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Capranica, Viterbo, giovedì 2 dicembre 2010 Treni Tagli Una Bicicletta Diretto Capranica-Viterbo 3 dicembre
Sempre meglio portarsi una bicicletta alla Stazione Capranica-Sutri: non si sa mai! (Foto © Doriana Goracci)
“La ferrovia fu inaugurata il 29 aprile 1894…”
Qualche terrorista del Comitato Pendolari Locali, aveva sparso una voce, “Salvate la Stazione di Capranica-Sutri":
“Entro il 2009 le Ferrovie dello Stato smantelleranno la Stazione Ferroviaria di Capranica-Sutri, uno dei punti nevralgici sia della linea Roma-Viterbo che della Civitavecchia-Capranica-Orte.
Ma il Comitato Autonomo Pendolari non ci sta e ha deciso di interpellare direttamente il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli per far valere le proprie ragioni…”
Quanto a quest’ultimo si dice a Roma, chiappalo, l’Aereoporto che non vola e le promesse a babbo morto.
In compenso, per chi voglia un itinerario in MTB aggiornato al giugno 2010, può farla a pedali la Capranica-Civitavecchia, e sarà senza meno, una salutare e ricreativa gita.
Dunque, a Capranica Scalo, la cantano
anche i bambini col Diretto Capranica-Viterbo all’Orecchio Acerbo,
campeggia un cartellino, dove è scritto che questa stazione è chiusa dal
10 luglio 2010: lasciando perdere i costi e l’utilità straordinaria
della ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte. Se qualcuno non lo sapesse…
Orte, grande nodo ferroviario italiano, in Provincia di Viterbo, non è collegato con la ferrovia alla sua Provincia, va direttamente a Roma e anche le 4 ruote del COTRAL, non esistono per collegarle, se non con delle corse buone per pazienti matusalemme.
La Stazione Roma-Viterbo e viceversa, esiste, il treno si ferma, ma non esiste più quel casello-palazzo, diventato un drone di macchinari all’interno, non esiste più una sala di attesa, non è mai esistita una pensilina per riparsi dalla pioggia e dal freddo e dal sole, si corre come pazzi attraverso binari sguarniti, non esiste e non è mai esistito, malgrado i cartelloni, Signore e Signori, un bagno per urgenti “bisogni”, non c’è un distributore di biglietti, ma c’è l’epico bar, nelle ore di consumo umano per i gestori: oggi avevano finito anche i biglietti, li prenotano come se si andasse a teatro, parola di una delle conduttrici, che li hanno ordinati ed aspettano l’evento arrivo.
Si aggiunge un’emozionante attesa, anche questo ho appreso oggi: fra 3-4 anni, parola degli operai che ogni tanto appaiono al casello, ci sarà una sala, al posto di quel gabbiotto di vetro, dove ci vedevamo con il personale della Stazione, che prima era dalla prima all’ultima corsa presente e si comunicava in diretta.
In altri tempi, ho scritto per svariati motivi a Trenitalia, oggi non è più tempo, lo faccio su un blog partecipativo e chi vuole condivida, tanto per sapere quanto è buono questo Paese…con i suoi Consumatori Pubblici, consumati dagli Affari Privati di Lor signori.
Sono in pensione, lascio alla vostra immaginazione il morale di coloro che, metodicamente negli ultimi mesi, sentono una voce da una radio che dice che Trenitalia si scusa per il ritardo, spesso anche di un’ora e le corse sono una ogni ora e se è soppressa la corsa, la radio drona, non parla.
“Alfonsina Strada, unica donna a correre nel 1924 il Giro d’Italia insieme agli uomini.” (Foto di archivio)
Ma ecco che apprendo di una Storia
Straordinaria.
E per giunta apprendo dall’amica Viola
Buzzi, che ce la canta e racconta il 3 dicembre a Viterbo:
La musica dei Tetes de Bois e la storia dell’unica ciclista donna ad aver corso il giro d’Italia insieme agli uomini per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia in un percorso originale.
Il 3 dicembre al Cinema Lux l’iniziativa dell’Associazione Culturale “iTusci” di Acquapendente realizzata con il Dopolavoro Ferroviario di Viterbo.
L’Unità d’Italia vista dalla Stazione Ferroviaria di Viterbo: tra treni, binari, biciclette e storie di persone irripetibili che hanno unito il Paese.
Parte dalla Stazione di Porta Fiorentina venerdì 3 dicembre alle ore 17.30 il primo “ITALIANI 150 - Incontro-giro sulla bicicletta” che l’Associazione Culturale “iTusci” propone alla Città di Viterbo, su un progetto di Viola Buzzi, cantautrice e operatrice culturale del territorio.
Un concerto dei Tetes de Bois e la performance di anteprima del brano “Passaggio 19” di Viola Buzzi, insieme a una conversazione sulla storia del rapporto tra territorio, treni e biciclette, saranno gli ingredienti del pomeriggio al Dopolavoro Ferroviario di Porta Fiorentina (Cinema Lux, Viale Trento) con molti ospiti, tra cui Andrea Satta, scrittore e animatore dei Tetes de Bois, il giornalista della Gazzetta dello Sport Marco Pastonesi, il Professor Orlando Araceli studioso del territorio, il Presidente del Dopolavoro di Viterbo Mauro Innocenzi e i rappresentanti del Dopolavoro di Orte.
Così l’Associazione Culturale “iTusci” prosegue anche a Viterbo le iniziative del progetto “ITALIANI 150”.
Un’occasione unica per lasciarsi trasportare nelle “storie viaggianti” di Italiane e Italiani che “silenziosamente hanno fatto” il Paese, al fianco dei grandi protagonisti.
Una formula originale per fondere musica, spettacolo, dibattito e multimedialità.
Si parte venerdì 3 dicembre con Alfonsina Strada, unica donna a correre nel 1924 il Giro d’Italia insieme agli uomini.
L’eroina delle due ruote rivivrà a Viterbo nel nuovo video dei Tetes de Bois (secondi quest’anno al premio Tenco) “Alfonsina e la bici”, dove Alfonsina è interpretata dall’astrofisica Margherita Hack.
Gli appuntamenti del progetto “ITALIANI 150” proseguiranno poi dai pedali ai binari con storie di “Ferrovieri e Ferroviere” che racconteranno la storia d’Italia filtrata attraverso le linee ferroviarie.
Un’opportunità per promuovere i temi della mobilità sostenibile, ma anche per confrontarsi sullo Stato e il livello delle infrastrutture locali, per rimettere al centro della riflessione sui 150 anni dell’Unità Nazionale il territorio della Provincia di Viterbo, molto più ricco di storie importanti di quante non se ne raccontino.
Il progetto
“ITALIANI 150”, avviato da “iTusci” un anno fa con la partecipazione
dell’ex Magistrato Gherardo Colombo (oggi scrittore e Presidente della
Garzanti) è realizzato nell’ambito della Rassegna “Suoni e passi della
tradizione” XII Edizione, realizzata in collaborazione con i Dopolavoro
Ferroviari di Viterbo e Orte, con il contributo dell’Assessorato alla
Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e patrocinata dal Comune di
Acquapendente.
Per quello che posso, non mi azzitto.
Buon viaggio, nella notte scura, come quando sono tornata e ho pensato a chi parte alle 6 della mattina e ci si scalda con il fiato.
Non nascono storie d’amore da questi fatti, ma di rabbia e rassegnazione, sperando nel Ritorno a casa.
Statevi bene, noi non ci stiamo.
Vi saluta anche un Orecchio Verde, come
quello che scrisse
Gianni Rodari e canta ancora ai bambini Stefano Panzarasa: era un
signore maturo con un orecchio acerbo.
Un orecchio acerbo
Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo vidi salire un uomo con un orecchio acerbo. Non era tanto giovane, anzi, era maturato tutto, tranne l'orecchio, che acerbo era restato. Cambiai subito posto per essergli vicino e potermi studiare il fenomeno per benino. Signore gli dissi dunque, lei ha una certa età, di quell'orecchio verde che cosa se ne fa? Rispose gentilmente:- Dica pure che sono vecchio, di giovane mi è rimasto soltanto quest'orecchio. È un orecchio bambino, mi serve per capire le voci che i grandi non stanno mai a sentire: ascolto quello che dicono gli alberi, gli uccelli, le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli, capisco anche i bambini quando dicono cose che a un orecchio maturo sembrano misteriose... Così disse il signore con un orecchio acerbo quel giorno, sul diretto Capranica-Viterbo.
Ci si vede a Viterbo almeno in 150?
Leggi volentieri anche la Locandina dell'evento
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La Redazione
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