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Treia, Macerata, domenica 28 novembre 2010

“... Io ce l'ho con Wikileaks, con Facebook, con Google e con internet in generale” - Lettera Aperta

di Paolo D’Arpini

 

 

"Vedo, sento e parlo!"

 

 

"Moto censorio unanime, da parte delle tre scimmiette al potere, contro Wikileaks, Facebook, Google e internet in generale...: ma la colpa non è dello strumento!"

 

Saul Arpino
 


"Wikileaks importante strumento giornalistico come il Freedom of Information Act".

Afferma il Time Magazine...

Ma internet e soprattutto Wikileaks non piace ai Potenti!

 

Specialmente dopo l'azione selvaggia di Wikileaks che minaccia di destabilizzare il "sistema" di potere consolidato e basato sul metodo delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
 


Ma intanto leggiamo come si autopresenta questa nuova agenzia telematica "free-lance": Wikileaks è un'organizzazione non-profit dei media.

 

"Il nostro obiettivo è quello di portare importanti novità e informazioni al pubblico.

Noi forniamo un modo innovativo, sicuro e anonimo per le fonti di fuga di informazioni per i nostri giornalisti (la nostra casella di riepilogo elettronica).

 

Una delle nostre attività più importanti è quella di pubblicare materiale originale fonte a fianco della nostra storia di notizie modo che i lettori e gli storici visitatori potranno vedere la prova della verità.

 

Siamo una realtà giovane che è cresciuta molto velocemente, facendo affidamento su una rete di volontari impegnati in tutto il mondo.

Dal 2007, quando l'organizzazione è stata lanciata ufficialmente, Wikileaks ha lavorato a riferire in merito e pubblicare le informazioni importanti.

 


Wikileaks ha sostenuto e vinto contro gli attacchi giuridico e politico progettato per mettere a tacere la nostra organizzazione editoriale, i nostri giornalisti e le nostre fonti anonime.

 

I principi più generali su cui si basa il nostro lavoro sono la difesa della libertà di parola e media editoria, il miglioramento del nostro record storico comune e il sostegno dei diritti di tutte le persone di creare nuova storia.

Si ricavano dai Principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

 

In particolare, l'articolo 19 ispira il lavoro dei nostri giornalisti e altri volontari.

Esso afferma che ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di libertà di avere opinioni senza interferenze e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

 

Siamo d'accordo, e noi cerchiamo di mantenere questo e gli altri Articoli della Dichiarazione..."
 


Ovvio che con certe premesse e promesse una tale "agenzia d'informazione" non può piacere ai potenti al potere...

E meno che meno potrà piacere ai Governanti Italiani che da sempre sono abituati a comandare in modo mafioso, imponendo il silenzio sulle loro malefatte...

 

Per cui nessuna meraviglia che ci sia stata un'alzata di scudi da parte dei nostri Governanti, Berlusconi in testa, per la "fuga di notizie che mette a repentaglio la nostra stabilità economica e politica...".

A repentaglio, certo... e fuga di notizie, certo... ed allora?

"Internet delenda est."
 


E si prende la scusa di voler "combattere la dipendenza di parecchi giovani malati per l'uso del computer e della navigazione su internet" afferma Jannone, amico del Berluscone...

 

Il quale ovviamente ce l'ha con Internet "perché è un'ossessione per quelle persone che poi diventato dipendenti...".

Ma com'è che lo stesso Giorgio Jannone non ce l'ha con chi guarda la televisione in modo compulsivo (e sono la maggioranza in Italia)...: i teledipendenti non contano?

 

Ed è sempre lui (lo stesso Jannone che vuole difendere i giovani dalla dipendenza) quello che ha proposto di abbassare l'età di distribuzione dei Gratta e Vinci?

Che il gioco d'azzardo statale non crea dipendenza?

 

Suvvia Jannone, suvvia, diciamo le cose come stanno: la comunicazione libera di internet non piace perché permette di scoprire troppi altarini...
 


Ed ora, un'altra uscita censoria del "Jannone pensiero":
 

"Avvocati e commercialisti devono essere allontanati dalle sale del Potere, perché per loro forma mentis, dunque di legulei mestieranti delle verità giuridiche, sempre diverse da quelle del Vero, pasticciano con cavilli e codicilli e pandette rendendo ogni avvenimento complicatissimo.

Dunque, siano deputati a comporre le leggi, ma non a promulgarle e sostenerle.

Fuori tali categorie dai Parlamenti, quello è luogo di CARISMATICI UMANISTI..."
 


"… ma come sono buoni i nostri 'servitori', si preoccupano per noi, perché, asseriscono, siamo dipendenti da internet, e, dunque, malati psichiatrici o quasi!

Ma non si preoccupano i nostri servitori lestofanti, d’ogni categoria rappresentata, delle condizioni economiche in cui ci fanno vivere con stipendi da fame, e siamo fortunati quelli che li possediamo… perché i giovani…

Ed io sono tra i padri disperati e ormai in preda al panico per il loro futuro, quindi da essere curato!

Ma sotto questo aspetto i nostri servitori non intervengono, qui si zittiscono!"

 

Kiriosmega
 


Ultima considerazione: "essi" hanno paura di internet perché unica vera fonte d’informazione “popolare” che crea solidarietà tra vilipesi e gruppi politici anche antagonisti.

 

E di questo debbo dare conferma, avendo io stesso appurato come su Facebook - ad esempio - ci sia una continua solidarizzazione su temi scottanti e socialmente condivisibili indipendentemente dall'ubicazione politica dei proponenti.

 

Su Facebook mantengo amici di destra di sinistra e di centro, eppure `- chissà com'è - sono tutti concordi nel riconoscere la verità...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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