Portale

Prima pagina | Mappa

 

Redazione & informazione

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci dal territorio

Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le voci più recenti 

 

 

  Gli eventi del mese 

Dicembre 2010

 

  Archivi 

2011 2010 2009

 

EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

Treia, Macerata, giovedì 23 dicembre 2010

Scuole che cadono a pezzi: l'esempio emblematico di Calcata... 

di Paolo D’Arpini

 

 

Scuole che cadono a pezzi, sia in un senso che nell'altro: gli esempi di Calcata e Faleria in Provincia di Viterbo... (Foto © Armando Marchesini)



Quando alcuni anni fa, con grande can can mediatico e continui appostamenti di giornalisti, fotografi e curiosi, furono assegnati i bambini (vittime di soprusi) provenienti dall'Istituto di Rignano Flaminio, la Scuola Elementare di Calcata fu portata a modello di buon esempio, sia per aver aver accolto i bambini provenienti da una situazione difficile, sia per la funzionalità della struttura stessa...
 

 

Ora, superato l'aspetto dell'immagine e della bella figura, come spesso accade, è subentrata una sorta di indifferenza e di menefreghismo per cui il “livello” raggiunto decade... insomma si “vive sugli allori”.

 

Così le cose deteriorano e si evita di mantenere le promesse e di restare all'altezza della situazione.
 


Forse non ci si rende conto, a livello amministrativo, che il mantenimento delle strutture scolastiche elementari di un piccolo paese corrisponde al mantenimento della cultura locale e del senso di identità...

Ancora una volta perciò, dopo la segnalazione dei guasti all'impianto elettrico di Faleria, sono costretto a segnalare alcuni inconvenienti strutturali della Scuola di Calcata che mi sono stati comunicati da un genitore.



Paolo D'Arpini

Portavoce di European Consumers Tuscia

 


Lettera ricevuta
 

Sono diverse settimane che il cancello della Scuola di Calcata è rotto (bastano 15 minuti per ripararlo) e chiunque può intrufolarsi all’interno in qualsiasi momento.

 

Ricordiamo che la suddetta scuola ospita i bambini provenienti da Rignano Flamino, e questo dettaglio, non affatto trascurabile, la rende evidentemente ancor più di premurosa attenzione.
 


Il sottoscritto ha avvertito il personale della Scuola dell’inconveniente e tutti hanno dato la stessa risposta: “da mo’ che lo sanno il Sindaco e l’Ufficio Tecnico, ma nessuno fa niente”.
 

Consapevole dell’esperienza personale dell’anno scorso, dove praticamente l’intero anno scolastico il contatore della luce era a vista e con i fili della corrente di entrata a portata di bambino e così rimasto finché il sottoscritto, dopo innumerevoli solleciti, non ha informato il Sindaco in persona del pericolo, mi sono messo in moto per avvisarlo anche questa volta (il Sindaco, ricordo che la Scuola è proprietà del Comune) del suddetto problema del cancello.
 


Beh mi sono sentito rispondere, non scevro da un tono polemico e di fastidio, che a lui non risulta nulla di scritto sul problema, che è stufo (??? ma allora perché non si dimette?), che lui non è assolutamente responsabile di eventuali inconvenienti e perciò non farà nulla finché questo scritto (che secondo il Sindaco dovrebbe produrre la Fiduciaria) non arriverà nel suo Ufficio.

 

Premetto che come privato Cittadino, non mi interessano gli evidenti battibecchi o le tante ripicche paesane che intercorrono tra Scuola, Comune, Dirigente Scolastico, Preti, Sindaci, Genitori, Monsignori, Cori, Assessori, Maestri… o che caspita ne so’ io.
 


Non entro in merito alla assai deludente risposta del Sindaco (anche se avrebbe fatto meglio a dire “ha fatto bene a dirmelo, mi attiverò per risolvere il problema e dare una tiratina di orecchie al responsabile della mancata informazione”) e neanche consideriamo il fatto che la Scuola è un orribile cantiere aperto già da un anno (vedi foto), dove qualche altro piccolo pericolo esiste.

 

Quello che ovviamente ho fatto è stato andare dalla Fiduciaria, la Maestra Carla Izzi, e avvertirla di produrre questo benedetto scritto, la quale mi ha risposto: “Ma se lo sa benissimo il Sindaco che il cancello è rotto.

Ho anche avvertito l’Ufficio Tecnico… comunque se lo vorrà per iscritto, va bene glielo metterò per iscritto, me lo poteva dire prima… (il Sindaco)”.
 


Che dire, è evidente che i rapporti tra le varie Istituzioni (e direi anche quelli personali) non funzionano, giacché si evidenzia una NON volontà a risolvere tempestivamente e nel miglior modo i problemi, e c’è un continuo ricercare un pelo nell’uovo per intricare il più possibile situazioni che di intricato non avrebbero assolutamente nulla.
 


Non capisco perché in questi casi ci si dimentica dei bambini e si pensa grettamente ai fatti propri, a fregarsene di tutto il resto e si gioca a fare il solito, e pericoloso, scarica barile.

Mi chiedo dove saranno gli altri due importanti protagonisti della faccenda: il Dirigente Scolastico Alfonso Francocci e l’inesistente Consigliera, con Delega per la Scuola, Veronica Di Giovanni… - mistero!
 


Questa Scuola a cui tanto abbiamo dedicato, cercato di difendere, mantenere e a cui tutti noi teniamo.

E ora?

La solita miseria umana.
 


Armando Marchesini
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina