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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Nepi, Viterbo, lunedì 20 dicembre 2010 Nepi - Lettera aperta della Sezione ANPI “Emilio Sugoni” agli studenti Fonti: A.N.P.I. - Circolo di Nepi “Emilio Sugoni”
Un momento delle numerosissime manifestazioni degli studenti in tutta l'Italia a difesa della Scuola Pubblica. (Foto di archivio)
Pubblichiamo volentieri la lettera aperta della Sezione ANPI,
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, “Emilio Sugoni” di Nepi agli
studenti che preparano la manifestazione di mercoledì 22 dicembre 2010.
la Sezione ANPI di Nepi esprime apprezzamento, sostegno e ringraziamento per la vostra azione in difesa del diritto allo studio e così delle possibilità residue di un futuro civile e migliore per l’Italia intera.
“ La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”.
La possibilità di successo della vostra protesta è quindi legata indissolubilmente alla capacità di isolare e respingere ogni atto di violenza e provocazione da parte dei Fascisti.
”I Cittadini hanno diritto di riunirsi
pacificamente e senz'armi...”
Quindi, nel richiamare tutte le Istituzioni
alla massima vigilanza per un pacifico e democratico svolgimento della
manifestazione, auspichiamo che a guidare il corteo di mercoledì siano
l’antifascismo, la nonviolenza, la Carta Costituzionale e la vostra
Generosa e Bella Gioventù.
Per comunicazioni: Arch. Giuseppe Tacconi Presidente della Sezione ANPI di Nepi
0761 570 405
A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani D’Italia
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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