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Nepi, Viterbo, venerdì 24 dicembre 2010

Tanti Auguri (scomodi)! - Una riflessione sul Natale da quella che è stata una delle voci di pace, più vere e profetiche, dei nostri tempi: Don Tonino Bello

Fonte: Ufficio Stampa Comitato "Nepi per la Pace"

 

 

Un giovane Antonio Bello, "Don Tonino", poi Vescovo di Ruvo. (Foto di archivio)

 

 

Pubblichiamo volentieri la riflessione sul Natale inviataci in Redazione dal Direttivo del Comitato "Nepi per la Pace".


Auguri scomodi
 


Carissimi,

 

non obbedirei al mio dovere di Vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire.

Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
 


Gesù che nasce per amore

 

vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

 

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
 


Il Bambino che dorme sulla paglia

 

vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno,

 

finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
 


Dio che diventa uomo

 

vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
 


Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo,

 

vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie,

 

finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
 


Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne,

 

disturbi le sbornie dei vostri cenoni,

 

rimproveri i tepori delle vostre tombolate,

 

provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie,

 

fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
 


Gli Angeli che annunciano la pace

 

portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
 


I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza,

 

vi facciano capire

 

che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
 

Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
 

Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
 


I Pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

 

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
 


Buon Natale!

Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.


Tonino Bello

 

 

 

Ufficio Stampa Comitato "Nepi per la Pace"

Nepi, Viterbo

info@comitatonepiperlapace.it  

www.comitatonepiperlapace.it

 

 

 

Approfondimento
 

 

"Don" Tonino Bello

Antonio Bello, meglio conosciuto come Don Tonino (Alessano, 18 marzo 1935 – Molfetta, 20 aprile 1993), è stato un Vescovo Cattolico.
 

Dopo gli studi presso i seminari di Ugento e di Molfetta, don Tonino venne ordinato sacerdote l'8 dicembre 1957 e incardinato nella Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Due anni dopo conseguì la licenza in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale e nel 1965 discusse presso la Pontificia Università Lateranense la tesi dottorale intitolata "I congressi eucaristici e il loro significato teologico e pastorale".
 

Nel frattempo, gli era stata affidata la formazione dei giovani presso il seminario diocesano di Ugento, del quale fu per 22 anni vice-rettore.

Dal 1969 fu anche assistente dell'Azione Cattolica e quindi vicario episcopale per la pastorale diocesana.
Nel 1978 il vescovo Michele Mincuzzi lo nominò amministratore della Parrocchia Sacro Cuore di Ugento, e l'anno successivo Parroco della Chiesa Matrice di Tricase.

Qui avrebbe mostrato una particolare attenzione nei confronti degli indigenti, sia con l'istituzione della Caritas sia con la promozione di un osservatorio delle povertà.


Il 10 agosto 1982 fu nominato Vescovo delle Diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi e, il 30 settembre dello stesso anno, Vescovo della Diocesi di Ruvo.

Ricevette l'ordinazione episcopale il 30 ottobre 1982 dalle mani di Monsignor Mincuzzi, Arcivescovo di Lecce e già Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, coconsacranti il Vescovo Aldo Garzia, che aveva lasciato pochi mesi prima le Cattedre di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, e l'Arcivescovo Mario Miglietta, della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.


Sin dagli esordi, il ministero episcopale fu caratterizzato dalla rinuncia a quelli che considerava segni di potere (per questa ragione si faceva chiamare semplicemente don Tonino) e da una costante attenzione agli ultimi: promosse la costituzione di gruppi Caritas in tutte le parrocchie della Diocesi, fondò una comunità per la cura delle tossicodipendenze, lasciò sempre aperti gli uffici dell'episcopio per chiunque volesse parlargli e spesso anche per i bisognosi che chiedevano di passarvi la notte.

Sua la definizione di "Chiesa del grembiule" per indicare la necessità di farsi umili e contemporaneamente agire sulle cause dell'emarginazione.


Nel 1985 venne indicato dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana a succedere a Monsignor Luigi Bettazzi, Vescovo di Ivrea, nel ruolo di guida di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace.

In questa veste si ricordano diversi duri interventi: tra i più significativi quelli contro il potenziamento dei poli militari di Crotone e Gioia del Colle, e contro l'intervento bellico nella Guerra del Golfo, quando manifestò un'opposizione così radicale da attirarsi l'accusa di istigare alla diserzione.
A seguito dell'unificazione delle Diocesi di Molfetta, Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo, disposta dalla Congregazione per i Vescovi il 30 settembre 1986, viene nominato primo Vescovo della nuova divisione ecclesiatica pugliese.


Nel settembre 1990 fondò, coadiuvato dal movimento Pax Christi, a Molfetta (Bari) la rivista mensile Mosaico di Pace.
 

Benché già operato di tumore allo stomaco, il 7 dicembre 1992 partì insieme a circa cinquecento volontari da Ancona verso la costa dalmata dalla quale iniziò una marcia a piedi che lo avrebbe condotto dentro la città di Sarajevo, da diversi mesi sotto assedio serbo a causa della guerra civile.

L'arrivo nella città assediata, tenuta sotto tiro da cecchini serbi che potevano rappresentare un pericolo per i manifestanti, fu caratterizzato da maltempo e nebbia.

Don Tonino parlò di "nebbia della Madonna" (celebrata, appunto, in data 8 dicembre).
 

Tra il 1990 e il 1992 ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Manifesto".
Morì a Molfetta il 20 aprile 1993.


Il 27 novembre 2007 la Congregazione per le Cause dei Santi ha avviato il processo di beatificazione del Vescovo pugliese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

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Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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