Portale

Prima pagina | Mappa

 

Redazione & informazione

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci dal territorio

Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le voci più recenti 

 

 

  Gli eventi del mese 

Dicembre 2010

 

  Archivi 

2011 2010 2009

 

EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

Treia, Macerata, sabato 18 dicembre 2010

Bioregionalismo ed umanità - La notte di Luigi Daga e quella di un ignoto barbone romeno: ... il freddo secca i migliori!

di Paolo D’Arpini

 

 

Ad appena 64 anni Luigi Daga, già Sindaco di Tarquinia, è morto al Fatebenefratelli di Roma. (Foto di archivio)



Alcune note un po' tristi: un uomo politico che ho conosciuto e rispettato in passato il 16 dicembre u.s. se ne è andato...

Si tratta di Luigi Daga, un esponente del vecchio PCI, poi confluito nel PDS, che fu Consigliere Regionale ed anche Assessore nel Lazio.
Successivamente fu compagno e portavoce di Achille Occhetto, il fondatore del PDS esautorato dal “deputato di Gallipoli” (sapete chi è vero?).

Ma Luigi Daga, lasciando Tarquinia, la città di cui fu anche “primo” cittadino, è semplicemente “andato avanti” nella regione dove tutti lo raggiungeremo.

 

 

In quel luogo di giudizio lui non avrà nulla da rimproverarsi, poiché lui sino all'ultimo è stato coerente con le sue idee e con se stesso.

 

Ad esempio quando era diventato Assessore Regionale per il rinnovo delle Istituzioni, sotto Badaloni, allorché si accorse che non poteva minimamente operare quel cambiamento
auspicabile e che tutte le sue proposte venivano bocciate (dalla Segreteria Politica del “baffetto” che manovrava il timone sotto coperta), non esitò a dimettersi (come per altro aveva fatto degnissimamente il suo compagno Achille Occhetto).

 

Le sue dimissioni da Assessore Regionale fecero scalpore perché già si stava affermando
in politica l'uso malsano che chi accaparra una poltrona ci si incolla sopra, costi quel che costi.. (vedi i fatti recenti in Parlamento).
 


E quali erano le innovazioni che Luigi Daga proponeva alla Regione Lazio?

 

Tanto per cominciare il decentramento amministrativo, sotto forma anche di riaggiustamento delle competenze e delle delimitazioni territoriali.

 

Daga fu il primo uomo politico ad appoggiare apertamente le idee bioregionali del far combaciare le aree omogenee e le matrici culturali con gli ambiti delle Province storiche.

 

Apertamente, contro tutti, caldeggiò la riaggregazione della Tuscia storica unificando i
suoi territori smembrati durante il Fascismo e suddivisi tra la Provincia di Roma e quella di Viterbo (senza dimenticare Orvieto e la Maremma).

 

Il suo sogno era di veder la Tuscia risorgere e riacquistare integrità territoriale e culturale oltre che economica... e la stessa cosa auspicava per la Sabina e per gli altri territori che erano stati penalizzati per favorire la crescita smisurata di Roma.

 

Insomma le sue idee avrebbero condotto il Lazio verso un vero federalismo bioregionale, compensando Roma con lo status amministrativo di Città Regione-Capitale.
 


Ricordo tra l'altro che a suo tempo fu uno dei promotori della variazione della Legge che condannava il Borgo di Calcata all'abbattimento e contribuì, assieme a Primo Mastrantoni, altro benefattore di Calcata, a formulare una nuova Legge Regionale che prevedeva il recupero dell'abitato storico e concedeva il “diritto” ai suoi riabitanti di esserne Cittadini a tutti gli effetti.

 

Anche questa del “riabitare” pienamente i luoghi è uno degli indirizzi bioregionali, che non riconoscono l'etnia come primaria (il contrario del Federalismo bossista) bensì considerano la piena adesione al luogo ed alla comunità, indipendentemente dall'origine etnica.
 


La sua battaglia emendatrice della Politica, trascorsa l'esperienza in Regione, continuò, nei limiti del possibile, nella sua Tarquinia ove combatté sino all'ultimo contro lo sperpero e la corruzione e contro la mancanza di trasparenza e l'amoralità politica.

Mi duole che siano spesso i migliori a lasciare questo mondo... ma allo stesso tempo son lieto che “andando avanti” (e qui intendo in ogni senso) uomini come Luigi Daga abbiano fornito un esempio e stabilito con la loro condotta le pietre miliari di una nuova società.
 


Voglio accomunare al ricordo di Luigi Daga anche l'ignoto barbone che non ha potuto trovare umana accoglienza a Viterbo, morendovi nottetempo nel gelo.

 

Per significare come la Classe Politica ed Amministrativa della Tuscia abbia ancora molto da apprendere in fatto di “coscienza etica”...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina