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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Treia, Macerata, sabato 18 dicembre 2010 Bioregionalismo ed umanità - La notte di Luigi Daga e quella di un ignoto barbone romeno: ... il freddo secca i migliori!
Ad appena 64 anni Luigi Daga, già Sindaco di Tarquinia, è morto al Fatebenefratelli di Roma. (Foto di archivio)
Si tratta di Luigi Daga, un esponente del vecchio PCI, poi confluito nel
PDS, che fu Consigliere Regionale ed anche Assessore nel Lazio.
In quel luogo di giudizio lui non avrà nulla da rimproverarsi, poiché lui sino all'ultimo è stato coerente con le sue idee e con se stesso.
Ad esempio quando era diventato Assessore
Regionale per il rinnovo delle Istituzioni, sotto Badaloni, allorché si
accorse che non poteva minimamente operare quel cambiamento
Le sue dimissioni da Assessore Regionale
fecero scalpore perché già si stava affermando
Tanto per cominciare il decentramento amministrativo, sotto forma anche di riaggiustamento delle competenze e delle delimitazioni territoriali.
Daga fu il primo uomo politico ad appoggiare apertamente le idee bioregionali del far combaciare le aree omogenee e le matrici culturali con gli ambiti delle Province storiche.
Apertamente, contro tutti, caldeggiò la
riaggregazione della Tuscia storica unificando i
Il suo sogno era di veder la Tuscia risorgere e riacquistare integrità territoriale e culturale oltre che economica... e la stessa cosa auspicava per la Sabina e per gli altri territori che erano stati penalizzati per favorire la crescita smisurata di Roma.
Insomma le sue idee avrebbero condotto il
Lazio verso un vero federalismo bioregionale, compensando Roma con lo
status amministrativo di Città Regione-Capitale.
Anche questa del “riabitare” pienamente i
luoghi è uno degli indirizzi bioregionali, che non riconoscono l'etnia
come primaria (il contrario del Federalismo bossista) bensì considerano
la piena adesione al luogo ed alla comunità, indipendentemente
dall'origine etnica.
Per significare come la Classe Politica
ed Amministrativa della Tuscia abbia ancora molto da apprendere in fatto
di “coscienza etica”...
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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