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Web, sabato 22 gennaio 2011

La Nuova Chiesa del Silenzio - non parla di me!  “Pornografia in prima serata: la CEI non ha nulla da dire

di Alessandra Maiorino

Fonte: "Cronache Laiche" - Il quotidiano. Laico per vocazione, 20 gennaio 2011

 

 

Il minimo che si possa dire è che da tutto questo liquame esce una immagine della donna estremamente svilita ed è lei la vera crocifissa: solo che tutti sembrano essere paradossalmente ammaliati dal boia... (Foto di archivio)

 

 

Ho fatto sesso con lui.

Non ho fatto sesso con lui.

Festini con 24 ragazze?

Sarei meglio di Superman.

O sei disposta a tutto, o ti prendi un taxi e te ne vai.

Amore.

Tesorino.

Se cade il Governo resterò una pezzente con laurea.

Sono fidanzato.

Chi sarà la dama bianca?

Sarà il Presidente a scegliere la sua preferita.

Ci sono i video nei cassetti delle ragazze.

Bunga bunga.

Concussione.

Prostituzione.
 

Queste frasi, sconnesse, sconcertanti, che evocano scenari di desolazione, sono quelle che campeggiano su tutti i media italiani e, quel che è peggio, nella mente stessa degli Italiani, che forse iniziano a risvegliarsi da un lungo torpore, e cominciano a comprendere che la sfera del privato, sacralizzata a nuovo feticcio della contemporanea “italianità”, non può rimanere una porta blindata, anche quando dietro si sospetta l’esistenza di un autentico girone infernale.


Sul nauseabondo palcoscenico di squallore, menzogne, ritrattazioni, difese farsesche, in cui la verità è indistinguibile dall’immaginazione (malata o estremamente lucida), c’è un attore che manca clamorosamente: la Chiesa Cattolica.

 


L’Istituzione dispensatrice di moralità per eccellenza, pronta in ogni occasione a bacchettare quanti - loro sì nel privato delle proprie privatissime vite - vivono relazioni non corrispondenti a quelle che la dottrina sessuofoba della Chiesa ha imposto siano le uniche accettate anche dalla Legge Italiana - l’unione sacralizzata tra uomo maschio e donna femmina, finalizzata alla procreazione -, di fronte al fondato sospetto che il Presidente del Consiglio trascorra le proprie serate libidinosamente accerchiato da ragazze “disposte a tutto” - dietro lauto compenso -, alcune delle quali forse minorenni, questa volta, non ha nulla da dire.

 

La posizione di (compiacente) neutralità è certificata dall’alto; il Cardinale Bagnasco, interrogato se il Consiglio Episcopale permanente, in programma lunedì prossimo ad Ancona, affronterà anche la drammatica situazione di scadimento morale della politica e, in particolare, del caso Ruby, ha affermato:

 

"Tratteremo solo questioni episcopali".

 

 

Camaleontico come non mai, l’aspro censore della Moralità dei comuni Cittadini si improvvisa maschera di non ingerenza negli Affari Italiani.

 

Evidentemente, contraddirsi non spaventa più nessuno in questo Paese.


Ma è l’editoriale del Direttore dell’Avvenire, Marco Tarquinio, pubblicato il 18 gennaio scorso, a rendere palese che ciò che conta in questo momento per le Gerarchie Cattoliche è rimanere caparbiamente al coperto finché questa squallida guerra, combattuta a colpi di bunga bunga sulla pelle delle vergini offerte al drago (di cui poco ce ne cale) e, cosa molto più grave, su quella di un intero Paese intrappolato negli scantinati di Villa Arcore, non sarà sopita, in un modo o nell’altro.


L’Italia chiede di uscirne, i miasmi sono asfissianti, e abbiamo degli impegni da onorare: il debito pubblico da risanare, la disoccupazione galoppante, il costo della vita che aumenta, il buco nero culturale che ci fagocita.

 

Ma l’Italia è intrappolata negli scantinati di Arcore, e i Vescovi tacciono strepitosamente.

 


Tarquinio però un errore lo commette, e lascia cadere la maschera.

 

L’esordio del suo articolo, dal titolo "Chiarezza necessaria fa presagire una presa di posizione forte", dal momento che afferma:

 

"Non so come si concluderà l’indagine milanese a carico del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Ma so che i reati che avrebbe commesso secondo i Pubblici Ministeri sono molto pesanti: 'concussione' e 'prostituzione minorile'.

 

E so che se sul piano delle possibili conseguenze penali il primo reato ipotizzato - la concussione - è il più grave, il secondo reato - la prostituzione minorile - sul piano della valutazione morale è addirittura insopportabile.

 

I lettori di Avvenire, del resto, conoscono bene le nostre battaglie contro l’infame industria della prostituzione, contro la pedofilia (sic!) in tutte le sue forme comprese quelle mercenarie, contro le lusinghe e le violenze tese a indurre qualunque persona - soprattutto le più piccole e le più fragili - a fare mercato del proprio corpo".

 

Ottimo.

 

Ci si sente rinfrancati: i Cattolici non ne possono più.

 


Macché.

 

Più avanti, il direttore che ha sostituito Boffo, caduto sotto i colpi fangosi non della Magistratura, ma di “colleghi” giornalai, si palesa, e con lui palesa l’untuosa ambiguità in cui ormai versa l’autorità morale della Chiesa Cattolica; ecco in cosa risiede, secondo l’analisi di Tarquinio, il vero problema:

 

... "soprattutto so che, ancora come un devastante tornado, s’è abbattuta non soltanto sul principale leader politico italiano e su un gruppo di suoi amici e amiche e conoscenti, ma sull’immagine internazionale del nostro Paese, sui discorsi tra genitori e figli, tra colleghi, persino tra passanti.

 

So che questa indagine, questa articolata ipotesi d’accusa col suo corredo di nomi esotici e di intercettazioni piccanti, è esplosa fuori dal forno dov’era stata cucinata riportando sul tavolo - e non solo quello delle Istituzioni, ma anche quello da pranzo delle famiglie italiane - il fumo più che mai tossico della guerra tra settori del mondo delle Toghe e settori del mondo della Politica e un immangiabile ‘piatto forte’ a base di potere, sesso e soldi.
 

So, poi, un’altra cosa molto importante.

 

Tutto questo poteva non accadere.

 

Questa escalation - il passaggio del Presidente del Consiglio da possibile 'parte lesa' a indagato principe nel fascicolo dedicato al cosiddetto caso Ruby - poteva non essere sotto i nostri occhi e al primo posto nei nostri discorsi in un momento in cui su ben altro ci si dovrebbe concentrare per il bene del Paese.

 

Si può legittimamente argomentare sul motore di questo ennesimo e increscioso affondo giudiziario contro Berlusconi, ci si può persino interrogare sulle straordinarie energie investigative investite in questa vicenda da strutture centrali di Polizia e dalla Procura milanese".
 

 

Tacitare, coprire, nascondere, non parlare.

 

Ecco la strategia della più autorevole Agenzia di Moralità del Paese.

 

In un flash mnemonico involontario, riemerge alla mente la figura dell’assassina del celebre film di Dario Argento, Profondo Rosso, che in preda al suo raptus di follia ripeteva ossessivamente:

 

"Nessuno deve sapere, nascondere tutto, coprire, dimenticare, dimenticare, dimenticare!".


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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