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Treia, Macerata, lunedì 7 febbraio 2011

L'appello per salvare il sacro Bosco di Fogliano, Faleria, dal taglio indiscriminato - Darà risultato?

di Paolo D’Arpini

 

 

Il Grande Albero... (Foto © Paolo D’Arpini)



Povero Ottone III, dopo un millennio di silenzio, rimasto sottile nel bosco ove morì ancora giovinetto, si rivolterà nella tomba, il suo bel maniero (lungo la Via Francigena a Faleria) diruto e tra poco anche gli alberi, tra i quali si mosse finché la morte non lo colse a tradimento, son destinati ad esser abbattuti ignominiosamente…
 


Sì, il monticello di Fogliano perderà il suo verde manto, il bosco verrà raso al suolo per “far incassare denari” ad una Amministrazione incapace e dilapidatrice.

 

Un’Amministrazione, quella di Faleria, che è stata in grado di spendere miliardi (del denaro pubblico) per restaurare beni che son tutt’ora cadenti (quando mai si è visto restaurare prima gli interni degli esterni di un palazzo, quando mai si stuccano le sale lasciando i tetti scoperchiati?).

 

Ah, povera Tuscia, povero Agro Falisco, povera Faleria…
 


Il Comune, prima denominato Stabbia, cioè "letame", che ha voluto prendere il nome glorioso di Falleri, la capitale storica dei Falisci, per rifarsi ad una nobile origine, non è però stato in grado di mantenere le sue ricchezze ambientali e architettoniche.

 

Persino un antico ponte romano che “impicciava il transito” è stato tranquillamente buttato giù - perché tanto son vecchi sassi! - nel disinteresse dell’Amministrazione Comunale; persino delle antiche sorgenti, in prossimità delle grotte dell’Eremita Famiano, un santo faleriano, sono state lasciate al prosciugamento ed alle spinare, mentre l’eremo stesso è oggi ricettacolo di ogni immondizia.


Ed ecco che questi Amministratori, così indegni di amministrare il bene pubblico, alla vigilia del rinnovo del Consiglio Comunale, cioè nel momento in cui se ne dovranno andare a casa loro a far danni (almeno si spera), hanno deciso di infierire con un colpo di grazia sul territorio: si vendono a quattro soldi i vetusti alberi del Bosco di Fogliano.

 

Fatalità lo stesso bosco in cui l’anno addietro hanno deliberato di costruire un mega-impianto eolico a cancellazione imperitura di ogni memoria storica e di ogni bellezza paesistica…

Ahi, Ahi!

 

Com’è che possono avvenire certe cose, com’è che un Berlusconi può distruggere impunemente un intero Paese ed un Bianchi - l’attuale sindaco di Faleria - può snaturare un ecosistema?

 


Ed ecco alcuni stralci di lettere scritte da Cittadini di Faleria


“Con l’approssimarsi delle elezioni i nostri Amministratori devono far cassa, e qual’è il sistema più semplice?

Mandare al taglio il bosco.

 

La notizia è questa, per quello che mi è stato riferito da persone informate dei fatti, la parte iniziale del bosco dalla sbarra d’ingresso e per tutto il tratto di strada fino alla prima piazzola nella parte destra scendendo fino alla forra è stata assegnata per il taglio, non posso dare ulteriori informazioni non avendo avuto modo di reperire documenti ufficiali, unica altra notizia è che il taglio molto probabilmente inizierà ad inizio Febbraio, per cui a tutti quelli che vogliono godere ancora dello spettacolo del bosco, un consiglio affrettatevi, da febbraio non avrete più di cosa godere.

Non ho trovato per il taglio, nessun bando d’asta nel sito comunale, non ho visto e non mi è stato segnalato nessun annuncio su quotidiani locali o nazionali, e non è dato sapere nemmeno se all’asta abbiano partecipato una o più ditte, quando ha avuto luogo, dove, ed il suo esito.

Non voglio parlare del ritorno economico del taglio, per le casse comunali, ma visto che proprio in questi giorni il comune sponsorizza una colletta tra i Cittadini per raccogliere 15.000 euro necessari per il restauro dell’affresco della Chiesa Collegiata di San Giuliano, questo ritorno deve essere ben misero.

Infine non voglio dar credito nemmeno a chi insinua che questi soldi servono per la prossima campagna elettorale, certo sarebbe corretto e dovuto, rendere partecipe la Cittadinanza per cosa viene sacrificato il vero ed unico patrimonio rimasto di questo Comune.

Raccogliamo firme per fermare l’utilizzo indiscriminato di questo patrimonio naturalistico in nostro possesso e che stiamo distruggendo con ritmi sempre più pressanti.

In molti posti del mondo, quando vengono messe a rischio aree boschive di interesse, le associazioni naturalistiche intervengono.

Occorre aumentare la sensibilità di tutti verso il bene comune, ed in particolare verso il patrimonio naturale del territorio in cui si vive…”

 

Admin di Faleria.info


“Credo che fermare il taglio del bosco sia impresa che non interessi granché la gente, visto l’evidente disinteresse generale e la poca conoscenza e partecipazione (ricordo che ad una domanda fatta l’anno scorso agli alunni della Scuola Elementare di Faleria su chi conoscesse il Bosco di Fogliano, si sono viste alzare pochissime manine)…

 

Inoltre esiste l’incongruente convinzione (senza concreti riscontri reali) suffragata dai cosiddetti “esperti”, che il taglio sia addirittura benefico e necessario (???).

È vero che questa Amministrazione da sempre si distingue per la poca trasparenza dei propri movimenti, ma che la gara di appalto possa essere stata aggiudicata senza che vi sia notizia in nessun posto, lo trovo assai strano.

Per quanto riguarda la condivisibile raccolta firme, la estenderei direttamente alla possibilità di rendere il bosco un parco protetto o di farlo rientrare a tutti gli effetti sotto la gestione del Parco del Treja (sicuramente ci sarebbero, tanto per cambiare, scogli burocratici da superare…).

 

Questa eventualità è naturalmente strettamente legata al fondamentale e strategico punto: aumentare la sensibilità di tutti verso il bene comune, ed in particolare verso il patrimonio naturale del territorio in cui si vive.

E qui ci sarebbe veramente molto da fare… e da lottare.

Rimboschiamoci le maniche!”


“Il bosco di Fogliano è molto bello, in posizione fortunata ed ha grandissime possibilità di 'utilizzazione' naturale, paesaggistica, culturale, ludica, didattica, ecc.: purtroppo queste potenzialità sono poco sentite dalla popolazione, anche (ma non solo) per colpa di una noncurante gestione che privilegia interessi politici, personali ed economici a scapito degli altri.

 

Confesso che io preferisco andare nel contiguo Parco del Treja dove posso stare tranquillo e lasciar scorazzare i miei figli senza il fastidio e l’apprensione di vedere sfrecciare automobili, persone armate, rumori di motoseghe e trattori a cingoli, fiumi fogna e paesaggi desolanti.

 

E già, ma il Bosco di Fogliano è a Faleria e segue le stesse sorti di un paese mal gestito e sconosciuto ai più (significativo il fatto che spesso le agenzie immobiliari al momento di pubblicizzare enunciano “a 2 km da Calcata” e già non Faleria), quindi diciamo che rientra magnificamente e coerentemente nell’ideale a cui appartiene: che possiamo aspettarci?

 

Speriamo in un futuro migliore?

Speriamo, speriamo…”

 

Armando Marchesini

 


Ma torniamo ad Ottone III, l’Imperatore giovinetto, illuso di poter rivivere a Roma antiche glorie, l’Imperatore cominciò a concepire l’idea di ristrutturare il vecchio e glorioso Impero Romano.

Il Greco e il Latino vennero imposte come lingue ufficiali dell’Impero, sostituendo così il Tedesco.

 

Ottone III trasferì la capitale del Regno d’Italia a Roma, facendosi chiamare Console, Senatore e Imperatore dei Romani.

L’insurrezione del popolo romano del 1001 lo costrinse a fuggire da Roma dove non poté più tornare.

 

Ottone III morì misteriosamente nel 1002, all’età di ventidue anni, nel Bosco di Fogliano, a Castel Paterno, presso Faleria, Viterbo.

Il suo corpo venne riportato dal suo esercito in Germania, dove venne seppellito nella Cattedrale di Aquisgrana, vicino a Carlo Magno.

 

La sua tomba, in ogni caso, è andata perduta.

E come la sua tomba anche il bosco che vide i suoi ultimi giorni, andrà perduto…

 

 

Il Grande Albero nel Sacro Bosco è la creatura meravigliosa che custodisce in se l'energia positiva dell'Universo.
La fretta della società contemporanea ci impedisce, purtroppo, di sentire lo spirito sacro del Grande Albero: la sua voce ci parlerebbe di fratellanza con tutto e con tutti.

La cecità della società contemporanea ci impedisce, purtroppo, di vedere lo spirito sacro del Grande Albero: la sua presenza ci impregnerebbe di rispetto verso tutto e verso tutti.

La superficialità della società contemporanea ci impedisce, purtroppo, di entrare nello spirito sacro del Grande Albero: la sua essenza ci riempirebbe di amore per tutto e per tutti.
(
Foto © Paolo D’Arpini)



Aggiornamento
 


Due notizie dalla Tuscia - una bella ed una brutta!
 

Scrive l’amico Armando da Faleria:

 

"Paolo,

sembrerebbe che il taglio del Bosco di Fogliano non si farà più!

Evviva!

Appena ne so di più sui dettagli ti aggiorno.

Sicuramente qualcosa siamo riusciti a smuovere con le nostre proteste..."
 


Scrive invece Massimo da Piansano:

 

"Ciao Paolo,

attualmente abito a Valentano, ti scrissi qualche mese fa riguardo la costruzione del "parco" eolico a Piansano.

A quel tempo si trattava di un concreto rischio, oggi si è trasformato in una orribile realtà.

 

Il piccolo territorio sta per essere invaso da 30 pali alti 130 metri che saranno visibili da chilometri di distanza.

I lavori sono già iniziati: delle buche da 10.000 metri cubi sono state scavate e riempite di cemento armato, su di esse sorgeranno i mostri che avranno un diametro alla base di 6 metri e un'altezza di circa 100 metri a cui si dovrà aggiungere la lunghezza della pala vera e propria che è di circa 30 metri.

 

Io non ci sono nato, ma immagino la sensazione di chi da una vita vede ed apprezza i bei panorami che si possono godere dalle colline circostanti.

Tutto ciò costruito dalla solita piccola Srl con capitali in Lussemburgo, al soldo delle multinazionali dell'energia, interessata solo ai Fondi Europei e al conto energia.

 

Le pale di Piansano saranno cattedrali nel deserto, c'è poco vento da quelle parti.

'Ringrazio' pubblicamente l'ex Sindaco Roseo Melaragni per aver fatto approvare questo scempio (a lui è andata benone comunque, visto che pare abbia migliorato il suo tenore di vita) e i suoi degni successori, burattini nelle sue mani.

 

Ti mando un triste saluto”
 


Mio commento

 

Ieri sera quando ho ricevuto la notizia che a Piansano stanno scavando le buche per installarvi le torri della morte paesaggistica ho sentito una profonda tristezza ed un groppo in gola al pensiero che la mia bella Tuscia fosse diventata preda degli speculatori e della camorra (mascherata da beneficenza).

 

Ricordo infatti gli appelli disperati che scrissi tempo fa per far si che si evitasse lo scempio di Piansano…
Evidentemente quella battaglia non ha portato frutti.

 

Poi stamattina ho ricevuto la bella notizia (incrociamo le dita!) da Faleria: pare che il Sindaco Bianchi si sia ravveduto e che il taglio del sacro Bosco di Fogliano non si farà più…

Speriamo che con l’occasione definitivamente decada anche il progetto del parco eolico del Monte dei Porcari.

 

Ringrazio tutti i media che si sono adoperati per divulgare i comunicati ambientali e le lettere dei cittadini amanti del territorio!
 


Paolo D'Arpini

Referente Rete Bioregionale Italiana

Portavoce European Consumers Tuscia
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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