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Territorio, domenica 5 dicembre 2010

 

 

      S   P   E  C   I   A   L   E   “ A    R    S    E    N    I    C    O      

 

 

Viterbo arsenico all'arsenico - Sabatini solo arsenico: Avvelenare le persone è un REATO! Essere complici dell'avvelenamento è un REATO! Ingannare le persone e provocare loro danni gravi e irreversibili è un REATO!”

Fonti:

Partecipanti agli Incontri di Formazione alla Nonviolenza - Centro Sociale "Valle Faul", Viterbo

Ufficio Stampa F.I.M.M.G., Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Sezione Provinciale di Viterbo

Ufficio Stampa Comune di Bracciano

Ufficio Stampa "Centro di Ricerca per la Pace" di Viterbo

Ufficio Stampa Associazione "Respirare", Viterbo

 

 

L’acqua è un elemento fondamentale e prezioso per la vita del pianeta e di ogni essere umano. (Foto di archivio)

 


Raccogliamo qui alcuni dei contributi che continuano a giungere in Redazione sulla gravissima situazione determinata dalla presenza di dosi fuori legge di Arsenico ed altri pericolosissimi inquinanti nelle acque potabili dell'Alto Lazio.

 

 

Ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari Ambiente
 

e per opportuna conoscenza:
 

al Prefetto di Viterbo
 

al Sindaco del Comune di Viterbo
 

al Presidente della Provincia di Viterbo
 

alla Presidente della Regione Lazio
 

all'Assessore all'Ambiente del Comune di Viterbo
a tutti i Consiglieri del Comune di Viterbo
 

all'Assessore all'Ambiente della Provincia di Viterbo
a tutti i Consiglieri della Provincia di Viterbo
 

all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio
a tutti i Consiglieri della Regione Lazio
 

alla Ministra dell'Ambiente
al Ministro della Salute
 

ai mezzi d'informazione locali e nazionali
 


Oggetto:

Segnalazione ed appello per la dearsenificazione dell'acqua destinata a consumo umano.
 


Egregi Presidenti delle Commissioni Ambiente della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica,

1. la Commissione Europea giustamente richiama le Istituzioni Italiane a non

avvelenare ulteriormente la popolazione con l'eccesso di arsenico presente nell'acqua destinata a consumo umano;
 

2. una lobby di irresponsabili, di corrotti e di avvelenatori vorrebbe invece che in

Italia si proseguisse in un regime di deroga dai parametri europei, regime tale per cui in alcune aree italiane la popolazione è esposta a gravissimo rischio ed effettuale danno sanitario essendo erogata acqua destinata a consumo umano che contiene una quota parte di arsenico assai superiore a quella ritenuta tollerabile dalla Normativa Europea;
 

3. non c'è bisogno di aggiungere che ragionevolezza vorrebbe che nell'acqua

destinata a consumo umano di arsenico non ve ne fosse affatto;
 

4. uno studio del Cordinamento dell'Alto Lazio dell'"Associazione Italiana Medici

per l'Ambiente - ISDE Italia" evidenzia la gravissima situazione locale e richiede interventi urgenti e adeguati.
 


Riproduciamo di seguito un ampio estratto dello studio della prestigiosa Associazione Medica:
 

 

"Coordinamento dell'Alto Lazio dell'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente -  ISDE Italia:

 

'L’Arsenico nelle acque destinate a consumo umano nell’Alto Lazio: problematiche sanitarie, ambientali e proposte d’intervento'
 

 

La storia
 

L’Arsenico, simbolo chimico As, è un elemento molto diffuso e presente nella struttura geologica terrestre.
 

L’Arsenico è un semimetallo o metalloide in quanto possiede proprietà intermedie tra quelle dei metalli e quelle dei non metalli.
 

Da sempre conosciuto per il suo potere venefico, è usato come componente di leghe metalliche e del vetro; viene impiegato anche nella realizzazione di semiconduttori ed è stato utilizzato per lungo tempo in alcuni tipi di preparazioni per il legno.
 

Fin dai tempi di Ippocrate, è stato impiegato in preparazioni per la cura di diverse malattie: in epoca pre-antibiotica se ne ricorda l’uso nel trattamento della sifilide.
 

Nel 2000, la FDA (Food and Drug Administration ["Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali", Ente Governativo statunitense, Nota della Redazione]) ha approvato un composto: il triossido di Arsenico, per il trattamento della leucemia promielocitica acuta.
 

 

Il problema ambientale
 

In epoca industriale la presenza dell’Arsenico nell’ambiente è stata notevolmente incrementata dalla combustione del carbone e di altri combustibili di derivazione fossile.
 

Centrali elettriche alimentate a carbone, a gas, ad olio combustibile e a biomasse, fonderie, cementifici, traffico veicolare ed aereo, incenerimento dei rifiuti e l’uso di pesticidi e fitofarmaci in agricoltura, hanno contribuito e contribuiscono alla diffusione di questo elemento nell’aria, nei terreni e nelle acque.
 

La centrale riconvertita a carbone di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia e quella ad olio combustibile di Montalto di Castro, contribuiscono notevolmente con le loro emissioni all’aumento del quantitativo di Arsenico nell’aria e quindi per ricaduta anche nel territorio dell’Alto Lazio.
 

Inoltre gli sversamenti illegali di rifiuti tossici e la contaminazione di corpi idrici con percolato, proveniente da discariche non a norma o del tutto abusive di rifiuti anche tossici, possono incrementare la presenza di Arsenico nei terreni e nelle falde acquifere.
 

Questa immissione e diffusione nell’ambiente dell’Arsenico altera gli ecosistemi e contamina la catena alimentare.
 

Gli esseri umani possono essere esposti all’Arsenico principalmente attraverso l’assunzione di acqua, dove esso è presente in forma inorganica: sia come Arsenico trivalente (As III) che Arsenico pentavalente (As V), ma anche tramite l’aria, le bevande, gli alimenti (principalmente con l’assunzione di pesce, molluschi, crostacei, carne, pollame, alghe e derivati, cereali e derivati, riso e derivati, verdure).
 

L’esposizione delle persone all’Arsenico può avvenire anche durante comuni attività come il lavarsi e il nuotare.
 

Il territorio dell’Alto Lazio, a causa della sua origine geologica, presenta acque sotterranee e superficiali utilizzate per consumo umano con concentrazioni elevate di Arsenico, Fluoro e Vanadio che superano i limiti previsti dalle vigenti disposizioni di legge e gli obiettivi di qualità indicati per le acque potabili.
 

 

Gli effetti sulla salute derivanti dell’esposizione cronica all’Arsenico
 

Le problematiche sanitarie e ambientali determinate dall’Arsenico sono ben note e sono costante oggetto di studi e ricerche; sul sito on-line di una delle più importanti biblioteche mediche internazionali “PubMed”, digitando “arsenic drinking water” sono presenti, al novembre 2010, ben 1.592 pubblicazioni scientifiche.
 

LAgenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro - I.A.R.C. classifica l’Arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.
 

L’esposizione ad Arsenico attraverso l’acqua destinata a consumo umano è stata associata anche a cancro del fegato e del colon.

 

Gli effetti dell’Arsenico sull’epigenoma cellulare potrebbero spiegare i meccanismi di cancerogenicità di questo elemento e questi effetti avvalorano la tesi che anche dosi ridottissime di Arsenico possono esercitare effetti negativi sulla salute.
 

L’azione cancerogena e pro-cancerogena dell’Arsenico come di altri metalli è stata finora indagata essenzialmente in ambito tossicologico, privilegiando lo studio dei meccanismi genotossici (mutageni) diretti e indiretti (produzione di radicali liberi).
 

È importante sottolineare come la cancerogenesi da Arsenico e da metalli in genere rappresenti invece un esempio ideale per introdurre i nuovi modelli “epigenetici” di cancerogenesi, basati sull’esposizione continua a quantità minimali di agenti epi-genotossici, in grado di indurre in varie popolazioni cellulari uno stato di stress genomico persistente e, per questa via, una condizione di flogosi cronica, con progressiva attivazione di specifiche pathway cellulari, favorenti la trasformazione del tessuto in senso neoplastico.
 

L’ipotesi più accreditata è che l’Arsenico possa agire come promotore tumorale attraverso la produzione di ROS (Radicali liberi dell’Ossigeno) e l’attivazione e/o ipersecrezione di citochine pro-infiammatorie e fattori di crescita.
 

Tuttavia, l'Arsenico potrebbe esercitare la sua azione cancerogena anche attraverso meccanismi epigenetici, che determinano ipometilazione del DNA (la deplezione di gruppi metilici potrebbe essere dovuta al fatto che l'Arsenico deve essere continuamente metilato).
 

I possibili meccanismi di cancerogenicità comprendono: genotossicità diretta, stress ossidativo, co-cancerogenesi, inibizione dei sistemi di riparazione del DNA, la promozione della proliferazione cellulare, ma anche alterazioni della trasduzione del segnale e alterata metilazione del DNA.
 

L’assunzione cronica di Arsenico è indicata inoltre da numerosissimi studi scientifici anche quale responsabile di

patologie cardiovascolari (in particolare della “malattia del piede nero - black foot disease -” per compromissione della vascolarizzazione periferica, infarto del miocardio, ictus, coronaropatie etc.);

patologie neurologiche e neurocomportamentali;

diabete di tipo 2;

lesioni cutanee (iperpigmentazione ed ipopigmentazione, cheratosi, melanosi);

disturbi respiratori;

disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.
 

È importante considerare che nel metabolismo dell’Arsenico e quindi nel rischio di malattia da esposizione all’Arsenico, gioca un ruolo importante anche la diversa suscettibilità individuale determinata dalla presenza di particolari polimorfismi che codificano enzimi coinvolti nel processo di metilazione dell’Arsenico.


Un aspetto emergente e sempre più studiato della tossicità dell’Arsenico è inoltre quello relativo alla sua azione quale Endocrine Disruptor (EDCs), termine corrispondente all’italiano interferente endocrino (IE).
 

Gli interferenti endocrini (IE) sono un gruppo eterogeneo di sostanze e miscele di sostanze che interferiscono sul normale funzionamento del sistema endocrino umano e su quello di molteplici organismi quali: pesci, foche, uccelli, rettili, anfibi, primati e persino invertebrati.
 

L’azione di interferenza endocrina può determinare un aumento o una riduzione della quantità di ormone prodotta e della sua attività metabolica e un’azione appunto d’interferenza tra l’ormone e il legame con i suoi recettori.
 

Gli interferenti endocrini dotati di potenzialità mimetiche e in grado di interagire con recettori di membrana e nucleari e, quindi, direttamente o indirettamente, con i (co)fattori di trascrizione, modificando l’espressione genica e, nel lungo termine, l’assetto (epi)genetico di cellule, tessuti, organismi, ecosistemi.
 

È stata dimostrata l’associazione significativa tra l’esposizione ad elevati valori di Arsenico inorganico e diabete di tipo 2; studi sperimentali hanno mostrato che l’Arsenico è in grado di inibire la produzione e secrezione dell'insulina e la tolleranza al glucosio, nonché di modificare l'attività del recettore nucleare per i glucocorticoidi.
 

Altri studi evidenziano come l’esposizione all’Arsenico durante la gravidanza (questo elemento attraversa la barriera placentare) può causare dei cambiamenti nell’espressione genica del feto che possono determinare la comparsa di gravi patologie, anche di tipo neurocognitivo, nel corso della vita e anche a decenni di distanza dall’esposizione materna.
 

È inoltre estremamente importante considerare la possibile interazione e sinergia tra le diverse sostanze tossiche e cancerogene che oltre all’arsenico possono essere riscontrate nell’acqua.


Il Vanadio, il Selenio, il Fluoro, i metalli pesanti ed elementi radioattivi, i pesticidi, i fitofarmaci, le diossine, i sottoprodotti della disinfezione dell’acqua per clorazione, batteri, virus, parassiti, alghe e le microcistine prodotte da particolari tipi di alghe e cianobatteri (come nel caso del Plankthotrix rubescens,detto anche alga rossa, presente nel Lago di Vico) etc.; tutti questi elementi possono determinare rischio e danno alla salute con molteplici meccanismi di interazione ed amplificazione diversi da quello della sola e semplice sommazione.
 


Le vigenti disposizioni di legge
 

Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia.

 

Questo Decreto Legge, in recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE, dal dicembre 2003 ha abbassato il limite previsto per l’Arsenico nelle acque potabili da 50 a 10 μg/l (microgrammi/litro), proprio in considerazione della sua cancerogenicità e dell’evidente rischio per la salute umana.
 

LOMS - Organizzazione Mondiale della Sanità - fornisce chiare indicazioni riguardo alla tossicità dell’arsenico nelle acque potabili ed indica come accettabile e solo in via transitoria, il valore da 1 a 10 microgrammi/litro di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano mentre auspica valori tra lo 0 e i 5 microgrammi/litro come obiettivo realistico, in considerazione delle attuali problematiche di dearsenificazione e dell’incertezza relativa al rischio per la salute umana determinato da esposizioni anche a bassissime concentrazioni di questo elemento.
 

In Italia le acque di alcune Regioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Sardegna, Campania e Trentino presentano elevati valori di Arsenico.
 

La Regione Lazio sin dal 2003 ha continuamente fatto ricorso all’istituto della deroga, tuttora vigente, che ha innalzato il limite previsto dal D. Lgs. 31/2001 da 10 a 50 microgrammi/litro per l’Arsenico ( ma anche i limiti per altri elementi quali: il Fluoro, il Vanadio, il Selenio) e di fatto ha reso potabili per deroga acque che in realtà non lo sono.
 

I periodi di deroga sono concessi perché i gestori presentino ed attuino piani di rientro mediante idonee tecnologie di trattamento delle acque captate e/o individuando nuove risorse idriche sostitutive che permettano di assicurare acque salubri e pulite.
 

Durante i periodi di deroga dunque devono essere individuate e realizzate le soluzioni definitive ed efficaci per le problematiche per le quali la deroga stessa è concessa.
 

Al momento e dopo anni dal recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE, nell’Alto Lazio non risulta che sia stata ancora realizzata alcuna definitiva, efficace e complessiva soluzione per i tutti i Comuni facenti parte dell’ATO-1 Lazio: tutti i Comuni della Provincia di Viterbo e il Comune di Bracciano, di Mazzano e Magliano, appartenenti alla Provincia di Roma.
 


I controlli sulla qualità e potabilità delle acque
 

I controlli sulla qualità e potabilità delle acque destinate a consumo umano sono demandati alle ASL che si avvalgono della struttura tecnica delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente - A.R.P.A..
 

Il D. Lgs. 31/2001 prevede controlli esterni, quelli predisposti dall’ASL, e controlli interni, sotto la diretta responsabilità dei gestori degli acquedotti, in modo da stabilire un doppio controllo (interno ed esterno) a garanzia della qualità e salubrità delle acque.
 

I controlli relativamente all’Arsenico dosano il quantitativo totale di Arsenico nelle acque e dovrebbero sempre rilevare ed indicare i valori di Arsenico anche al di sotto della soglia di 10μg/l.
 

Il D. Lgs. 31/01 prevede che il giudizio di qualità e di idoneità d’uso delle acque destinate al consumo umano, fondato sulle risultanze dell'esame ispettivo e dei controlli analitici, sia emesso dalle ASL territorialmente competenti.
 

Il numero dei controlli programmati in situazioni di criticità delle acque, come previsto all’Art. 8 Comma 1 del D. Lgs. 31/2001, dovrebbero aumentare rispetto a quelli effettuati di routine e dovrebbero essere tali da “… garantire la significativa rappresentatività della qualità delle acque distribuite durante l'anno, nel rispetto di quanto stabilito dall'allegato II ”.
 


L’informazione alle popolazioni
 

Le popolazioni sul cui territorio ricadano provvedimenti di deroga devono essere sempre prontamente avvisate ed informate secondo quanto previsto dall’Art. 13 Comma 11 del D. Lgs. 31/2001 :

 

“La Regione o Provincia autonoma che si avvale delle deroghe di cui al presente articolo provvede affinché la popolazione interessata sia tempestivamente e adeguatamente informata delle deroghe applicate e delle condizioni che le disciplinano.

 

Ove occorra, la Regione o Provincia autonoma provvede inoltre a fornire raccomandazioni a gruppi specifici di popolazione per i quali la deroga possa costituire un rischio particolare.
 

Le informazioni e raccomandazioni fornite alla popolazione fanno parte integrante del provvedimento di deroga.

 

Gli obblighi di cui al presente Comma sono osservati anche nei casi di cui al Comma 9, qualora la Regione o la Provincia autonoma lo ritenga opportuno”.
 

L’informazione deve essere la più ampia e diffusa, deve fornire consigli comportamentali e indicazioni circa il corretto uso dell’acqua soprattutto in particolari situazioni e per particolari gruppi di persone : infanzia, donne in gravidanza e in stato preconcezionale, malati ed anziani.
 

A distanza ormai di anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. 31/2001 gli abitanti della Regione Lazio, in particolare quelli che risiedono in aree con caratteristiche geologiche di natura vulcanica come il territorio dell’Alto Lazio, sono ancora esposti all’assunzione di acque con valori di Arsenico superiori a 10 microgrammi/litro in assenza di una efficace e capillare informazione relativamente alle problematiche sanitarie determinate dall’assunzione di acqua ed alimenti con elevato contenuto di Arsenico.



Monitoraggio dello stato di salute delle popolazioni
 

Le popolazioni che vivono in territori, come quello dell’Alto Lazio, dove le acque presentano valori di Arsenico ben al di sopra degli obiettivi di qualità e di quanto disposto dalle vigenti normative di legge, dovrebbero essere sottoposti ad un attento e periodico monitoraggio del proprio stato di salute anche attraverso studi osservazionali: in particolare i bambini per le peculiarità del loro metabolismo e poiché in fase di costante e rapido accrescimento organico.
 

Il monitoraggio delle condizioni di salute dovrebbe essere effettuato con periodiche visite ambulatoriali, con la raccolta dell’anamnesi e un attento esame obiettivo, e dovrebbe prevedere l’esecuzione di test mirati alla valutazione del quantitativo di Arsenico e dei suoi metaboliti nel sangue, nelle urine, nei capelli e nelle unghie delle persone esaminate.

 

The urine test is the most reliable test for arsenic exposure within the last few days, cioè
L'analisi delle urine è il test più attendibile per riscontrare l'esposizione/assunzione di Arsenico negli ultimi giorni.

 

Questi test sono in grado di quantificare l’esposizione all’Arsenico ma non sono in grado di predire come l’esposizione stessa possa influenzare lo stato di salute di ogni singola persona e in particolare di ogni bambino poiché la suscettibilità individuale nei processi di disintossicazione gioca un ruolo in gran parte sconosciuto nei suoi meccanismi.
 


Le soluzioni per la rimozione dell’Arsenico dalle acque
 

Le acque possono essere depurate dalla presenza dell’Arsenico come di altre sostanze tossiche.
 

Sono attualmente disponibili diverse soluzioni tecnologiche, già operative in Italia e nel mondo, che, con procedimenti e metodiche diversificate, riescono a riportare nei limiti indicati dal D. Lgs. 31/2001 i valori dell’Arsenico.

 

Le metodiche più utilizzate sono: la precipitazione, i processi a membrana, i processi di adsorbimento, la rimozione biologica, i processi a scambio ionico.

 

Tutte queste tecniche presentano elevate percentuali di rimozione dell’Arsenico che possono arrivare sino al 99% del totale.
 

La scelta di una tecnica piuttosto che un’altra, si deve basare sulla conoscenza delle proprietà dell’acqua da trattare, sulla speciazione del tipo di Arsenico presente (l’Arsenico può essere presente in forma trivalente- As III- o pentavalente- As V-), sul numero e sulle caratteristiche delle fonti di approvvigionamento, sul numero degli utenti a cui è rivolto il servizio, sulle caratteristiche dell’impianto, relativamente anche ai costi e alla manutenzione, sull’eventuale possibilità di ridurre la concentrazione di Arsenico con la miscelazione di acque prive o con minor contenuto di Arsenico, sulla minor produzione di fanghi e rifiuti generati dal processo di depurazione, sulla conservazione delle qualità organolettiche dell’acqua una volta depurata.
 


Conclusioni
 

L’acqua è un elemento fondamentale e prezioso per la vita del pianeta e di ogni essere umano.
 

È una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti e della depurazione.
 

“Ex aqua salus”.

 

L’accesso e la disponibilità di acque, salubri, pulite e di qualità, sono le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini.
 

L’Arsenico presente nelle acque insieme ad altre sostanze tossiche e cancerogene crea una inaccettabile condizione di rischio e danno alla salute delle persone e altera l’intero ecosistema.
 

L’uso delle tecnologie oggi disponibili, insieme ad una sana politica di trasformazione e controllo di tutte quelle attività industriali ed agricole, che immettono nell’ambiente Arsenico insieme ad un numero sempre più elevato di sostanze tossiche e dagli effetti ancora poco conosciuti, è l’unica, rapida e fattibile soluzione per garantire in modo compiuto il diritto alla salute e alla vita per tutti."

 

Così il documento a firma del Dottor Gianni Ghirga, della Dottoressa Antonella Litta e del Dottor Mauro Mocci per il Coordinamento dell'Alto Lazio dell'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente, ISDE - International Society of Doctors for the Environment - Italia. Viterbo, 6 novembre 2010.


Con la presente lettera sollecitiamo tutte le Istituzioni variamente competenti a un impegno affinché:
 

a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente arsenico e si

provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione;
 

b) si informi correttamente la popolazione in merito;
 

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare

l'acqua destinata a consumo umano.
 


Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione,

 

distinti saluti,

le persone partecipanti all'Incontro di Formazione alla Nonviolenza svoltosi domenica 28 novembre 2010 presso il Centro Sociale "Valle Faul" di Viterbo

Viterbo, 1 dicembre 2010
 

 

 

Per comunicazioni:

Partecipanti agli Incontri di Formazione alla Nonviolenza presso il Centro Sociale "Valle Faul"

Strada Castel d'Asso snc

01100 Viterbo

viterbooltreilmuro@gmail.com

 

 

All'inizio di pagina

 


F.I.M.M.G
Federazione Italiana Medici di medicina generale
Sezione Provinciale di Viterbo
 


Viterbo - Ridurre subito il quantitativo di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano e rispettare quanto stabilito dalla Commissione Europea


La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale - FIMMG di Viterbo chiede che venga rispettata la decisione della Commissione Europea espressa nel documento n. C (2010)7605 del 28 ottobre 2010.
 

 

Con questo documento la Commissione Europea ha infatti respinto la richiesta dell’Italia per un ulteriore periodo di deroga a quanto disposto dal Decreto Legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001 relativamente alla presenza di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano.


Questo Decreto Legislativo, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia e in recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE, dal dicembre 2003, ed ha abbassato il limite previsto per l’Arsenico nelle acque potabili da 50 a 10 µg/l (microgrammi/litro), proprio in considerazione della sua cancerogenicità e dell’evidente rischio per la salute umana.

 


L’Arsenico infatti è un metalloide classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro - I.A.R.C. come elemento cancerogeno certo di classe 1 e viene posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

 

Sempre più segnalazioni inoltre lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon.


L’assunzione cronica di Arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata inoltre da una cospicua e rilevante documentazione scientifica anche quale responsabile di

patologie cardiovascolari;

neurologiche;

diabete di tipo 2;

lesioni cutanee;

disturbi respiratori;

disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.
 

 

La Federazione Generale dei Medici di Medicina Generale - FIMMG di Viterbo nel giudicare estremamente grave e rischioso per salute pubblica qualsiasi ulteriore richiesta di deroga a quanto prescritto dal D. Lgs. 31/2001 e disposto dall’Unione Europea, chiede alle competenti Istituzioni che:


a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e si

provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari;
 

b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla

popolazione in merito a questa situazione;
 

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare

l'acqua destinata a consumo umano.

 


Federazione Italiana Medici di Medicina Generale - FIMMG

Il Segretario Provinciale della Sezione di Viterbo
Luciano Sordini

 

 

Viterbo, 1 dicembre 2010


 

 

Ufficio Stampa F.I.M.M.G.
Federazione Italiana Medici di Medicina Generale
Sezione Provinciale di Viterbo
Via Leonardo Murialdo 9 A
01100 VITERBO
Telefono e fax 0761 342 644

 

 

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Bracciano - Arsenico: gara d’appalto pronta per sistema di filtraggio
 


L’apparecchio, sperimentato nei mesi scorsi, sarà applicato all’acquedotto della Lega.

Progettato anche un collegamento con la Fiora per miscelare le acque e abbassare il livello delle sostanza entro i limiti.
 


“Siamo in fase di appalto per l’installazione del sistema di filtraggio delle acque dell’acquedotto della Lega che consentirà di abbassare i livelli di arsenico presenti nell’acqua sotto i limiti stabiliti dall’Unione Europea”.

 

Così il Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, rassicura i Cittadini in merito a quanto si sta facendo per risolvere il problema dell’elevata concentrazione di arsenico presente nelle acque pubbliche del nostro Comune.
 


Un problema annoso che interessa tutte le acque di terreni vulcanici e sul quale l’Amministrazione si è da tempo mossa, sperimentando un sistema di filtraggio - risultato poi efficace - che consentirà di abbassare il livello della sostanza entro il limite previsto dalla Normativa.

 

Inoltre, l’Amministrazione ha anche presentato una richiesta alle Ferrovie dello Stato per poter realizzare un collegamento idraulico che consenta alle acque dell’acquedotto Fiora (che registrano livelli più bassi di arsenico) di miscelarsi con quelle della Lega così da abbassare ulteriormente la concentrazione della sostanza.

 

Infatti, per poter operare questo collegamento è necessario attraversare la proprietà ferroviaria e quindi avere le dovute autorizzazioni.
 


“Il problema dell’elevata concentrazione di arsenico - continua il Sindaco - è molto sentito da questa Amministrazione che si sta impegnando per risolverlo.

 

Ci sono ben tre Ordinanze Sindacali del 2009 relative all’uso prudenziale delle acque per alcune categorie di Cittadini, come bambini, gestanti e anziani, residenti nelle Zone di Vigna di Valle servite dall’acquedotto della Lega.

 

Contestualmente abbiamo promosso la sperimentazione di un sistema di filtraggio per testarne l’efficacia e ora siamo pronti ad appaltare i lavori di realizzazione.
 


“È chiaro però - aggiunge Sala - che
per risolvere strutturalmente questo problema occorre un intervento complessivo e articolato per il quale serve un sostegno da parte degli Enti sovra-comunali.

 

Entro la fine del 2012, infatti, occorrerà intervenire anche sull’acquedotto della Fiora per abbassare ulteriormente la soglia di concentrazione di queste sostanze a 0,10 microgrammi per litro.

 

Chiediamo quindi che la Regione s’impegni a sostenere finanziariamente tutti i Comuni e non solo quelli appartenenti agli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), come sembra stia accadendo, in quanto il diritto alla salute dei Cittadini è lo stesso in ogni realtà”.
 

 

Bracciano, 1 dicembre 2010
 

 

 

Ufficio Stampa Comune di Bracciano

Piazza IV Novembre 6

00062 Bracciano (RM)

06 9981 6240

338-303 79 09
Fax 06 9981 6236

ufficiostampa@comune.bracciano.rm.it

www.comune.bracciano.rm.it

 

 

All'inizio di pagina

 


Viterbo - I nipotini del Conte zio
 

 

Taluni Pubblici Amministratori e Funzionari insipienti ed irresponsabili (e diciamo "insipienti ed irresponsabili" per non dir "corrotti e criminali") si sbracciano in questi giorni a Viterbo a negare che l'elevata presenza di arsenico nell'acqua che la gente beve costituisca un problema.


Non solo: negano ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma, e con essa i più importanti Istituti di Ricerca, le più rilevanti Organizzazioni Mediche, ed infine il senso comune, il buon senso comune: ovvero che l'arsenico è un veleno, e che berlo fa male alla salute.

 


Cosicché invece di prendere atto dell'urgente necessità di adeguarsi almeno a quanto stabilito dall'Unione Europea e recepito da anni nella Legislazione Italiana, pretendono ulteriori deroghe, vorrebbero che si continuasse nell'avvelenamento, e novelli Mitridate proclamano all'incirca che avvelenarsi fa bene alla salute.

 

Poiché proprio questo significa pretendere di continuare ad ammettere una presenza di 50 milligrammi di arsenico per ogni litro di acqua che le persone ingeriscono, quando l'Unione Europea ha definito da anni una soglia massima di 10 milligrammi/litro e quando tutti sanno che sarebbe bene che nell'acqua che si beve di arsenico non ve ne fosse affatto.
 


Vorremmo invitare
questi Pubblici Amministratori e questi Pubblici Funzionari a meditare sulle parole che enunciano e sugli atti che compiono.

 

Poiché delle une e degli altri dovranno infine rispondere dinanzi alla Legge.


Avvelenare le persone è un REATO!
 

Essere complici dell'avvelenamento è un REATO!
 

Ingannare le persone e provocare loro danni gravi e irreversibili è un REATO!
 

La strategia della sottovalutazione, della mistificazione, del "sopire, troncare, troncare, sopire", aggunge danno a danno, ignominia a ignominia, crimine a crimine, come sa chi ha letto quelle immortali pagine manzoniane.
 


E
a certi Pubblici Amministratori ed a certi Pubblici Funzionari vorremmo ricordare quello che ad esempio la Federazione del Medici di Medicina Generale della Provincia di Viterbo ha scritto nel documento diffuso alcuni giorni fa, sopra riprodotto integralmente a loro edificazione.


Parole inequivocabili, alle quali
tutti i Pubblici Amministratori e Funzionari variamente responsabili in questo ambito dovrebbero prestare ascolto.
 

 

"Centro di Ricerca per la Pace" di Viterbo
Peppe Sini
Responsabile
 


Viterbo, 3 dicembre 2010
 

 

 

Ufficio Stampa "Centro di Ricerca per la Pace"
Strada S. Barbara 9 E

01100 Viterbo
nbawac@tin.it
lists.peacelink.it/nonviolenza

 

 

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Viterbo - Arsenico e vecchi giochetti (sulla pelle delle persone)
 

 

Riferisce la Stampa Viterbese che Politici Locali che ricoprono rilevanti cariche amministrative, dinanzi al drammatico dato di realtà che gran parte dei Cittadini del Viterbese sono costretti a bere acqua con un livello di arsenico assai superiore a quanto previsto dalla Normativa Europea in vigore (soglia massima di 10 microgrammi/litro), non trovano di meglio che dispensare la seguente perla di saggezza:

 

"L'importante in questo momento è non creare inutili allarmismi".
 

 

E riferisce altresì la Stampa Viterbese che autorevoli personaggi dell'ATO e dell'AUSL

 

"hanno ribadito che non c'è nessun dato concreto che possa mettere in relazione la presenza dell'arsenico nell'acqua a livelli superiori ai parametri fissati con il manifestarsi di malattie tumorali".


Che tradotto in lingua corrente significa a un dipresso che tutto va bene, Madama la Marchesa...
 


Mentre invece - ripetiamolo una volta di più - è noto all'universo mondo quanto l'arsenico sia pericoloso, ed il più prestigioso Istituto di Ricerca nello specifico campo dell'Oncologia, l'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro - I.A.R.C., classifica l'arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1.

 

 

E come ha scritto in una sua nota alcuni giorni fa la Sezione Provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, l'arsenico

 

"è posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute;

 

inoltre sempre più segnalazioni lo correlano anche ai tumori del fegato e del colon.

 

L'assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata inoltre da una cospicua e rilevante documentazione scientifica anche quale responsabile di

 

patologie cardiovascolari;

 

neurologiche; diabete di tipo 2;

 

lesioni cutanee;

 

disturbi respiratori;

 

disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche".
 


Assai ragionevolmente ed opportunamente la medesima Sezione Provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale richiede che:
 

"a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e

si provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari;
 

b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla

popolazione in merito a questa situazione;
 

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare

l'acqua destinata a consumo umano."

 


Alla luce di quanto precede è necessario e urgente che le competenti Istituzioni - e tra esse anche le competenti Magistrature - intervengano con la massima tempestività per il rispetto delle Leggi, per la corretta gestione della Cosa Pubblica, e soprattutto a tutela dei diritti, della salute e della stessa vita della Popolazione.
 


L'associazione "Respirare"
 


Viterbo, 4 dicembre 2010
 


Associazione "Respirare"

Recapito postale:

c/o Centro di Ricerca per la Pace

Strada S. Barbara 9 E

01100 Viterbo

0761 353 532

www.coipiediperterra.org

http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

 

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Viterbo - Mentono sapendo di mentire!
 

 

Mentono sapendo di mentire quei Pubblici Amministratori Viterbesi che sostengono che la Direttiva Europea sull'arsenico non è stata recepita nell'Ordinamento Italiano!


È vero il contrario.

 

In realtà essa è effettualmente vigente da anni, ma la Regione Lazio aveva ottenuto per gli anni scorsi una deroga (concessa al fine e alla condizione di effettuare tempestivamente gli interventi necessari a rientrare nel parametro europeo!): deroga che essendo ora venuta a scadenza giustamente non è stata più rinnovata.
 

 

Cosicché chi continua a dichiarare ammissibile ed accettabile l'esorbitante presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano in tanta parte della Provincia di Viterbo è un mentitore, un irresponsabile e un avvelenatore.


Come è un mentitore, un irresponsabile e un avvelenatore chi continua a negare con arzigogolati e grotteschi sofismi l'evidenza scientifica della dimostrata estrema tossicità dell'arsenico.


Così come è un complice dei mentitori, degli irresponsabili e degli avvelenatori chi continua a cianciare di "inutili allarmismi" e nasconde alla Popolazione la gravità della situazione.
 


Occorre che il teatrino delle meraviglie dei mentitori di professione e degli avvelenatori per vocazione cessi immediatamente.
 

Occorre che immediatamente si rispetti almeno il parametro stabilito dall'Unione Europea: ovvero che nelle acque potabili la presenza di arsenico non sia superiore a 10 microgrammi per litro.
 

Occorre che immediatamente i Sindaci emettano ordinanze di non potabilità per le acque in cui la presenza di arsenico supera i 10 microgrammi/litro.


Ed occorre che si proceda con la massima tempestività e accuratezza (tecnologie adeguate ed efficaci sono da tempo disponibili) a dearsenificare del tutto le acque destinate al consumo umano.
 


Come ha scritto la Sezione Provinciale di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale:
 

"a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e

si provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari;
 

b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla

popolazione in merito a questa situazione;
 

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare

l'acqua destinata a consumo umano."

 


Ed occorre, infine, che le competenti Magistrature intervengano per verificare la correttezza e l'adeguatezza della condotta dei Pubblici Amministratori e Funzionari che hanno occultato la realtà, ovvero disinformato o esplicitamente ingannato la popolazione;

 

come quelli che, istituzionalmente investiti del compito di far rientrare le acque destinate al consumo umano nel parametro stabilito dall'Unione Europea nel corso degli ultimi anni, non hanno operato correttamente e adeguatamente in tal senso, o addiritura hanno omesso del tutto qualunque intervento a tutela della salute della Popolazione del territorio di competenza.
 


Il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Viterbo, 5 dicembre 2010
 


 

Ufficio Stampa "Centro di Ricerca per la Pace"
Strada S. Barbara 9 E

01100 Viterbo
nbawac@tin.it
lists.peacelink.it/nonviolenza

 

 

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Leggi volentieri anche i seguenti articoli precedentemente pubblicati da questo portale sui temi ambientali riguardanti il territorio:
 

 

Inquinamento da aeroporto di Viterbo e dell'Alto Lazio:

 

Mercoledì 16 settembre 2009
Viterbo - Aeroportini di carta medievali e odierni

 

Domenica 14 marzo 2010  
Viterbo - Aeroporto: “La storia vera dell'aeroporto (militare) che c'è e di quello (low cost) che non c'è...”

 

Sabato 8 maggio 2010
“A Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo...” - Lettere Aperte per il salvataggio del Bullicame di Viterbo

 

Giovedì 1 luglio 2010
Appello all'On. Stefania Prestigiacomo, Ministra dell'Ambiente ed agli altri Enti preposti, per la tutela del Bullicame di Viterbo

 

Sabato 3 luglio 2010
Il Movimento Nonviolento ribadisce la condanna del trasporto aereo, fonte d'inquinamento atmosferico

 

Mercoledì 3 novembre 2010
Viterbo - Bullicame: “Appello in difesa dell'area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame contro la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge” - Lettera aperta datata 31 ottobre 2010

 

Sabato 13 novembre 2010
Viterbo - Anche Confindustria deve arrendersi all'evidenza: il mega-aeroporto non si farà!

 

Mercoledì 17 novembre 2010

Viterbo - Bulicame: lettera aperta alle Commissioni Parlamentari Ambiente

 

Domenica 28 novembre 2010
Viterbo - Il caso ENAV-Finmeccanica: una conferma

 

 

Inquinamento da coltivazioni industriali del Lago di Vico, del Lago di Bracciano e del Fiume Treja:

 

Mercoledì 29 aprile 2009
Valori di arsenico, fluoruri, manganese e ferro troppo alti: ordinanza di non potabilità per alcuni acquedotti di Anguillara, Bracciano, Trevignano e Cerveteri
 

Venerdì 19 giugno 2009
Bracciano - Acqua: a titolo precauzionale vietato l’uso potabile dell’acquedotto di Vigna di Valle
 

Martedì 21 luglio 2009  
Trevignano Romano - Punto del lago “inquinato”, ma il Comune non ci sta
 

Venerdì 28 agosto 2009  
Bracciano - Allarme acqua rientrato: è di nuovo potabile
 

Lunedì 31 agosto 2009  
Trevignano Romano - Ferragosto... avvelenato!
 

Mercoledì 7 ottobre 2009  
Anguillara Sabazia - Depurazione acque: concessi i finanziamenti regionali per Ponton dell'Elce e Colle Sabazio
 

Sabato 24 ottobre 2009  
Territorio - Acqua all’arsenico, cresce la preoccupazione: le mamme chiedono garanzie, i Comuni annunciano nuovi rimedi
 

Lunedì 19 aprile 2010
  SPECIALE “LAGO DI VICO” 
Cosa stanno facendo i Comuni del Lago di Vico per eliminare l'inquinamento delle acque alle quali attingono per uso civile?
 

Martedì 15 giugno 2010
Calcata - Fiume Treja: balneazione proibita… “Come faremo per il battesimo della Vigilia di San Giovanni?” Grazia richiesta a Giunone Curite
 

Venerdì 18 giugno 2010
C'è Treja e “Treja”: sono due fiumi paralleli ma diversi, mentre il Circolo Vegetariano VV.TT. è unico e solo! - Lettera aperta
 

Venerdì 2 luglio 2010
All'On. Angela Birindelli, Assessore per l'Agricoltura della Regione Lazio: “Appello per l'Agricoltura Contadina” e allarme per l'inquinamento ambientale da pesticidi
 

Lunedì 1 novembre 2010
Continua l’attenzione del Commissario Europeo all’Ambiente e della Commissione Europea per il Lago di Vico

 

Giovedì 4 novembre 2010
Viterbo - “Richiesta di intervento per il risanamento del Lago di Vico, per la salubrità delle acque e la tutela della salute dei Cittadini di Caprarola e Ronciglione”  - Lettera aperta datata 31 ottobre 2010

 

Venerdì 12 novembre 2010

Viterbo - Associazione “Respirare”: Lago di Vico, intervenire immediatamente!

 

Mercoledì 17 novembre 2010
Viterbo - Conferenza della Dottoressa Antonella Litta al Centro Sociale “Valle Faul” sulla gravissima questione della presenza dell'arsenico nelle acque usate a fini potabili in molti Comuni dell'Alto Lazio

 

Giovedì 25 novembre 2010
Arezzo - ISDE Italia per il rispetto della decisione della Commissione Europea che respinge la richiesta di deroga per l'Arsenico nelle acque destinate a consumo umano

 

Sabato 27 novembre 2010
ISDE Viterbo - “L’Arsenico nelle acque destinate a consumo umano nell’Alto Lazio: problematiche sanitarie, ambientali e proposte d’intervento”
 

Domenica 28 novembre 2010
Viterbo - Associazione “Respirare”: Arsenico, quid agendum
 

Martedì 30 novembre 2010
ISDE Viterbo - Dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente di Viterbo gli interventi immediati e necessari per ridurre l’esposizione delle persone all’Arsenico e per il rispetto di quanto stabilito dalla Commissione Europea

 

Mercoledì 1 dicembre 2010

Viterbo - Arsenico: Rossodivita e Berardo presentano un’interrogazione regionale sulle acque potabili degli acquedotti della Regione Lazio

 

 

Inquinamento da centrali del Litorale Nord tra Civitavecchia e Tarquinia:

 

Giovedì 21 maggio 2009
Civitavecchia - L’Onorevole Tidei scrive al Ministro Scajola “La centrale di T.V.N. deve chiudere”

 

Giovedì 14 gennaio 2010  
NO alla centrale nucleare nella sacra terra Etrusco-Sabina
 

Sabato 13 febbraio 2010  
“Montalto di Castro: … a volte ritornano!” – In Italia si apre la stagione dei conflitti, dove mettere le centrali nucleari e le scorie radioattive?
 

Venerdì 19 marzo 2010  
Tuscia Romana - e non solo: come la speculazione energetica divora il territorio
 

Sabato 15 maggio 2010
Montalto di Castro - Il nucleare “impossibile”: le ragioni tecniche di Giorgio Nebbia e Paolo D'Arpini
 

Venerdì 18 giugno 2010
Tarquinia - Nasce il Coordinamento Nazionale No Coke ed il Laboratorio di Monitaraggio Autonomo della Qualità dell'Aria per difendere l'Alta Tuscia da ulteriore inquinamento!
 

Venerdì 29 ottobre 2010
Tarquinia - “Maremma Amara”, ovvero il saccheggio della Maremma Toscana e Laziale: tutti a Capalbio per l'antidoto!
 

Lunedì 29 novembre 2010
Tarquinia - Affari attraenti per mafia e cricche nella Terra degli Etruschi
 

 

Inquinamento da cave e discariche della Tuscia Romana:

 

Lunedì 10 agosto 2009  
Ladispoli - Il compostaggio/discarica ai Monteroni: tantissimi i no e tutti motivati!
 

Mercoledì 19 agosto 2009  
Capranica - Cava, scava e ricava... Tuscia avvelenata!
 

Mercoledì 16 settembre 2009
Bracciano - Sala: “Lo spostamento della discarica Malagrotta ad Allumiere è una scelta miope e insensata contro la quale ci opponiamo!”
 

Venerdì 18 settembre 2009
Tuscia, cave e discariche - Provocazione da Capranica: “Ne volete una? Noi ce l’abbiamo già pronta per l’uso!”
 

Mercoledì 30 settembre 2009  
Dalla Tuscia con dolore - Appeso e in manette a Viterbo il Quadro Corruttivo e Concussorio con Scapigliati temi su cave, vincoli ed estrazioni
 

Giovedì 1 luglio 2010
Cerveteri - Allarme rifiuti: “Stiamo per diventare la discarica di Roma!”
 

Domenica 11 luglio 2010
Lettera aperta di Valentina Ierrobino sulla situazione del riciclaggio RSU nei Comuni del Lazio
 

Giovedì 4 novembre 2010
Cerveteri - Roma non scarichi la sua “monnezza” sulla Provincia!
 

 

Difesa e sviluppo sostenibile del territorio:

 

Venerdì 9 luglio 2010
  SPECIALE "ECO-TUSCIA" 
“Nella Tuscia: a piedi, in bicicletta, a cavallo…” - Il turismo ecosostenibile, Eco-news e incontro della Rete Bioregionale Italiana nella Riserva Naturale di Monte Rufeno, Acquapendente

 

Mercoledì 8 settembre 2010
PRUSST - Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio“Patrimonio di San Pietro in Tuscia ovvero il Territorio degli Etruschi”: apre a Cerveteri l'Ufficio Consortile Interregionale della Tuscia
 

Domenica 26 settembre 2010
Manziana - Presentato il Progetto “LIFE - Monti della Tolfa”: interventi urgenti di conservazione della natura dell’Area Tolfetano-Cerite-Manziate finanziati dall’Unione Europea per oltre 3 milioni e mezzo di euro
 

Lunedì 25 ottobre 2010
Agricoltura contadina, O.G.M. e Bioregionalismo... a San Severino Marche

 

Sabato 6 novembre 2010
Viterbo - Incontro di riflessione e di studio al Centro di ricerca per la Pace: “Emergenze ambientali nell'Alto Lazio, tra Civitavecchia, Montalto, Viterbo e il Lago di Vico”

 

Martedì 9 novembre 2010
Emergenze Alto Lazio: “Segnalazione ed appello in difesa dell'area naturalistica, archeologica e termale del Bulicame, contro la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge” e “Richiesta di intervento per il risanamento del Lago di Vico, per la salubrità delle acque e la tutela della salute dei Cittadini di Caprarola e Ronciglione” - Lettere aperte datate 8 e 9 novembre 2010

 

Lunedì 15 novembre 2010
Viterbo - Associazione “Respirare”: subito il Parco Naturalistico, Archeologico e Termale del Bulicame!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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