|
Portale
Redazione & informazione
|
|
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Tuscia Romana online |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Gli eventi del mese
Archivi
|
|
Territorio, domenica 5 dicembre 2010
S P E C I A L E “ A R S E N I C O ”
Viterbo arsenico all'arsenico - Sabatini solo arsenico: “Avvelenare le persone è un REATO! Essere complici dell'avvelenamento è un REATO! Ingannare le persone e provocare loro danni gravi e irreversibili è un REATO!” Fonti: Partecipanti agli Incontri di Formazione alla Nonviolenza - Centro Sociale "Valle Faul", Viterbo Ufficio Stampa F.I.M.M.G., Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Sezione Provinciale di Viterbo Ufficio Stampa Comune di Bracciano Ufficio Stampa "Centro di Ricerca per la Pace" di Viterbo Ufficio Stampa Associazione "Respirare", Viterbo
L’acqua è un elemento fondamentale e prezioso per la vita del pianeta e di ogni essere umano. (Foto di archivio)
Ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari
Ambiente
e per opportuna conoscenza:
al Prefetto di Viterbo
al Sindaco del Comune di Viterbo
al Presidente della Provincia di Viterbo
alla Presidente della Regione Lazio
all'Assessore all'Ambiente del Comune di Viterbo
all'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo
all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio
alla Ministra dell'Ambiente
ai mezzi d'informazione locali e nazionali
Segnalazione ed appello per la dearsenificazione dell'acqua
destinata a consumo umano.
avvelenare ulteriormente la popolazione con l'eccesso di arsenico
presente nell'acqua destinata a consumo umano; 2. una lobby di irresponsabili, di corrotti e di avvelenatori vorrebbe invece che in
Italia si proseguisse in un regime di deroga dai parametri
europei, regime tale per cui in alcune aree italiane la popolazione è esposta a gravissimo rischio ed effettuale danno sanitario essendo
erogata acqua destinata a consumo umano che contiene una quota parte di
arsenico assai superiore a quella ritenuta tollerabile dalla Normativa
Europea; 3. non c'è bisogno di aggiungere che ragionevolezza vorrebbe che nell'acqua
destinata a consumo umano di arsenico non ve ne fosse affatto;
4. uno studio del Cordinamento dell'Alto Lazio dell'"Associazione Italiana Medici
per l'Ambiente -
ISDE Italia" evidenzia la gravissima
situazione locale e richiede interventi urgenti e adeguati.
"Coordinamento dell'Alto Lazio dell'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente - ISDE Italia:
'L’Arsenico nelle acque destinate a consumo umano nell’Alto
Lazio: problematiche sanitarie, ambientali e proposte d’intervento'
La storia
L’Arsenico, simbolo chimico As, è un
elemento molto diffuso e presente nella struttura geologica terrestre.
L’Arsenico è un semimetallo o metalloide
in quanto possiede proprietà intermedie tra quelle dei metalli e quelle
dei non metalli.
Da sempre conosciuto per il suo potere
venefico, è usato come componente di leghe metalliche e del vetro; viene
impiegato anche nella realizzazione di semiconduttori ed è stato
utilizzato per lungo tempo in alcuni tipi di preparazioni per il legno.
Fin dai tempi di Ippocrate, è stato
impiegato in preparazioni per la cura di diverse malattie: in epoca
pre-antibiotica se ne ricorda l’uso nel trattamento della sifilide.
Nel 2000, la FDA (Food and Drug
Administration ["Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali", Ente
Governativo statunitense, Nota
della Redazione]) ha approvato un composto: il triossido di Arsenico,
per il trattamento della leucemia promielocitica acuta.
Il problema ambientale
In epoca industriale la presenza
dell’Arsenico nell’ambiente è stata notevolmente incrementata dalla
combustione del carbone e di altri combustibili di derivazione fossile.
Centrali elettriche alimentate a carbone,
a gas, ad olio combustibile e a biomasse, fonderie, cementifici,
traffico veicolare ed aereo, incenerimento dei rifiuti e l’uso di
pesticidi e fitofarmaci in agricoltura, hanno contribuito e
contribuiscono alla diffusione di questo elemento nell’aria, nei terreni
e nelle acque.
La centrale riconvertita a carbone di
Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia e quella ad olio combustibile di
Montalto di Castro, contribuiscono notevolmente con le loro emissioni
all’aumento del quantitativo di Arsenico nell’aria e quindi per ricaduta
anche nel territorio dell’Alto Lazio.
Inoltre gli sversamenti illegali di
rifiuti tossici e la contaminazione di corpi idrici con percolato,
proveniente da discariche non a norma o del tutto abusive di rifiuti
anche tossici, possono incrementare la presenza di Arsenico nei terreni
e nelle falde acquifere.
Questa immissione e diffusione
nell’ambiente dell’Arsenico altera gli ecosistemi e contamina la catena
alimentare.
Gli esseri umani possono essere esposti
all’Arsenico principalmente attraverso l’assunzione di acqua, dove esso
è presente in forma inorganica: sia come Arsenico trivalente (As III)
che Arsenico pentavalente (As V), ma anche tramite l’aria, le bevande,
gli alimenti (principalmente con l’assunzione di pesce, molluschi,
crostacei, carne, pollame, alghe e derivati, cereali e derivati, riso e
derivati, verdure).
L’esposizione delle persone all’Arsenico
può avvenire anche durante comuni attività come il lavarsi e il nuotare.
Il territorio dell’Alto Lazio, a causa
della sua origine geologica, presenta acque sotterranee e superficiali
utilizzate per consumo umano con concentrazioni elevate di Arsenico,
Fluoro e Vanadio che superano i limiti previsti dalle vigenti
disposizioni di legge e gli obiettivi di qualità indicati per le acque
potabili.
Gli effetti sulla salute derivanti dell’esposizione cronica
all’Arsenico
Le problematiche sanitarie e ambientali
determinate dall’Arsenico sono ben note e sono costante oggetto di studi
e ricerche; sul sito on-line di una delle più importanti
biblioteche mediche internazionali
“PubMed”,
digitando “arsenic drinking water” sono presenti, al novembre
2010, ben 1.592 pubblicazioni scientifiche.
L’Agenzia
Internazionale di Ricerca sul Cancro - I.A.R.C.
classifica
l’Arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in
diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare
con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’esposizione ad Arsenico attraverso l’acqua destinata a consumo umano è stata associata anche a cancro del fegato e del colon.
Gli effetti dell’Arsenico sull’epigenoma
cellulare potrebbero spiegare i meccanismi di cancerogenicità di questo
elemento e questi effetti avvalorano la tesi che anche dosi ridottissime
di Arsenico possono esercitare effetti negativi sulla salute.
L’azione cancerogena e pro-cancerogena
dell’Arsenico come di altri metalli è stata finora indagata
essenzialmente in ambito tossicologico, privilegiando lo studio dei
meccanismi genotossici (mutageni) diretti e indiretti (produzione di
radicali liberi).
È importante sottolineare come la
cancerogenesi da Arsenico e da metalli in genere rappresenti invece un
esempio ideale per introdurre i nuovi modelli “epigenetici” di
cancerogenesi, basati sull’esposizione continua a quantità minimali di
agenti epi-genotossici, in grado di indurre in varie popolazioni
cellulari uno stato di stress genomico persistente e, per questa
via, una condizione di flogosi cronica, con progressiva attivazione di
specifiche pathway cellulari, favorenti la trasformazione del
tessuto in senso neoplastico.
L’ipotesi più accreditata è che
l’Arsenico possa agire come promotore tumorale attraverso la produzione
di ROS (Radicali liberi dell’Ossigeno) e l’attivazione e/o
ipersecrezione di citochine pro-infiammatorie e fattori di crescita.
Tuttavia, l'Arsenico potrebbe esercitare
la sua azione cancerogena anche attraverso meccanismi epigenetici, che
determinano ipometilazione del DNA (la deplezione di gruppi metilici
potrebbe essere dovuta al fatto che l'Arsenico deve essere continuamente
metilato).
I possibili meccanismi di cancerogenicità
comprendono: genotossicità diretta, stress ossidativo,
co-cancerogenesi, inibizione dei sistemi di riparazione del DNA, la
promozione della proliferazione cellulare, ma anche alterazioni della
trasduzione del segnale e alterata metilazione del DNA. L’assunzione cronica di Arsenico è indicata inoltre da numerosissimi studi scientifici anche quale responsabile di patologie cardiovascolari (in particolare della “malattia del piede nero - black foot disease -” per compromissione della vascolarizzazione periferica, infarto del miocardio, ictus, coronaropatie etc.); patologie neurologiche e neurocomportamentali; diabete di tipo 2; lesioni cutanee (iperpigmentazione ed ipopigmentazione, cheratosi, melanosi); disturbi respiratori;
disturbi della sfera riproduttiva e
malattie ematologiche. È importante considerare che nel metabolismo dell’Arsenico e quindi nel rischio di malattia da esposizione all’Arsenico, gioca un ruolo importante anche la diversa suscettibilità individuale determinata dalla presenza di particolari polimorfismi che codificano enzimi coinvolti nel processo di metilazione dell’Arsenico.
Gli interferenti endocrini (IE) sono un
gruppo eterogeneo di sostanze e miscele di sostanze che interferiscono
sul normale funzionamento del sistema endocrino umano e su quello di
molteplici organismi quali: pesci, foche, uccelli, rettili, anfibi,
primati e persino invertebrati.
L’azione di interferenza endocrina può
determinare un aumento o una riduzione della quantità di ormone prodotta
e della sua attività metabolica e un’azione appunto d’interferenza tra
l’ormone e il legame con i suoi recettori.
Gli interferenti endocrini dotati di
potenzialità mimetiche e in grado di interagire con recettori di
membrana e nucleari e, quindi, direttamente o indirettamente, con i (co)fattori
di trascrizione, modificando l’espressione genica e, nel lungo termine,
l’assetto (epi)genetico di cellule, tessuti, organismi, ecosistemi.
È stata dimostrata l’associazione
significativa tra l’esposizione ad elevati valori di Arsenico inorganico
e diabete di tipo 2; studi sperimentali hanno mostrato che l’Arsenico è
in grado di inibire la produzione e secrezione dell'insulina e la
tolleranza al glucosio, nonché di modificare l'attività del recettore
nucleare per i glucocorticoidi.
Altri studi evidenziano come
l’esposizione all’Arsenico durante la gravidanza (questo elemento
attraversa la barriera placentare) può causare dei cambiamenti
nell’espressione genica del feto che possono determinare la comparsa di
gravi patologie, anche di tipo neurocognitivo, nel corso della vita e
anche a decenni di distanza dall’esposizione materna. È inoltre estremamente importante considerare la possibile interazione e sinergia tra le diverse sostanze tossiche e cancerogene che oltre all’arsenico possono essere riscontrate nell’acqua.
Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia.
Questo Decreto Legge, in recepimento
della Direttiva Europea 98/83/CE, dal dicembre 2003 ha abbassato il
limite previsto per l’Arsenico nelle acque potabili da 50 a 10 μg/l (microgrammi/litro),
proprio in considerazione della sua cancerogenicità e dell’evidente
rischio per la salute umana.
L’OMS
- Organizzazione Mondiale della Sanità - fornisce chiare indicazioni
riguardo alla tossicità dell’arsenico nelle acque potabili ed indica
come accettabile e solo in via transitoria, il valore da 1 a 10
microgrammi/litro di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano
mentre auspica valori tra lo 0 e i 5 microgrammi/litro come obiettivo
realistico, in considerazione delle attuali problematiche di
dearsenificazione e dell’incertezza relativa al rischio per la salute
umana determinato da esposizioni anche a bassissime concentrazioni di
questo elemento.
In Italia le acque di alcune Regioni:
Lombardia, Toscana, Lazio, Sardegna, Campania e Trentino presentano
elevati valori di Arsenico.
La Regione Lazio sin dal 2003 ha
continuamente fatto ricorso all’istituto della deroga, tuttora vigente,
che ha innalzato il limite previsto dal D. Lgs. 31/2001 da 10 a 50
microgrammi/litro per l’Arsenico ( ma anche i limiti per altri elementi
quali: il Fluoro, il Vanadio, il Selenio) e di fatto ha reso potabili
per deroga acque che in realtà non lo sono.
I periodi di deroga sono concessi perché
i gestori presentino ed attuino piani di rientro mediante idonee
tecnologie di trattamento delle acque captate e/o individuando nuove
risorse idriche sostitutive che permettano di assicurare acque salubri e
pulite.
Durante i periodi di deroga dunque devono
essere individuate e realizzate le soluzioni definitive ed efficaci per
le problematiche per le quali la deroga stessa è concessa.
Al momento e dopo anni dal recepimento
della Direttiva Europea 98/83/CE, nell’Alto Lazio non risulta che sia
stata ancora realizzata alcuna definitiva, efficace e complessiva
soluzione per i tutti i Comuni facenti parte dell’ATO-1 Lazio: tutti i
Comuni della Provincia di Viterbo e il Comune di Bracciano, di Mazzano e
Magliano, appartenenti alla Provincia di Roma.
I controlli sulla qualità e potabilità
delle acque destinate a consumo umano sono demandati alle ASL che si
avvalgono della struttura tecnica delle Agenzie Regionali per la
Protezione dell’Ambiente - A.R.P.A..
Il D. Lgs. 31/2001 prevede controlli
esterni, quelli predisposti dall’ASL, e controlli interni, sotto la
diretta responsabilità dei gestori degli acquedotti, in modo da
stabilire un doppio controllo (interno ed esterno) a garanzia della
qualità e salubrità delle acque.
I controlli relativamente all’Arsenico
dosano il quantitativo totale di Arsenico nelle acque e dovrebbero
sempre rilevare ed indicare i valori di Arsenico anche al di sotto della
soglia di 10μg/l.
Il D. Lgs. 31/01 prevede che il giudizio
di qualità e di idoneità d’uso delle acque destinate al consumo umano,
fondato sulle risultanze dell'esame ispettivo e dei controlli analitici,
sia emesso dalle ASL territorialmente competenti.
Il numero dei controlli programmati in
situazioni di criticità delle acque, come previsto all’Art. 8 Comma 1
del D. Lgs. 31/2001, dovrebbero aumentare rispetto a quelli effettuati
di routine e dovrebbero essere tali da “… garantire la
significativa rappresentatività della qualità delle acque distribuite
durante l'anno, nel rispetto di quanto stabilito dall'allegato II ”.
Le popolazioni sul cui territorio ricadano provvedimenti di deroga devono essere sempre prontamente avvisate ed informate secondo quanto previsto dall’Art. 13 Comma 11 del D. Lgs. 31/2001 :
“La Regione o Provincia autonoma che si avvale delle deroghe di cui al presente articolo provvede affinché la popolazione interessata sia tempestivamente e adeguatamente informata delle deroghe applicate e delle condizioni che le disciplinano.
Ove occorra, la Regione o Provincia
autonoma provvede inoltre a fornire raccomandazioni a gruppi specifici
di popolazione per i quali la deroga possa costituire un rischio
particolare. Le informazioni e raccomandazioni fornite alla popolazione fanno parte integrante del provvedimento di deroga.
Gli obblighi di cui al presente Comma
sono osservati anche nei casi di cui al Comma 9, qualora la Regione o la
Provincia autonoma lo ritenga opportuno”.
L’informazione deve essere la più ampia e
diffusa, deve fornire consigli comportamentali e indicazioni circa il
corretto uso dell’acqua soprattutto in particolari situazioni e per
particolari gruppi di persone : infanzia, donne in gravidanza e in stato
preconcezionale, malati ed anziani. A distanza ormai di anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. 31/2001 gli abitanti della Regione Lazio, in particolare quelli che risiedono in aree con caratteristiche geologiche di natura vulcanica come il territorio dell’Alto Lazio, sono ancora esposti all’assunzione di acque con valori di Arsenico superiori a 10 microgrammi/litro in assenza di una efficace e capillare informazione relativamente alle problematiche sanitarie determinate dall’assunzione di acqua ed alimenti con elevato contenuto di Arsenico.
Le popolazioni che vivono in territori,
come quello dell’Alto Lazio, dove le acque presentano valori di Arsenico
ben al di sopra degli obiettivi di qualità e di quanto disposto dalle
vigenti normative di legge, dovrebbero essere sottoposti ad un attento e
periodico monitoraggio del proprio stato di salute anche attraverso
studi osservazionali: in particolare i bambini per le peculiarità del
loro metabolismo e poiché in fase di costante e rapido accrescimento
organico. Il monitoraggio delle condizioni di salute dovrebbe essere effettuato con periodiche visite ambulatoriali, con la raccolta dell’anamnesi e un attento esame obiettivo, e dovrebbe prevedere l’esecuzione di test mirati alla valutazione del quantitativo di Arsenico e dei suoi metaboliti nel sangue, nelle urine, nei capelli e nelle unghie delle persone esaminate.
The urine test is the most reliable
test for arsenic exposure within the last few days, cioè
Questi test sono in grado di
quantificare l’esposizione all’Arsenico ma non sono in grado di predire
come l’esposizione stessa possa influenzare lo stato di salute di ogni
singola persona e in particolare di ogni bambino poiché la
suscettibilità individuale nei processi di disintossicazione gioca un
ruolo in gran parte sconosciuto nei suoi meccanismi.
Le acque possono essere depurate dalla
presenza dell’Arsenico come di altre sostanze tossiche. Sono attualmente disponibili diverse soluzioni tecnologiche, già operative in Italia e nel mondo, che, con procedimenti e metodiche diversificate, riescono a riportare nei limiti indicati dal D. Lgs. 31/2001 i valori dell’Arsenico.
Le metodiche più utilizzate sono: la precipitazione, i processi a membrana, i processi di adsorbimento, la rimozione biologica, i processi a scambio ionico.
Tutte queste tecniche presentano elevate
percentuali di rimozione dell’Arsenico che possono arrivare sino al 99%
del totale.
La scelta di una tecnica piuttosto che
un’altra, si deve basare sulla conoscenza delle proprietà dell’acqua da
trattare, sulla speciazione del tipo di Arsenico presente (l’Arsenico
può essere presente in forma trivalente- As III- o pentavalente- As V-),
sul numero e sulle caratteristiche delle fonti di approvvigionamento,
sul numero degli utenti a cui è rivolto il servizio, sulle
caratteristiche dell’impianto, relativamente anche ai costi e alla
manutenzione, sull’eventuale possibilità di ridurre la concentrazione di
Arsenico con la miscelazione di acque prive o con minor contenuto di
Arsenico, sulla minor produzione di fanghi e rifiuti generati dal
processo di depurazione, sulla conservazione delle qualità
organolettiche dell’acqua una volta depurata.
L’acqua è un elemento fondamentale e
prezioso per la vita del pianeta e di ogni essere umano.
È una risorsa non illimitata che va
protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione,
con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini
idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il
miglioramento del sistema degli acquedotti e della depurazione. “Ex aqua salus”.
L’accesso e la disponibilità di acque,
salubri, pulite e di qualità, sono le condizioni necessarie ed
indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo
stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini.
L’Arsenico presente nelle acque insieme
ad altre sostanze tossiche e cancerogene crea una inaccettabile
condizione di rischio e danno alla salute delle persone e altera
l’intero ecosistema.
L’uso delle tecnologie oggi disponibili,
insieme ad una sana politica di trasformazione e controllo di tutte
quelle attività industriali ed agricole, che immettono nell’ambiente
Arsenico insieme ad un numero sempre più elevato di sostanze tossiche e
dagli effetti ancora poco conosciuti, è l’unica, rapida e fattibile
soluzione per garantire in modo compiuto il diritto alla salute e alla
vita per tutti."
Così il documento a firma del Dottor Gianni Ghirga, della
Dottoressa
Antonella Litta e del Dottor Mauro Mocci
per il Coordinamento dell'Alto Lazio dell'Associazione Italiana Medici
per l'Ambiente, ISDE - International Society of Doctors for
the Environment - Italia.
Viterbo, 6 novembre 2010. a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente arsenico e si
provveda laddove occorra a forme alternative di
approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione;
b) si informi correttamente la popolazione in merito; c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare
l'acqua destinata a consumo umano.
distinti saluti,
Per comunicazioni: Partecipanti agli Incontri di Formazione alla Nonviolenza presso il Centro Sociale "Valle Faul" Strada Castel d'Asso snc 01100 Viterbo
Con questo documento la Commissione Europea ha infatti respinto la richiesta dell’Italia per un ulteriore periodo di deroga a quanto disposto dal Decreto Legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001 relativamente alla presenza di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano.
Sempre più segnalazioni inoltre lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon.
patologie cardiovascolari; neurologiche; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori;
disturbi della sfera riproduttiva e malattie
ematologiche.
La Federazione Generale dei Medici di Medicina Generale - FIMMG di Viterbo nel giudicare estremamente grave e rischioso per salute pubblica qualsiasi ulteriore richiesta di deroga a quanto prescritto dal D. Lgs. 31/2001 e disposto dall’Unione Europea, chiede alle competenti Istituzioni che:
provveda laddove occorra a forme alternative di
approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare
per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le
industrie alimentari; b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla
popolazione in merito a questa situazione; c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano.
Il Segretario Provinciale della Sezione
di Viterbo
Viterbo, 1 dicembre 2010
Ufficio Stampa
F.I.M.M.G.
Bracciano - Arsenico: gara d’appalto pronta per sistema
di filtraggio
Progettato anche un collegamento con la Fiora per miscelare le acque e
abbassare il livello delle sostanza entro i limiti.
Così il Sindaco di Bracciano, Giuliano
Sala, rassicura i Cittadini in merito a quanto si sta facendo per
risolvere il problema dell’elevata concentrazione di arsenico presente
nelle acque pubbliche del nostro Comune.
Inoltre, l’Amministrazione ha anche presentato una richiesta alle Ferrovie dello Stato per poter realizzare un collegamento idraulico che consenta alle acque dell’acquedotto Fiora (che registrano livelli più bassi di arsenico) di miscelarsi con quelle della Lega così da abbassare ulteriormente la concentrazione della sostanza.
Infatti, per poter operare questo
collegamento è necessario attraversare la proprietà ferroviaria e quindi
avere le dovute autorizzazioni.
Ci sono ben tre Ordinanze Sindacali del 2009 relative all’uso prudenziale delle acque per alcune categorie di Cittadini, come bambini, gestanti e anziani, residenti nelle Zone di Vigna di Valle servite dall’acquedotto della Lega.
Contestualmente
abbiamo promosso la sperimentazione di un sistema di filtraggio per
testarne l’efficacia e ora siamo pronti ad appaltare i lavori di
realizzazione”.
Entro la fine del 2012, infatti, occorrerà intervenire anche sull’acquedotto della Fiora per abbassare ulteriormente la soglia di concentrazione di queste sostanze a 0,10 microgrammi per litro.
Chiediamo quindi che la Regione
s’impegni a sostenere finanziariamente tutti i Comuni e non solo quelli
appartenenti agli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), come sembra stia
accadendo, in quanto il diritto alla salute dei Cittadini è lo stesso in
ogni realtà”.
Bracciano, 1 dicembre 2010
Ufficio Stampa Comune di Bracciano Piazza IV Novembre 6 00062 Bracciano (RM) 06 9981 6240
338-303 79 09 ufficiostampa@comune.bracciano.rm.it
Taluni Pubblici Amministratori e Funzionari insipienti ed irresponsabili (e diciamo "insipienti ed irresponsabili" per non dir "corrotti e criminali") si sbracciano in questi giorni a Viterbo a negare che l'elevata presenza di arsenico nell'acqua che la gente beve costituisca un problema.
Poiché proprio questo
significa pretendere di continuare ad ammettere una presenza di 50
milligrammi di arsenico per ogni litro di acqua che le persone
ingeriscono, quando l'Unione Europea ha definito da anni una soglia
massima di 10 milligrammi/litro e quando tutti sanno che sarebbe bene
che nell'acqua che si beve di arsenico non ve ne fosse affatto.
Poiché delle une e degli altri dovranno infine rispondere dinanzi alla Legge.
Essere complici dell'avvelenamento è un REATO!
Ingannare le persone e provocare loro danni gravi e irreversibili
è un REATO!
La strategia della sottovalutazione, della mistificazione, del "sopire,
troncare, troncare, sopire", aggunge danno a danno, ignominia a
ignominia, crimine a crimine, come sa chi ha letto quelle immortali
pagine manzoniane.
"Centro di Ricerca per la Pace" di Viterbo
Ufficio Stampa "Centro di Ricerca per la Pace"
01100 Viterbo
Viterbo - Arsenico e vecchi giochetti
(sulla pelle delle persone)
Riferisce la Stampa Viterbese che Politici Locali che ricoprono rilevanti cariche amministrative, dinanzi al drammatico dato di realtà che gran parte dei Cittadini del Viterbese sono costretti a bere acqua con un livello di arsenico assai superiore a quanto previsto dalla Normativa Europea in vigore (soglia massima di 10 microgrammi/litro), non trovano di meglio che dispensare la seguente perla di saggezza:
"L'importante
in questo momento è non creare inutili allarmismi".
E riferisce altresì la Stampa Viterbese che autorevoli personaggi dell'ATO e dell'AUSL
"hanno ribadito che non c'è nessun dato concreto che possa mettere in relazione la presenza dell'arsenico nell'acqua a livelli superiori ai parametri fissati con il manifestarsi di malattie tumorali".
E come ha scritto in una sua nota alcuni giorni fa la Sezione Provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, l'arsenico
"è posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute;
inoltre sempre più segnalazioni lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon.
L'assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata inoltre da una cospicua e rilevante documentazione scientifica anche quale responsabile di
patologie cardiovascolari;
neurologiche; diabete di tipo 2;
lesioni cutanee;
disturbi respiratori;
disturbi della sfera riproduttiva e malattie
ematologiche".
"a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e
si provveda laddove occorra a forme alternative di
approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare
per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le
industrie alimentari; b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla
popolazione in merito a questa situazione; c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano."
Recapito postale: c/o Centro di Ricerca per la Pace Strada S. Barbara 9 E 01100 Viterbo 0761 353 532 http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Viterbo - Mentono sapendo di mentire!
Mentono sapendo di mentire quei Pubblici Amministratori Viterbesi che sostengono che la Direttiva Europea sull'arsenico non è stata recepita nell'Ordinamento Italiano!
In realtà essa è effettualmente vigente da anni, ma la Regione Lazio
aveva ottenuto per gli anni scorsi una deroga (concessa al fine e alla
condizione di effettuare tempestivamente gli interventi necessari a
rientrare nel parametro europeo!): deroga che essendo ora venuta a
scadenza giustamente non è stata più rinnovata.
Cosicché chi continua a dichiarare ammissibile ed accettabile l'esorbitante presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano in tanta parte della Provincia di Viterbo è un mentitore, un irresponsabile e un avvelenatore.
Occorre che immediatamente si rispetti almeno il parametro stabilito
dall'Unione Europea: ovvero che nelle acque potabili la presenza di
arsenico non sia superiore a 10 microgrammi per litro. Occorre che immediatamente i Sindaci emettano ordinanze di non potabilità per le acque in cui la presenza di arsenico supera i 10 microgrammi/litro.
"a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e
si provveda laddove occorra a forme alternative di
approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare
per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le
industrie alimentari; b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla
popolazione in merito a questa situazione; c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano."
come quelli che, istituzionalmente investiti del compito di far
rientrare le acque destinate al consumo umano nel parametro stabilito
dall'Unione Europea nel corso degli ultimi anni, non hanno operato
correttamente e adeguatamente in tal senso, o addiritura hanno omesso
del tutto qualunque intervento a tutela della salute della Popolazione
del territorio di competenza.
Ufficio Stampa "Centro di Ricerca per la Pace"
01100 Viterbo
Leggi volentieri
anche i seguenti articoli precedentemente pubblicati da questo portale
sui temi ambientali riguardanti il territorio:
Inquinamento da aeroporto di Viterbo e dell'Alto Lazio:
Mercoledì 16 settembre
2009
Domenica 14 marzo 2010
Sabato 8 maggio 2010
Giovedì 1 luglio 2010
Sabato
3 luglio 2010
Mercoledì 3 novembre 2010
Sabato 13 novembre 2010
Mercoledì 17 novembre 2010 Viterbo - Bulicame: lettera aperta alle Commissioni Parlamentari Ambiente
Domenica 28 novembre 2010
Inquinamento da coltivazioni industriali del Lago di Vico, del Lago di Bracciano e del Fiume Treja:
Mercoledì 29 aprile 2009
Venerdì 19 giugno 2009
Martedì 21 luglio 2009
Venerdì 28 agosto 2009
Lunedì 31 agosto 2009
Mercoledì 7 ottobre 2009
Sabato 24 ottobre 2009
Lunedì 19 aprile 2010
Martedì 15 giugno 2010
Venerdì 18 giugno 2010
Venerdì 2 luglio 2010
Lunedì 1 novembre 2010
Giovedì 4 novembre 2010
Venerdì 12 novembre 2010 Viterbo - Associazione “Respirare”: Lago di Vico, intervenire immediatamente!
Mercoledì 17 novembre 2010
Giovedì 25 novembre 2010
Sabato 27 novembre 2010
Domenica 28 novembre 2010
Mercoledì 1 dicembre 2010
Inquinamento da centrali del Litorale Nord tra Civitavecchia e Tarquinia:
Giovedì 21 maggio 2009
Giovedì 14 gennaio 2010
Sabato 13 febbraio 2010
Venerdì 19 marzo 2010
Sabato 15 maggio 2010
Venerdì 18 giugno 2010
Venerdì 29 ottobre 2010
Lunedì 29 novembre 2010
Inquinamento da cave e discariche della Tuscia Romana:
Lunedì 10 agosto 2009
Mercoledì 19 agosto 2009
Mercoledì 16 settembre
2009
Venerdì 18 settembre 2009
Mercoledì 30 settembre
2009
Giovedì 1 luglio 2010
Domenica 11 luglio 2010
Giovedì 4 novembre 2010
Difesa e sviluppo sostenibile del territorio:
Venerdì 9 luglio 2010
Mercoledì 8 settembre 2010
Domenica 26 settembre 2010
Lunedì
25 ottobre 2010
Sabato
6 novembre 2010
Lunedì 15 novembre 2010
|
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||
|
|
|
Tuscia Romana online |
||||||||
|
|
|
|||||||||
|
|
Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
|
|||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||