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Treia, Macerata, giovedì 10 febbraio 2011

Roma brucia: da città-giardino con parchi e spazi verdi si va ormai trasformando in città-parcheggio  - Lettera aperta

di Paolo D’Arpini

 

 

Il fuoco inizia dal lato est del Circo Massimo e distrugge inesorabile dieci quartieri di Roma: è il luglio del 64 dC. Nuovi Neroni all'opera?



Roma da città giardino, con parchi e spazi verdi, si trasforma in città parcheggio.
E la causa è ovvia: da quando la Capitale è divenuta invivibile per la maggioranza dei suoi abitanti, in seguito all'aumento dei costi degli affitti, della carenza cronica di servizi e trasporti, dello smog e delle flatulenze dei rifiuti nelle strade, della malavita che impera, degli obblighi civici pesantissimi, etc. etc. ecco che gran parte della popolazione si è trasferita nell'area metropolitana o nei paesi delle province storiche, una sorta di nuova città dormitorio che arriva a coprire tutto il Lazio ed anche le Regioni limitrofe.
 


Ricordo, anni fa, che io stesso compii il trasferimento per parecchie delle ragioni menzionate spostandomi in un primo tempo da Roma a Calcata... ed ora non potendone nemmeno più di vedere com'è ridotta Calcata (che si è trasformata nella peggiore banlieu di Roma) me ne sono proprio andato via, sulla costa adriatica, nelle Marche.

Fortuna mia che dal 2004 sono in pensione e non ho più alcun bisogno di tornare a Roma (o a Calcata) ma tutta l'altra gente che vive nella Sabina, nella Tuscia, in Ciociaria, nella Pianura Pontina e persino in Umbria e che deve recarsi a Roma in continuazione per i propri affari, impieghi, incarichi pubblici, etc. etc. deve fare avanti ed indietro con la Capitale ogni giorno dell'anno.

Solitamente, data la scarsità ed il malfunzionamento dei mezzi pubblici, il tragitto avviene in macchina...
 


Ricordo ancora - e già sono trascorsi diversi anni - le file chilometriche di auto che la mattina giungono a Roma e la sera ne ne tornano ai loro paeselli...

E dove si posizionano tutte queste milioni di automobili?

Evidentemente si aggiungono agli altri milioni di vetture circolanti od in sosta nella Capitale, il che significa che a Roma c'è un bisogno endemico di parcheggi.

E cosa fa l'Amministrazione Comunale invece di favorire il buon funzionamento di metro, autobus, treni, calessi, biciclette e sentieri pedonali?

Non trova di meglio, anche per rimpinguare le proprie saccocce che delimitare con le strisce blu (a pagamento) sempre nuove zone della Città contemporaneamente favorendo la costruzione di hangar sotterranei, garage, parcheggi volanti, etc. etc.

Tali parcheggi hanno rubato spazi pubblici e verdi e la popolazione residua di Roma, che ancora resiste, deve convivere con 'sti depositi di auto che ormai a macchia di leopardo occupano ogni angolo della Città Eterna...

Speriamo però che “eterno” non sia anche il malgoverno!
 

 


A riprova di quanto qui descritto ecco una lettera ricevuta che volentieri divulgo:


“Buongiorno a tutti, scrivo per comunicare qualcosa di importante e di comune interesse almeno per chi vive a Roma.
 

[...] nel quartiere Marconi, si è tenuto un nuovo incontro per discutere circa la costruzione del parcheggio interrato di Via Enrico Fermi, un progetto di riqualifica del Quartiere che dovrebbe servire a smaltire il problema del traffico e del parcheggio per i residenti, ma che in realtà rappresenta niente di tutto questo se non un vero problema vista l'intenzione del progetto di costruire box privati e a rotazione e di esportare gran parte dei vecchi platani lungo tutta la via, arrecando probabili danni (certi) al territorio e ponendo serie domande per quanto riguarda la stabilità edilizia dei palazzi intorno.


La premessa immancabile è che nemmeno un anno fa in Via Blaserna (parallela di Via Enrico Fermi) è stato inaugurato un giardinetto con annesso un parcheggio PRIVATO, inizialmente di proprietà ATAC della capienza di almeno 200 posti, tuttora inutilizzato e in attesa di un bando per l'affidamento.


Nel frattempo dunque, appena due vie più in là prende forma il progetto di Via Enrico Fermi della CAM, società concessionaria del Comune di Roma, che prevede la realizzazione di n. 222 soste a rotazione e 179
box auto, poco più della metà di quelli che adesso la superficie stradale offre.
 

Ovviamente ogni quartiere ha le sue dinamiche e i propri relativi problemi, ma il tipo di parcheggio in questione fa parte di un grande progetto denominato P.U.P (Programma Urbano Parcheggi) che investe tutto il suolo della Capitale che vede per il futuro centinaia di parcheggi in costruzione nei diversi quartieri della città, infatti La CAM S.r.l, società concessionaria del Comune di Roma, ha già realizzato 40 garage sotterranei a Roma.
 

I lavori dovrebbero iniziare a breve, anche se sembrerebbe che la mobilitazione cittadina stia rallentando i tempi, io per quello che posso comunico il mio dissenso sperando che se ne parli un po' di più, in modo tale che la protesta apparentemente circoscritta alla zona Marconi ossia al XV Municipio, possa prendere forma e invadere la Capitale, tutta.
 

Ho appena 25 anni ma vivo a Roma da una vita, e per quel che riguarda la mia Città credo che giunti a questo punto di non ritorno siamo noi Cittadini a dover mutare, anzi ad esigere un nuovo stile di vita.


Allora...

Tutte le strade portano a Roma o forse il contrario?

Ed io... che manco c'ho la patente, dove mi parcheggio?”

 

N. L.
 

 


Cordiali saluti,

 

Paolo D'Arpini,
ex Cittadino Romano, nato a Roma e scappato da Roma
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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