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Cerveteri, Roma, martedì 21 dicembre 2010

Cerveteri - “Acqua gratis per gli studenti”: Lotta Studentesca dice no alla privatizzazione dell’acqua!

Fonte: Lotta Studentesca Cerveteri

 

 

"L'acqua è un diritto fondamentale e come tale deve essere gratis per tutti" - ONU, giugno 2010.      (Foto di archivio)

 

 

I ragazzi di Lotta Studentesca Cerveteri nella mattinata di giovedì 16 dicembre hanno compiuto un'azione simbolica nell'Istituto Enrico Mattei, a dimostrazione dell'iniziativa "Acqua gratis per gli studenti".


In pieno stile natalizio, vestiti da Babbo Natale i ragazzi hanno distribuito gratuitamente circa 150 bottigliette d'acqua allo slogan "L'acqua è un diritto!".

 

 

Quest'azione è andata a simboleggiare l'iniziativa di Lotta Studentesca, portata avanti dall'inizio dell'anno scolastico per adempire ad uno dei diritti fondamentali dell'uomo, cioè l'acqua; infatti come emanato dall’ONU nel giugno del 2010 l'acqua è un diritto fondamentale e come tale deve essere gratis per tutti, quindi anche per gli studenti.

 

In un paese come Cerveteri dove l'acqua del rubinetto è ancora dalla potabilità incerta, Lotta Studentesca propone di mettere dei dispenser d'acqua (stile ufficio) in tutto l'Istituto, garantendo cosi acqua gratis a tutti gli studenti; dispenser, ovviamente, autofinanziati da sponsor esterni, che non peserebbero quindi sulle finanze scolastiche.
 

 

Questa iniziativa inoltre si ricollega ad uno dei temi sociali più spinosi di quest'ultimo periodo, la privatizzazione dell'acqua a favore delle multinazionali e a sfavore di tutti i Cittadini.

 

L'ondata ed il messaggio rivoluzionario di questa proposta è grande, perché non si garantirebbe soltanto acqua gratis a tutti gli studenti, ma l'ambiente studentesco e scolastico darebbero un calcio ed un segnale forte alla privatizzazione dell'acqua, rispondendo con un deciso NO.
 

 

Sperando che le logiche utilitaristiche ed economiche vengano messe in secondo piano di fronte ad una tale iniziativa, non ci resta che continuare questa, ed altre battaglie, per i diritti studenteschi fondamentali.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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