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Web, venerdì 17 dicembre 2010

Avaaz - WikiLeaks: fermiamo la repressione in atto!

Fonte: avaaz.org "Il Mondo in Azione"

 

 

 

L'agghiacciante campagna intimidatoria contro WikiLeaks (senza che sia stata violata alcuna legge) è un attacco alla libertà di stampa e alla democrazia.

 

Abbiamo bisogno urgente di una denuncia pubblica enorme per fermare la repressione in corso: raggiungiamo 1 milione di voci e pubblichiamole su intere paginate dei giornali statunitensi questa settimana!
 

 

Clicca qui per firmare e raggiungere così 1 milione di firme da pubblicare su paginate di quotidiani statunitensi questa settimana!

 


La raccapricciante campagna intimidatoria contro WikiLeaks sta facendo rabbrividire chiunque sia a favore della libertà di stampa.

Gli esperti legali ritengono che WikiLeaks non abbia violato nessuna legge.

 

Nonostante questo i più importanti politici statunitensi lo hanno definito un gruppo terroristico e i commentatori hanno esortato all'uccisione dei membri del suo staff.

 

L'organizzazione è stata attaccata duramente da Gverni e multinazionali, ma WikiLeaks sta solo pubblicando notizie fornite da un informatore e vaglia attentamente le informazioni da pubblicare in collaborazione con le maggiori testate giornalistiche mondiali (New York Times, Der Spiegel, The Guardian, etc.).

L'impressionante intimidazione extra-giudiziaria contro WikiLeaks è un attacco alla democrazia.

 

Abbiamo bisogno urgente di un appello pubblico per la libertà di stampa e di espressione.

 

 

Firma la petizione per fermare la repressione in atto e inoltrala a tutti: raggiungiamo 1 milione di firme e pubblichiamole su paginate di quotidiani statunitensi questa settimana!


WikiLeaks non sta agendo da solo; insieme alle maggiori testate nel mondo (New York Times, The Guardian, Der Spiegel, etc.) recensisce attentamente i 250.000 documenti diplomatici statunitensi per eliminare le informazioni che sarebbe da irresponsabili pubblicare.

 

Finora solo 800 cablogrammii sono stati pubblicati.

 

Le precedenti pubblicazioni di WikiLeaks hanno smascherato governi in favore della tortura, l'assassinio di civili in Iraq e Afganistan e la corruzione di grandi multinazionali.

Il Governo Statunitense sta perseguendo tutte le vie legali possibili per impedire a WikiLeaks di pubblicare altri documenti, ma le leggi delle democrazie proteggono la libertà di stampa.

 

Il Governo Statunitense e altri possono non essere in favore delle Leggi che proteggono la nostra libertà di espressione, ma è proprio per questo che la loro esistenza è fondamentale e che solo un procedimento democratico può modificarle.

Le persone ragionevoli potrebbero essere in disaccordo fra loro

se WikiLeaks e i principali quotidiani con cui collabora stanno diffondendo più informazioni di quanto l'opinione pubblica dovrebbe conoscere;

se le pubblicazioni mettono in pericolo la fiducia nelle relazioni diplomatiche e se questo sia positivo o meno;

se il fondatore di WikiLeaks Julian Assange sia un eroe o piuttosto un mascalzone.

 

Ma niente può giustificare una pericolosa campagna intimidatoria per mettere a tacere un canale mediatico legale da parte dei Governi e delle multinazionali.

 

 

Clicca qui per partecipare all'appello per fermare la repressione in corso!


Ti chiedi mai perché i media raccontano così di rado tutta la storia di quello che succede dietro le quinte?

 

Ecco perché: quando lo fanno, i Governi possono rispondere in maniera brutale.

 

E quando questo succede sta alla gente mettersi dalla parte dei diritti democratici per la libertà di stampa e di espressione.

 

Mai prima d'ora ci si è proposto un momento più propizio per per farlo.

 

 

Clicca qui per firmare e raggiungere così 1 milione di firme da pubblicare su paginate di quotidiani statunitensi questa settimana!

 

 


Fonti

La Stampa

L'America insorge: "Vanno combattuti come Al Qaeda"

Blitz quotidiano

Sarah Palin contro WikiLeaks: "Assange è come Al Qaeda, bisogna dargli la caccia"

ABC
Gli esperti legali dicono che WikiLeaks è nel giusto

(In inglese)

Pc-facile
WikiLeaks attaccato: internet risponde

Adnkronos

WikiLeaks: Paypal blocca il servizio per le donazioni, il sito viola le regole
 
Il Sole 24 Ore
Mastercard blocca le donazioni a WikiLeaks. Hacker affondano il sito. Pronta azione legale contro Visa

L'Unità

L'accusa ad Assange: "Sesso a sorpresa"

PeaceReporter
Gran Bretagna, Assange libero su cauzione. Ora c'è attesa per l'udienza per estradizione in Svezia



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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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