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Bracciano, Roma, venerdì 26 novembre 2010

Bracciano Cultura - A primavera l’Apollo di Vicarello in mostra a Bracciano: via libera del Ministero al “ritorno a casa” della prestigiosa opera per l’importante esposizione che si terrà al Museo Civico cittadino

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Bracciano

 

 

L'Apollo di Vicarello. (Foto di archivio)

 


Tornerà sulle rive del Lago di Bracciano, lì dove è stato rinvenuto, l’Apollo di Vicarello, la preziosa statua che nella prossima primavera sarà la protagonista della mostra “Il culto del dio Apollo a Vicarello”, che si terrà al Museo Civico cittadino.

 

Il Ministero per il Beni e le Attività Culturali infatti, basandosi sul parere positivo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale (che ha seguito e sostenuto il Comune nel percorso per ottenere il prestito), ha dato il via libera al prestito dell’opera d’arte che, dopo molti anni, sarà nuovamente esposta al pubblico.
 


L’Apollo di Vicarello proviene, come suggerisce il suo nome, dall’importante area archeologica delle Terme Romane Apollinares Novae presso Vicarello.

 

Portata alla luce nel 1977, l’opera era ubicata all’interno di un ninfeo monumentale dell’antico centro termale sabatino.

 

Secondo l’Archeologa Laura Fabbrini, che ha compiuto uno studio dettagliato sulla statua nel 1993, l’Apollo potrebbe risalire alla prima metà del II secolo (circa al 130), datazione peraltro non condivisa da altri studiosi che propendono invece per una datazione più antica.
 


Si tratta di un busto in marmo pentelico (quindi di provenienza greca) che raffigura un Apollo giovanile, senza barba, con mantello sulle spalle.

 

L’opera, originariamente a figura intera, presenta forti analogie con l’Apollo del Belvedere, conservato nei Musei Vaticani.
 


Oggi la statua è conservata presso la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale; ne rimangono, oltre al torso, alcune parti del piede, della mano destra, del ginocchio, del polpaccio.

 

La figura del dio doveva essere alta circa due metri e, come si vede ancora oggi, aveva un mantello sulle spalle fermato da una fibbia circolare; il frammento della mano destra, che impugna un oggetto di forma cilindrica, fa ipotizzare che il dio potesse tenere in mano una torcia, elemento iconografico spesso usato nelle sue raffigurazioni.


L’opera risulta molto degradata a causa della sua lunga esposizione presso le acque termali, molto calde e sature di sali minerali; il suo attuale stato, che può essere migliorato da un attento restauro, non compromette comunque la sua cristallina bellezza.
 


Il Comune di Bracciano, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - (Ente prestatore) - intende realizzare una mostra temporanea per esporre presso il Museo Civico questa statua così importante per il nostro territorio con il duplice obiettivo sia di far conoscere e di valorizzare la scultura sia di promuovere la sua area di provenienza, rendendo evidente il legame del Museo con il suo territorio.

 

L’Apollo, prima dell’esposizione, verrà restaurato ed esposto in una sala del Museo idonea a garantirne la tutela e conservazione.
 


Il restauro e l’esposizione dell’opera costituiscono un’occasione preziosa in quanto è in corso la valorizzazione dell’intera area archeologica di Vicarello.

È quindi importante che il Museo Civico di Bracciano, naturalmente vocato ad accogliere l’Apollo, possa dare informazioni su di esso e sull’area in cui è stato ritrovato, rimandando e preparando i visitatori della mostra alla visita dell’area e ponendosi così come un fondamentale elemento per l’interpretazione storica e culturale del territorio.
 
 

 

Comune di Bracciano - Ufficio Stampa

Piazza IV Novembre 6

00062 Bracciano (RM)

06 9981 6240 e 338-303 79 09
Fax 06 9981 6236

ufficiostampa@comune.bracciano.rm.it

www.comune.bracciano.rm.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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