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Web, sabato 11 dicembre 2010

Articolo 21: premi per l’informazione di frontiera

Fonte: www.estense.com

 

 

Anne Marie Tsegue, testimone chiave del processo Aldrovandi, con i genitori della vittima, Federico Aldrovandi. (Foto © www.estense.com)

 

 

Nel corso dell’Annuale Assemblea che si terrà mercoledì 15 dicembre alla Provincia di Roma, l’Associazione “Articolo 21” ha deciso di assegnare alcuni Premi a quei giornalisti, autori, personalità del mondo professionale e culturale che con il proprio lavoro e l’azione quotidiana si sono particolarmente distinti, nel 2010, nell’esercitare e affermare le prerogative della “libera informazione” con fatti e azioni concrete, in Italia e nel mondo.
 


Per questa edizione dell’Assemblea, “Articolo 21” ha scelto di assegnare il Premio “Paolo Giuntella per la libertà di informazione” alla trasmissione di RaiTre “Vieni via con me”, vero evento televisivo, informativo e comunicativo di quest’anno.

 

Sono previste le presenze e gli interventi di Fabio Fazio, Paolo Ruffini e Loris Mazzetti.
 


Cinecittà Luce, nella persona dell’Amministratore Delegato Luciano Sovena, conferirà un premio a due degli avvocati del collegio difensivo di Sakineh.

Per parlare della Campagna contro la Pena di morte saranno presenti, con Luciano Sovena, anche l’Associazione Nessuno Tocchi Caino e Amnesty International, che lo scorso 3 novembre - assieme a Cinecittà Luce, Articolo 21 e la Provincia di Roma - hanno presentato al Festival Internazionale del Film di Roma il documentario “È tuo il mio ultimo respiro?” del regista Claudio Serughetti.

 

Partecipano alla premiazione il regista Giuliano Montaldo, il giornalista iraniano Ahmed Refat, le attrici Manuela Giordano e Mascia Musi.

 

Presenta e conduce l’iniziativa la giornalista Tiziana Ferrario.
 


Vengono inoltre conferiti i Premi per “l’impegno civile”: all’Associazione “Libera” fondata da Don Ciotti (sarà presente il Direttore nazionale Gabriella Stramaccioni) e a “Libera Informazione” (alla presenza del Direttore Roberto Morrione e della redazione).

 

Un premio anche agli autori del libro “Strozzateci tutti”.
 


Un Premio Speciale va alla signora Anne Marie Tsgue, la 35enne camerunese che con la propria testimonianza al processo ha permesso di individuare gli agenti responsabili della morte del giovane ferrarese Federico Aldrovandi.
 


Ha confermato la sua presenza l’Assessore alla Cultura della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia.



Alla testimone Aldrovandi il Premio di Articolo 21
Mercoledì un riconoscimento per Anne Marie Tsegue.

Moretti: “Esempio di coscienza civile”
 


Un premio speciale per “una straordinaria signora”.

 

Sarà dedicato alla testimone chiave del processo Aldrovandi il riconoscimento che l’Associazione Articolo 21 assegnerà quest’anno nel corso dell’Assemblea Nazionale che si svolgerà mercoledì 15 dicembre nella Sala Consiliare della Provincia di Roma, a Palazzo Valentini, dalle 18 alle 20.

La signora straordinaria è Anne Marie Tsegue, l’unica testimone oculare che ebbe il coraggio di presentarsi in Procura per riferire quanto aveva visto dalla sua finestra la notte del 25 settembre 2005, quando Federico Aldrovandi morì dopo la colluttazione con i quattro poliziotti.
 


Estense.com era riuscita a intervistare la camerunense il 25 settembre del 2009, quando si presentò a sorpresa al Presidio di Via Ippodromo indetto a 4 anni dalla morte del ragazzo.

 

Fu lei l’unica testimone oculare che decise di presentarsi in aula, rivivendo quegli attimi della colluttazione tra i quattro poliziotti e Federico, gli ultimi attimi di vita per il 18enne.

 

Ha voluto testimoniare nonostante la paura che le sue parole potessero avere in qualche maniera ripercussioni sul suo permesso di soggiorno in scadenza.
 


“L’ho fatto perché – ci disse in quella occasione – sono mamma anch’io.

Federico per me è diventato come un figlio, aveva pochi anni in più del mio bambino.

Ancora oggi quando ripenso a quella notte non riesco a dormire; è difficile svegliarsi e pensare che al suo posto ci poteva essere mio figlio.

Solo dopo aver parlato mi si è liberata l’anima”.
 


Da allora ha cambiato casa e città, non i ricordi.

 

“Da questa via non ci passo più - aggiunse allora: non posso immaginare di essere stata l’unica a vedere.

Perché via Ippodromo non è una strada deserta, è viva.

Solo molto tempo dopo ho saputo di essere stata l’unica ad avere il coraggio di testimoniare.

Io credo che nessuna madre può tacere a vita.

Se quella mattina non avessi avuto paura, se solo avessi pensato che poteva essere la fine per lui… ma lui era lì con degli adulti che stavano facendo il loro lavoro, la polizia era già lì…

Spero almeno di aver dato una mano alla Giustizia Italiana e ai bambini, italiani e stranieri: i bambini non hanno colore”.
 


Con lei ci saranno Filippo Vendemmiati, il giornalista di RaiTre autore del documentario “È stato morto un ragazzo”, dedidcato proprio alla camerunense, e Patrizia Moretti.

 

“Questi ospiti, le loro storie, le loro battaglie - afferma una nota di Articolo 21: sono il nostro orizzonte ideale, rappresentano i nostri punti di riferimento etici e politici, il comune sentire della nostra Associazione che ha la sola ambizione di sostenere e valorizzare chi davvero si batte per la libertà, la dignità, la legalità e molto spesso lo fa rischiando di persona, circondato dalla diffidenza di chi ha ormai alzato bandiera bianca di fronte agli squadristi della volgarità, della intolleranza, del razzismo, della esclusione sociale”.
 


“Sono molto felice che venga riconosciuto il coraggio di Anne Marie - confessa la madre di Federico.

Devo a lei l’esito del processo.

È un esempio di coscienza vivile per tutti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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