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Web, sabato 29 gennaio 2011

 

 

      U  R  G  E  N  T  E   U  R  G  E  N  T  E   U  R  G  E  N  T  E      

 

 

Avaaz - Le api stanno morendo in tutto il mondo: alcune specie sono già estinte e di altre ne rimane solo il 4%!

Fonte: avaaz.org "Il Mondo in Azione"

 

 

Allarme planetario: le api saranno presto in via di estinzione! (Foto di archivio)

 

 

Le api stanno morendo in tutto il mondo e la nostra intera catena alimentare è in pericolo: gli scienziati puntano il dito contro i pesticidi tossici e quattro Governi Europei li hanno già vietati.

 

Se riusciamo a convincere gli USA e l'UE a unirsi alla messa al bando, altri Governi in tutto il mondo potrebbero seguirli, e salvare così le api dall'estinzione.

 

Incredibile: oltre 800.000 firme in soli 7 giorni!

Arriviamo a un milione e consegniamo un messaggio forte all'UE e agli USA.

 

 

Firma anche tu la petizione e passa parola inoltrando questo appello urgente ai tuoi amici, a quanti conosci e ai tuoi contatti  sul web!


In silenzio, miliardi di api stanno morendo e la nostra intera catena alimentare è in pericolo: le api non solo producono il miele, ma sono una gigantesca forza lavoro, perché impollinano ben il 90% delle piante che coltiviamo.

Diversi studi scientifici hanno individuato in un gruppo di pesticidi tossici la loro drastica diminuzione, mentre la popolazione delle api è aumentata incredibilmente nei quattro Paesi Europei che hanno vietato questi prodotti.

 

Ma alcune potenti industrie chimiche stanno facendo pressioni enormi per continuare a vendere questo veleno.

 

L'opportunità che abbiamo per salvare le api ora è di spingere gli Stati Uniti e l'Unione Europea a unirsi nella messa al bando di quei prodotti: la loro azione è cruciale perché avrebbe un effetto a catena nel resto del mondo.

Non abbiamo tempo da perdere: il dibattito su cosa fare si sta facendo infuocato e qui non si tratta soltanto di salvare le api, ma della sopravvivenza dell'ecosistema.

 

Costruiamo un gigantesco ronzio globale diretto all'UE e agli USA per mettere fuori legge questi composti chimici killer e salvare così le nostre api e il nostro cibo.

 

 

Firma anche tu la petizione e passa parola inoltrando questo appello urgente ai tuoi amici, a quanti conosci e ai tuoi contatti  sul web!


Le api sono essenziali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e coltivazioni per un valore stimato in 40 miliardi di dollari, oltre un terzo delle scorte alimentari in molti Paesi - senza un'azione immediata per salvare le api potremmo rimanere senza frutta, verdura, noci, oli e cotone.

Negli ultimi anni la popolazione delle api ha registrato un notevole declino globale: alcune specie di api sono ora estinte e altre arrivano solo al 4% del loro numero precedente.

 

Gli scienziati si stanno arrovellando per trovare le risposte: alcuni studi ritengono che il declino sia dovuto alla combinazione di alcuni fattori, incluse malattie, la perdita dell'habitat naturale e prodotti chimici tossici.

 

Ma una nuova ricerca indipendente di primo piano ha prodotto dati incontrovertibili che danno la colpa ai pesticidi neonicotinoidi.

 

Francia, Italia, Slovenia e Germania, Paesi in cui è basato il suo più grande produttore Bayer, hanno vietato uno di questi killer delle api: ma Bayer continua a esportare il suo veleno in tutto il mondo.
 

 

Firma anche tu la petizione e passa parola inoltrando questo appello urgente ai tuoi amici, a quanti conosci e ai tuoi contatti  sul web!


La questione sta per raggiungere il punto di ebollizione, visto che importanti nuovi studi confermano la portata del problema: se riusciremo a convincere i decisori europei e statunitensi ad agire, altri li seguiranno.

 

Non sarà facile: un documento trapelato dimostra che l'Agenzia Statunitense per la protezione dell'ambiente era a conoscenza dei pericoli del pesticida, ma che li ha ignorati.

 

Il documento dice che il prodotto "altamente tossico" della Bayer comporta "un grave rischio per insetti fuori bersaglio [api da miele]".

Dobbiamo far sentire le nostre voci per contrastare la forte influenza esercitata da Bayer sui decisori pubblici e sugli scienziati, sia negli Stati Uniti che nell'Unione Europea, dove finanzia gli studi e siede negli organi decisionali.

 

 

Firma anche tu la petizione e passa parola inoltrando questo appello urgente ai tuoi amici, a quanti conosci e ai tuoi contatti  sul web!

 

I veri esperti - gli apicoltori e gli agricoltori - vogliono il divieto di questi pesticidi finché e qualora non avremo studi dimostrati e indipendenti che dimostrano che siamo al sicuro: aiutiamoli ora!


Non possiamo più permetterci di lasciare la nostra delicata catena alimentare nelle mani della ricerca diretta dall'industria chimica e dai regolatori che sono sul loro libro paga.

 

Con il divieto di questi pesticidi saremo più vicini a un mondo sicuro per noi stessi e per le altre specie di cui abbiamo cura e che dipendono da noi.
 



Maggiori informazioni

Corriere della Sera

Strage di api, pesticidi sotto accusa

Mieli d'Italia

WikiLeaks: conferma del sordido intreccio che protegge la Bayer
 

Il Velino.it
Moria di api: colpa dei pesticidi, fuorvianti le altre ipotesi
 

newsfood.com
Legambiente e apicoltori: "Stop ai pesticidi killer delle api e dell'ambiente"
 

Italia a Tavola.net
Lo stop ai pesticidi ha fatto bene. Boom di miele italiano nel 2009
 

The Guardian
Il declino delle api imputabile a un cocktail chimico che interferisce con il cervello

(in Inglese)



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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

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Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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