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Bracciano, Roma, mercoledì 1 dicembre 2010

Bracciano - Sanità: lettera al Presidente Napolitano contro chiusura “Padre Pio” di Bracciano

Fonte: "Gli utenti e gli operatori dell'Ospedale Padre Pio di Bracciano, Roma"

 

 

L'Ospedale Padre Pio di Bracciano. (Foto © Iris Novello)

 


Gli utenti e gli operatori dell'Ospedale Padre Pio di Bracciano hanno ieri scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per segnalare le problematiche legate alla soppressione dei 77 posti letto di degenza del Nosocomio Cittadino, prevista dal Piano di Riorganizzazione Sanitaria promosso dalla Regione Lazio.

 

Un provvedimento che, nei suoi effetti, è di fatto equivalente a una chiusura della struttura.

Nella lettera, scritta sotto forma di fiaba, si espone la cronologia dei fatti e le possibili conseguenze di una simile decisione e si chiude con un appello al Presidente.



Caro Presidente,
 

 

chissà quante volte anche Lei avrà raccontato una favola ai suoi nipoti sperando che, attraverso essa, ricevessero un insegnamento corrispondente ad un principio etico.


Oggi siamo noi a volerne raccontare una a Lei, con l’intento che, anche la nostra, riesca a trasmetterle quella “morale” da cui ogni favola è, per sua natura, accompagnata.
 


C’era una volta uno Stato civile.
 

Per fare in modo che in questo Stato regnasse la pace, la giustizia, il rispetto e la solidarietà, alcuni saggi avevano sancito, mediante leggi scritte, doveri e diritti per i cittadini che in esso vivevano.
 

Uno di questi diritti riguardava la salute, intesa come uno “stato di benessere fisico, mentale e sociale, definito fondamentale per ciascun essere umano, qualunque fosse la sua razza, religione, opinione politica, condizione economica e sociale”.

 


Lo Stato, proprio perché civile, considerando questo un
“principio inviolabile della dignità umana” era tenuto ad “impedire che fossero costituite situazioni prive di tutela che potessero pregiudicarne l’attuazione”.
 

Poi, il 30-09-2010, arrivò il “Commissario ad acta” della Regione Lazio che con il Decreto N. 80 istituì il “riordino della rete ospedaliera” per quella parte di territorio, negando a migliaia di Cittadini, soprattutto della Provincia, il principio costituzionale del diritto alla salute.
 

Infatti, il “Commissario ad acta” decretò la chiusura di 24 ospedali pubblici laziali, per lo più dislocati nella Provincia, giustificando tale provvedimento con l’intento di ottimizzare le risorse economiche della “sua” Regione in ambito sanitario, ma declassando di conseguenza ed inevitabilmente il valore inestimabile di ogni singola vita umana ad un mero, arido ed anticostituzionale calcolo ragionieristico.

 


E fu così che la vita di ciascun individuo divenne un
“prodotto”, il diritto inviolabile alla salute venne trasformato in “costo di produzione” e l’assistenza sanitaria si tramutò in “profitto”.
 

I Cittadini naturalmente si ribellarono in ogni modo e con qualsiasi mezzo a loro consentito affinchè non venisse permesso al “Commissario ad acta” di imporre la sua decisione che colpiva, in particolar modo, i cittadini della Provincia rispetto a quelli della Città, isolandoli pericolosamente dal punto di vista assistenziale.
 

Infatti i primi videro ridursi il numero di posti letto di degenza pro-capite a 0,4 ogni 1000 abitanti contro i 3,5 riservati ai Cittadini dell’area metropolitana e cominciarono a sospettare che la loro vita valesse meno di quella di un abitante di Roma.
 

Alla fine...
 


... se questa fosse una favola da raccontare ai nostri figli e nipoti, l’insegnamento “morale” che potrebbero ricavarne è che nella vita, a volte, è necessario lottare anche per i diritti inviolabili che, proprio perché tali, non dovrebbero in alcun modo essere violati.
 

E dal momento che le favole hanno sempre un lieto fine, potrebbero imparare che con la rivendicazione cosciente, civile e responsabile si possono far valere i propri diritti e che le prevaricazioni messe in atto anche e soprattutto da chi detiene il potere possono essere contrastate e messe a tacere con la forza della razionalità, del buonsenso e della civiltà piuttosto che con il sopruso e l’inganno.
 

Ma la nostra non è una fiaba, non ci sono fate, non ci sono folletti nè draghi, non ci sono streghe né principi azzurri e per questo...
 

...preghiamo Lei, Presidente, uomo e cittadino consapevole, di rappresentare il cavaliere impavido delle favole e di aiutarci affinchè anche per noi sia possibile concludere il nostro racconto con il classico lieto fine…

 

... “e vissero felici e contenti”.
 


Gli utenti e gli operatori
dell' Ospedale Padre Pio di Bracciano, Roma

 

 

 

Leggi volentieri anche...

 

Il Comunicato Stampa della FIALS,

 

il Comunicato Stampa del Comune di Bracciano riguardo a L'impedito incontro dei Rappresentanti Istituzionali dei territori colpiti con la Governatrice,

 

...e gli altri precedenti articoli ed eventi sulla prospettata chiusura del "Padre Pio" di Bracciano:

 

Bracciano - Sanità: Sala, preoccupante ipotesi la chiusura dell'Ospedale Padre Pio! Sabato 2 ottobre prima presidio e poi Consiglio Comunale in piazza,

 

Bracciano - Piano di Rientro Sanitario: il “Padre Pio” sarà riconvertito in Ospedale di II Livello,

 

Bracciano - Oltre 200 Cittadini e Amministratori al presidio contro la chiusura del “Padre Pio”,

 

Bracciano - Centinaia di Cittadini in piazza per il Consiglio Comunale aperto, convocato contro la chiusura del “Padre Pio”, mille firme raccolte solo ieri e domani mattina nuovo presidio all'Ospedale,

 

Bracciano - Sanità: oltre mille persone sfilano per il futuro del “Padre Pio”,

 

Bracciano - La chiusura dei reparti al “Padre Pio” presumibilmente basata su dati falsati.

 

La demolizione della sanità pubblica, una storia lunga vent’anni!

 

Bracciano - Sanità: Sala, Riscontro importante dei territori per sottolineare che la salute non ha prezzo

 

Bracciano - Sanità: Stella Polare, Quale ospedale ci possiamo permettere?

 

Bracciano - Sanità: Sala, Apertura della Regione a istanze del territorio di Bracciano

 

Bracciano - L’Ospedale Padre Pio dopo il Decreto numero 80 del Presidente della Regione Lazio: riflessioni e proposte

 

Stella Polare - Assemblea su "La riconversione dell'Ospedale di Bracciano"

 

Bracciano - Sanità: Amministrazione propone Comitato per la Difesa della Salute

 

Bracciano - Sanità: il 29 novembre visita Tecnici Regionali al “Padre Pio”

 

Bracciano - Ospedale: c’è un piano per ‘salvare’ il ‘Padre Pio’, tutte le Istituzioni pronte al confronto con la Regione

 

Bracciano - Sanità: Sala scrive a Polverini e ai Sindaci del territorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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