le coltivazioni frankenstein in USA, in Brasile, in Argentina, in Cina, in India, in Israele, etc.

L'Europa quasi miracolosamente si è salvata dalla pestilenza OGM, ma alcune lobby di untori, foraggiati dalle multinazionali del settore, spingono per infrangere le difese e noi siamo come i due bambini Hans e Gretel che debbono fermare l'incipiente crollo della diga con il loro ditino...


L'ultima, anzi le ultime micidiali intromissioni ed invasioni nel patrimonio genetico della nostra flora, sono l'autorizzazione concessa pochi giorni fa dalla Commissione Europea di utilizzare una varietà genetica di granturco, Bt11, (Brevetto Syngenta): il colpo gobbo della Commissione segue l'altro fendente dello scorso anno, ovvero la Delibera del 2 marzo con cui la Commissione Europea diede l’autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, e all’importazione di alcune varietà di mais (Monsanto).

 

In aggiunta vedere anche la disposizione del Consiglio di Stato, che ha dato ragione al contadino friulano che vuole coltivare OGM, questo anche contro il parere del Ministero dell'Agricoltura.


Una riflessione: il Consiglio di Stato lo scorso anno, dopo un iter iniziato al TAR nel 2006, ha dato il via libera a Futuragra, impresa agricola dell’imprenditore pordenonese Giorgio Fidenato, per seminare il mais BT di origine transgenica.

 

E qui mi viene di fare un ragionamento semplice semplice: si è mai visto un contadino che per coltivare un campo di granturco ricorre al TAR prima ed al Consiglio di Stato poi?

 

È evidente che questa "battaglia" viene combattuta con il finanziamento, la spinta, l'occulto appoggio di qualche ente più grande di un esercente attività agricola in proprio: si capisce che di mezzo c'è lo zampino di qualche superpotere della morte genetica, che trama nell'ombra!
 


La contaminazione del Polline da OGM e, soprattutto, il Trasferimento Genico Orizzontale di parti del DNA transgenico, da una specie all’altra, rappresentano una minaccia per la salute, l’ambiente, le tradizioni agricole dei popoli.

Si impone pertanto il Bando Internazionale sugli OGM.

Questa la richiesta che rivolgo all'ONU e vediamo cosa succede.


Infatti i mali provocati dagli OGM non sorgono solo nelle inevitabili mutazioni e contaminazioni delle specie vegetali.

 

La globalizzazione nel settore agricolo impone una concorrenza così feroce e tecniche agronomiche e produttive che siano in grado di ridurre sempre più i costi di produzione.

 

Anche in Italia quindi vi è la corsa ad una agricoltura intensiva e monocolturale, che ha impedito la tipica rotazione agraria ed ha favorito l’insorgenza di malerbe infestanti e parassiti resistenti.

 

Da qui l’uso di veleni!

La tecnica degli OGM non fa altro che confermare e consolidare questo tipo di agricoltura intensiva monocolturale, che punta tutto alle rese ettaro, ma ci toglie i sapori e gli odori tipici dei nostri prodotti agricoli.


Purtroppo in Italia queste notizie sugli OGM e sui rischi che tutti corriamo passano inosservate perché i media sono presi dai pettegolezzi piccanti sulle mutande di Berlusconi…

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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