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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Bracciano, Roma, domenica 16 gennaio 2011 Animale ferito? - A Bracciano nessun Organo di Polizia interviene... Fonte: Ufficio Stampa Associazione T.A.N.A. Onlus Su segnalazione di Iris Novello
... Qualora un Organo di Polizia si rifiuti di intervenire commette il reato di Omissione di Atti di Ufficio - Art. 328 C.P.. (Foto di archivio)
Se lo prendete e curate a vostre spese riuscite a salvarlo altrimenti resta per terra in agonia anche per giorni.
Tutti gli organi di Polizia Giudiziaria, su iniziativa e segnalazione, devono comunque sempre intervenire in ordine ad un reato a danno degli animali.
Non possono rifiutare il loro operato (sotto pena di integrazione del reato di Omissione di Atti di Ufficio, ex Art. 328 C. P.) qualora un privato o un’Associazione si rivolga loro sostenendo che non è di loro competenza.
Nell’Art. 55 C. P. si specifica chiaramente che la Polizia Giudiziaria deve intervenire e nel D. M. 23 marzo 2003 si indicano il Corpo Forestale dello Stato, le Polizie Provinciali e Municipali come Organi di riferimento primario per l’applicazione della Legge a tutela degli animali.
Quanto sopra non esonera però gli altri Organi di polizia giudiziaria (Guardaparco, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, ed altri statali e locali) dal dovere positivo di intervento in caso di reati a danno degli animali: il rifiuto per presunta incompetenza sarebbe una grave Omissione di atti di ufficio.
A Bracciano nessun Organo di Polizia interviene a fronte di problemi legati agli animali, perché non avrebbe un canile o veterinario a cui fare riferimento e alla fine chi se la prende la patata bollente?
Nonostante i nostri solleciti inviati al Comune affinché ci indicasse un veterinario a cui portare gli animali feriti, non abbiamo mai avuto risposta.
La ASL Veterinaria che prevede un veterinario
reperibile 24 ore festivi compresi (pensate che il territorio che copre
è vastissimo ed il veterinario potrebbe trovarsi a Civitavecchia o più
lontano) non ha la possibilità di operare gli animali feriti perché
sprovvista di sala operatoria e non può nemmeno fare radiografie o
praticare le prime cure perché sprovvista anche di farmaci idonei. La ASL di nostra competenza per risolvere questo problema e come da Normativa Vigente, ha chiesto all’Ufficio Tecnico del Comune di Bracciano di indicare una Struttura Sanitaria di Riferimento ed anche in questo caso nessuna risposta.
Insomma se troviamo un animale vagante nessuno lo prende, ma se ne troviamo uno ferito dobbiamo assistere inermi anche alla sua agonia o mettere mano al portafoglio.
Di solito gli animali investiti riportano fratture o traumi cranici: avete idea di quanto costa un intervento ortopedico?
Se trovate un veterinario che considera che l’animale è randagio forse ve la cavate con 300 euro per un femore rotto e scusate se sembra di stare al supermercato a vedere le offerte speciali!
Nel Codice della Strada (Art. 189 bis) è ora contemplato il reato di Omissione di Soccorso anche per gli animali, ma nessuno dice che oltre a doverli soccorrere dobbiamo anche accollarci la spese mediche.
In due anni di gestione volontaria dell’UDA Comunale abbiamo sempre dovuto provvedere a titolo privato alle cure degli animali feriti e non parliamo se l’animale in questione appartiene alla fauna selvatica.
Insomma la Legge tutela gli animali, fa obbligo di soccorso, obbliga i Comuni a munirsi di canile e struttura sanitaria, le Forze dell’Ordine ad intervenire, la ASL a fornire il personale medico per le adeguate cure, ma siamo sempre e solo noi privati a fare tutto.
È accaduto proprio a noi il 1° gennaio di vedere una macchina investire un cane incrocio luppoide/molossoide e scappare via.
Abbiamo preso l’animale, portato in clinica ed ora per consentirgli di camminare ancora abbiamo una parcella di 1.500 euro da pagare...
Ufficio Stampa
Via del Fornaccio 18
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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