Portale

Prima pagina | Mappa

 

Redazione & informazione

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci dal territorio

Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le voci più recenti 

 

 

  Gli eventi del mese 

Novembre 2010

 

  Archivi 

2011 2010 2009

 

EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

 

Cerveteri, Roma, mercoledì 24 novembre 2010

Cerveteri - Conferenza: “La rivoluzione è come il vento - Dagli anni di piombo ai giorni nostri”

di Alessia Augello

 

 

A Brescia in Piazza della Loggia il 28 maggio 1974 la Strage di Piazza della Loggia, un attentato terroristico compiuto dall'estrema destra brescianana con il fortemente sospettato coinvolgimento di rami dei Servizi Segreti e di apparati dello Stato: una bomba nascosta in un cestino portarifiuti durante una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista uccide vigliaccamente otto persone e ne ferisce altre centodue, ma ancora oggi non esiste un colpevole...  (Foto di archivio)

 

 

Sabato 20 novembre 2010 si è svolta a Cerveteri la conferenza dal titolo “La rivoluzione è come il vento - Dagli anni di piombo ai giorni nostri”.

 

L’incontro si è rivelato un particolare viaggio virtuale nel nostro passato prossimo storico politico e, seguendo ed analizzando la testimonianza di chi visse in prima persona attivamente quegli anni, si è tentato di far luce su di uno dei periodi più bui della Politica Italiana.

 

 

Si parte dalla fondazione del gruppo di Lotta Studentesca nel ’76 che si radica essenzialmente negli ambienti scolastici come prima forma di lotta, anagraficamente parlando, per passare alla trasformazione della stessa in un movimento vero e proprio organizzato in Club, ovvero gruppi responsabili di zone quartieri città ecc. che prese il nome di Terza Posizione.

 

I rapporti con gli altri movimenti non sono dei migliori per il fatto che Terza Posizione vuole rimanere un movimento pulito senza fare compromessi elettorali né alleanze opportuniste: non cade nel vortice della strategia della tensione e rifiuta le armi come strumento di lotta.

 

Gli appartenenti al Movimento si impegnarono in lotte considerate tipicamente di sinistra: come le occupazione delle scuole, il radicamento nei quartieri popolari e storica significativa fu la lotta a fianco dei Cittadini della Borgata di Palmarola per la costruzione di case, che videro gli stessi leader impastare calce e piazzare mattone su mattone.

 

Il clima di quel periodo è difficile da descrivere, erano anni in cui si istigava all’odio e alla lotta contro l’antagonista politico, contro chi si trovava dall’altro lato della barricata, ma anche contro il presunto tale, si temeva per i fratelli e per la famiglia ed ogni minuto si aveva a che fare con la morte dietro l’angolo.

 

 

Di seguito l’intervento di Giuseppe Onorato responsabile locale e membro della Direzione Nazionale di Forza Nuova, che ha disegnato un ampio panorama sulle congiunture nazionali ed internazionali che sconvolsero radicalmente gli anni di piombo, dal ’68 alla mascherata tregua, passando tra i NAR [Nuclei Armati Rivoluzionari, gruppo terroristico d'ispirazione neofascista attivo in Italia dal 1977 al novembre del 1981 - vedi "terrorismo nero" e "stragismo di destra", Nota della Redazione], e le Brigate Rosse [organizzazione terroristica di estrema sinistra fondata nel 1970 - vedi "terrorismo di sinistra", Nota della Redazione], affrontando i depistaggi nelle indagini dei grandi processi come Ustica e l’ombra dei Servizi Segreti, raccontando delle mani che mossero le pedine di questa scacchiera bagnata di sangue.

 

 

A conclusione il relatore d’eccezione è stato Roberto Fiore uno dei leader di Terza Posizione, che nel 1997 ha fondato con Massimo Morsello il movimento politico Forza Nuova, di cui è attualmente il Segretario Nazionale.

 

Roberto Fiore ha descritto con forte trasporto gli avvenimenti che in quegli anni lo hanno visto coinvolto personalmente, dei suoi primi passi in Lotta Studentesca, della caccia alle streghe quando “uccidere un fascista non era reato”, degli anni londinesi, e del ritorno in Italia.

 

È di estrema importanza affrontare questo argomento soprattutto con i più giovani che comprendano il rispetto dell’avversario politico e la dialettica quale supremo strumento di lotta, che rifuggano la violenza per non ripetere lo spargimento di sangue che fu gli anni di piombo, le centinaia di vite spezzate e famiglie distrutte.

 

Il pensiero corre veloce a chi è caduto, a chi si è perso e a chi è stato suicidato.

Si esige che si racconti la verità!

 

 

 

Alessia Augello
Via Santangelo 41

Cerveteri (RM)

 

 

 

 

A Milano in Via De Amicis il 14 maggio 1977 Giuseppe Memeo, dei Proletari Armati per il Comunismo, organizzazione extraparlamentare armata lombarda di estrema sinistra, punta una una Colt 45 Auto contro la Polizia durante una manifestazione di protesta: foto simbolo dei cosiddetti "anni di piombo".  (Foto di archivio)

 

 

 

Approfondimento

 

Londinium SPQR fa parte della cosiddetta "musica alternativa" della Destra italiana, nata alla fine degli anni '60 per contrastare sia la musica "leggera", sia la musica "impegnata" dei cantautori di Sinistra.

La "musica alternativa" attacca l'intera cultura di massa, la politica parlamentare e addirittura la Costituzione.
I temi più trattati sono politica, valori sociali e morali, storia, mitologia e tradizione.
Gli artisti appartengono a destra, all'estrema destra e al neofascismo.

Alcune canzoni di questo genere musicale fanno diretti richiami a fascismo e nazismo con espressioni anche xenofobe, razziste e antisemite.


 

La rivoluzione è come il vento

 

Anni di torpore, anni di appiattimento
una generazione senza sentimento.
Non ci sono slanci, non c'è più tensione
per il combattimento non c'è più la ragione.

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento

Il cancro consumista, le menti ha devastato
giovani senz'ossa il solo risultato.
Giovani perduti, quanti anni buttati,
signori del sistema non ci avete piegati.

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento

Raffiorano i ricordi, degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine, di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo Stato.

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento

Scontri nelle piazze, con spranghe nella mano
i rivoluzionari non son caduti invano.
Fuoco della rivolta, sta bruciando ancora
nell'insurrezione risorgerà l'aurora.

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento

Tirannide borghese, ancora poco tempo
la rivoluzione scoppia in un momento.
Tirannide borghese, ancora poco tempo
la rivoluzione scoppia in un momento.

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento

La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento
La rivoluzione è come il vento!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina