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Vigna di Valle, Bracciano, Roma, mercoledì 19 gennaio 2011

Vigna di Valle - Cambio al vertice dello Stato Maggiore della Difesa

di Iris Novello 

 

 

Al Generale Camporini subentra il Generale Abrate: il Presidente della Repubblica e il Ministro della Difesa presenziano la cerimonia al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle. (Foto © Iris Novello)

 

 

Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle ha ospitato ieri mattina l’austera cerimonia di avvicendamento del Capo di Stato Maggiore della Difesa tra il Generale Vincenzo Camporini e il subentrante Generale Biagio Abrate.


 

I gonfaloni della Provincia di Roma e dei paesi che si affacciano sul lago, Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano, hanno preceduto l’ingresso di una rappresentanza di militari in alta uniforme delle quattro Forze Armate della Repubblica Italiana con le bandiere di guerra, alle quali sono stati resi gli onori con l’Inno Nazionale.

 

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme al Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e ai Generali Camporini, Abrate e Mosca Moschini, hanno passato in rassegna i reparti e preso posto sul palco insieme alle numerose Autorità Civili e Militari, fra le quali il Presidente della Corte Costituzionale, la Governatrice del Lazio e il Presidente della Provincia.

 


“È difficile oggi, nel momento in cui passo il testimone nelle mani del Generale Abrate, resistere alla tentazione di fare un bilancio - ha detto Camporini durante il discorso di commiato: tre anni intensi, in cui lo strumento militare è stato impegnato nelle circostanze più varie, da quelle tipicamente operative in teatri globali, dall’Afghanistan all’Oceano Indiano ad Haiti, a quelle di supporto alle Autorità Civili, sia per la sicurezza interna, sia per rimediare a difficoltà di talune Amministrazioni Locali, sia in quelle più dolorose di soccorso in occasione di calamità naturali, ove le Forze Armate, come sempre nel passato, si sono confermate strumento efficace e pronto, con risposte immediate”.

 

Ma l’ex Capo dello Stato Maggiore della Difesa ha menzionato anche tutto ciò che non è riuscito ad ottenere in seguito alle proposte avanzate nella riunione del Consiglio Supremo di Difesa del 2 ottobre 2008.

 

“In quella circostanza - ha continuato Camporini - ho descritto un percorso lungo e faticoso, fatto di scelte difficili e dolorose che avrebbe però portato già nel breve-medio termine ad un utilizzo più razionale ed efficiente delle risorse.

Non sono stato capace di trasmettere alle classi dirigenti di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri il concetto che Interforze non è solo un insieme di lettere dell’alfabeto, ma l’unica speranza perché il futuro, anche prossimo, non veda un crollo verticale delle capacità operative”.

 

“Fra le cose che non sono riuscito a fare c’è un macigno che peserà per sempre, il non essere riuscito a salvare venticinque vite!” ha detto il Generale Camporini, menzionando uno ad uno i nomi dei militari morti nelle Missioni all’estero durante i suoi mille giorni di Comando e ai quali, da ieri mattina purtroppo, se ne è aggiunto un altro.

 


Il messaggio augurale è stato colto dal Generale Biagio Abrate che nel suo discorso ha sottolineato “di poter fare affidamento sulla conoscenza e sull’amicizia dei Capi di Stato Maggiore dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Segretario Generale della Difesa/Direttore Generale degli Armamenti”.

 

“So di poter contare sul loro alto valore e sul loro sostegno - ha continuato - così come sulla professionalità e sulla generosità di tutti i Comandanti ai vari livelli, di tutto il Personale Militare e Civile della Difesa, degli Organi della Rappresentanza Militare e delle Organizzazioni Sindacali, cui esprimo la mia più ampia fiducia.

 

È con questa tensione, con questi sentimenti, con l’impegno ad essere degno dell’alto incarico affidatomi, che mi accingo a dare seguito e contenuto alle linee guida definite dal Ministro della Difesa, e nel percorso di cambiamento e modernizzazione dello strumento militare magistralmente tracciato dal Generale Camporini.

 

Un percorso - ha concluso Abrate - che vorrei indirizzare ancor più all’apertura verso la società per una continua osmosi, per un costante confronto, per una più forte solidarietà, per una reciproca crescita, nel fermo convincimento che le Forze Armate rappresentano una risorsa non solo materiale, ma anche morale per tutti i Cittadini”.
 

 

Il Ministro della Difesa ha elogiato l’operato del Generale Camporini e ha risposto alla questione da lui sollevata.

 

“Lei ha voluto guardare al bicchiere mezzo vuoto, alle cose che non è riuscito a realizzare - ha detto il Ministro La Russa - e anche se il Parlamento a suo tempo ha votato una Legge che presuppone una integrazione sempre maggiore delle Forze Armate, l’ostacolo per una semplificazione veloce è di natura diversa e dipendente dalle risorse disponibili, mi auguro che il tutto possa avvenire in tempi ragionevolmente brevi”.

 

Il Ministro della Difesa ha inoltre sottolineato l’attaccamento alla Patria, alle tradizioni e alla storia del nostro Paese dei Militari delle Forze Armate, quale esempio per tutti i Cittadini.

 

“Il bicchiere viene riempito dalla passione, dalla qualità e dal valore delle Forze Armate - ha detto La Russa - dalla gratitudine per quegli uomini e quelle donne d’Italia che meritano tutto l’apprezzamento per ciò che fanno in Patria e all’estero”.

 

 

 

Un momento del discorso di commiato tenuto dal Generale Camporini durante la cerimonia di avvicendamento del CSMD nell'Hangar Badoni del Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle. (Foto © Iris Novello)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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