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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Treia, Macerata, giovedì 23 dicembre 2010 Scuole che cadono a pezzi: l'esempio emblematico di Calcata...
Scuole che cadono a pezzi, sia in un senso che nell'altro: gli esempi di Calcata e Faleria in Provincia di Viterbo... (Foto © Armando Marchesini)
Ora, superato l'aspetto dell'immagine e della bella figura, come spesso accade, è subentrata una sorta di indifferenza e di menefreghismo per cui il “livello” raggiunto decade... insomma si “vive sugli allori”.
Così le cose deteriorano e si evita di
mantenere le promesse e di restare all'altezza della situazione.
Portavoce di European Consumers
Tuscia
Sono diverse settimane che il cancello della Scuola di Calcata è rotto (bastano 15 minuti per ripararlo) e chiunque può intrufolarsi all’interno in qualsiasi momento.
Ricordiamo che la
suddetta scuola ospita i bambini provenienti da Rignano Flamino, e
questo dettaglio, non affatto trascurabile, la rende evidentemente ancor
più di premurosa attenzione.
Consapevole
dell’esperienza personale dell’anno scorso, dove praticamente l’intero
anno scolastico il contatore della luce era a vista e con i fili della
corrente di entrata a portata di bambino e così rimasto finché il
sottoscritto, dopo innumerevoli solleciti, non ha informato il Sindaco
in persona del pericolo, mi sono messo in moto per avvisarlo anche
questa volta (il Sindaco, ricordo che la Scuola è proprietà del Comune)
del suddetto problema del cancello.
Premetto che come
privato Cittadino, non mi interessano gli evidenti battibecchi o le
tante ripicche paesane che intercorrono tra Scuola, Comune, Dirigente
Scolastico, Preti, Sindaci, Genitori, Monsignori, Cori, Assessori,
Maestri… o che caspita ne so’ io.
Quello che ovviamente ho fatto è stato andare dalla Fiduciaria, la Maestra Carla Izzi, e avvertirla di produrre questo benedetto scritto, la quale mi ha risposto: “Ma se lo sa benissimo il Sindaco che il cancello è rotto.
Ho anche
avvertito l’Ufficio Tecnico… comunque se lo vorrà per iscritto, va bene
glielo metterò per iscritto, me lo poteva dire prima… (il Sindaco)”.
E ora?
La solita miseria
umana.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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