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Nepi, Viterbo, giovedì 23 dicembre 2010

Nepi: la musica ha celebrato il Natale, Festa di Pace, Condivisione ed Accoglienza

Fonte: Ufficio Stampa Comitato "Nepi per la Pace"

 

 

 

Nella splendida cornice del Duomo di Nepi, si è svolta domenica 19 dicembre 2010, la Ottava edizione del Concerto “Natale Festa di Pace”.
 

Il Concerto, entrato ormai a far parte dei tradizionali eventi natalizi di Nepi e della Provincia di Viterbo, ha registrato una partecipazione straordinaria di pubblico, presenti anche i Sindaci di Nepi e Castel Sant’Elia.
 

Il Concerto, attraverso la bellezza della musica, linguaggio universale di tutti i Popoli, ha ricordato a tutti i presenti il valore assoluto della pace, della giustizia, della condivisione e della fraternità tra gli esseri umani e dell’accoglienza verso i migranti.
 

 

Il tenore Roberto Cresca, giovane talento nepesino e ormai artista di indubbia e consolidata fama internazionale, accompagnato nella sua esibizione dalla bravura della giovane pianista Cecilia Sernacchioli, ha eseguito celebri arie tratte dal repertorio operistico italiano ed internazionale e un medley di brani natalizi.


Il Concerto è stato presentato da Giorgio Risca, uno dei volti più conosciuti ed apprezzati della Compagnia Teatrale “La Torretta” e del teatro amatoriale viterbese e nazionale ,che ha ricordato con grande e rinnovata emozione la figura di Leopoldo Alimelli, un uomo impegnato nelle attività di educazione alla pace del comitato, uno straordinario artista, un infaticabile ed indimenticabile animatore della Compagnia Teatrale “La Torretta”, maestro di tante generazioni di giovani artisti di Nepi.


Nell’intervallo Padre Januz Konopacki, Parroco del Duomo di Nepi, ha rivolto un saluto di benvenuto a tutti i partecipanti ed ha sottolineato l’urgenza e la necessità di costruire la Pace subito perché possibile, cominciando con il sincero ed incondizionato impegno di ognuno di noi.

 


Il Professor Enzo Censi, del Direttivo del Comitato, ha iniziato il suo intervento portando l’affettuoso saluto di Monsignor Dante Bernini, da sempre un caro e preziosissimo amico e punto di riferimento del Comitato, e ha poi proseguito con la lettura di una riflessione sul tema della pace e sulla condizione di tanti migranti che nel nostro Paese vivono in condizioni sempre più drammatiche e privati di diritti fondamentali.


La riflessione ha posto una semplice domanda:

 

“È possibile comprendere veramente il significato del Natale senza farsi in qualche modo migrante?

 

Senza comprendere il dramma di milioni di persone che fuggono da guerre, violenze e povertà e che vivono la stessa condizione di migrante, fuggiasco e perseguitato vissuta da quel Gesù di cui il Natale ricorda ogni anno la nascita?”.


La risposta, altrettanto semplice, è stata:

 

“È necessario fare anche del Natale un’occasione di pace vera e di vera giustizia, nutrita dalla equa condivisione e responsabilità delle risorse del Pianeta, dalla fine di ogni guerra e violenza, dall’accoglienza solidale verso gli altri, specialmente i più deboli, i poveri, i bambini e i migranti”.

 


A conclusione del Concerto è stato ribadito con forza l’appello perché le ingenti risorse di denaro pubblico che vengono spese ogni anno per l’acquisto di armi siano invece destinate all’educazione dei giovani, alla scuola, ai servizi sociali, alla assistenza sanitaria, alla cura dei territori, ai Paesi più poveri, alla lotta alla fame e alla malattie, e a politiche di assistenza ed accoglienza dei Migranti.
 

 

Il Comitato “Nepi per la Pace”, nell’augurare un Buon Natale a tutti, vuole esprimere pubblicamente il più sincero ringraziamento a tutti i Soci, a quanti hanno partecipato, e a tutte le persone che si sono impegnate con generosità rendendo così possibile anche quest’anno la realizzazione di questo splendido ed emozionante Concerto.


Per comunicazioni:

Silvio Sgamuffa

Vicepresidente del Comitato

0761 555 341
 

 

 

Ufficio Stampa Comitato "Nepi per la Pace"

Nepi, Viterbo

info@comitatonepiperlapace.it  

www.comitatonepiperlapace.it
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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