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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Treia, Macerata, lunedì 22 novembre 2010 Ecologia profonda e spiritualità della natura! - Il Bioregionalismo ed i referenti della Rete Bioregionale Italiana, con un intervento del Professor Benito Castorina sulla produzione energetica pulita
Il Vetiver attraverso la fotosintesi clorofilliana fa moltiplicare la fauna batterica che aggredisce la sostanza organica e con i processi di nitrificazione e denitrificazione la decompone rendendo l'acqua pura. I metalli pesanti, arsenico incluso, sono assorbiti dalle radici del Vetiver ed eliminano questo metallo cancerogeno. Il problema è che il Vetiver costa poco e non è quindi appetibile alle varie mafie, economica e politica innanzi tutte. (Foto di archivio)
La Rete Bioregionale Italiana, fondata ad Acquapendente, Viterbo, nel
1996, è un movimento di persone ed Associazioni che seguono la pratica
bioregionale e tengono conto nei loro comportamenti sia dell'ecologia
profonda che della spiritualità della natura.
La figura del Coordinatore Nazionale viene cassata, anche per evitare accentramento e misuso della carica, e così scompaiono anche i Coordinatori Locali.
In loro vece si è costituito un Consiglio di Referenti Tematici che, ognuno per le proprie competenze, porta avanti le specifiche attuazioni del Bioregionalismo.
I Membri del Consiglio si riuniscono secondo le loro possibilità e necessità, allorché lo si ritiene necessario, ma moralmente si impegnano, almeno una volta all'anno, a partecipare all'Annuale Assemblea della Rete Bioregionale Italiana, per concordare le azioni in itinere, relazionare sui passi compiuti e raccogliere proposte ed istanze.
Inoltre i referenti ogni qualvolta si
trovano a dover prendere decisioni coinvolgenti l'insieme della Rete, ne
danno comunicazione a tutti gli altri Membri del Consiglio.
Le qualifiche sono molteplici, ma ancora
non coprono tutte le possibili applicazioni pratiche del Bioregionalismo,
per cui sono bene accette ulteriori collaborazioni.
Claudio Martinotti Doria, Politiche
Economico-compatibili
Il fotovoltaico, allo stato attuale, pone
problemi di smaltimento, surriscaldamento del Pianeta, incremento di CO2,
altro.
Il fatto che il Segretario Nazionale del Comitato Italiano Rilancio del Nucleare firmi una lettera nella quale si afferma che il turbogas è più economico del nucleare, ci fa un po’ pensare: “Sono un disastro economico perché installare un impianto convenzionale che eroghi 1 GW-anno l'anno di energia elettrica richiede un impegno che va da € 1 miliardo a € 3 miliardi (dipende dalla tipologia specifica: il turbogas è il più economico e il nucleare il più caro).
Installare un impianto fotovoltaico di
pari capacità produttiva richiede un impegno economico superiore a € 50
miliardi!”
Questi valori nel loro insieme trovano
risposta nelle biomasse derivanti da piante non alimentari e dagli esiti
delle future lavorazioni agroindustriali.
Una visione più ampia suggerisce un
cambiamento di rotta: la realizzazione di tutti i composti e i derivati
del petrolio con le materie prime vegetali ed animali, scelta che
rappresenta il piano strategico per un mondo senza rifiuti (con gli
esiti biologici delle lavorazioni agroindustriali si produce energia
pulita e concime e si risparmiano i costi del riciclaggio).
L’amore per la Natura fa rinascere questa Madre delle Madri e sarebe una valida alternativa a quella rabbia che trova tanti seguaci e promotori quando la prospettiva è di scagliarsi contro qualcosa o contro qualcuno, ma non mantiene la sua forza e perde di interesse difronte al fare qualcosa, o adirittura qualcosa per tutti.
Perché limitarsi a fare qualcosa solo per
qualcuno e lavarsi la coscienza (con un atto nobile?), se si può
appoggiare, condividere e fare proprio un piano strategico verso un
mondo sostenibile equo e solidale?
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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